Teatro della Corte, “Demoni” è uno spettacolo bellissimo che scuote lo spettatore. La recensione
Di Diego Curcio
C’è un solo e banalissimo aggettivo per descrivere in una parola “Demoni”, lo spettacolo di Lars Norén in scena la Teatro Corte e prodotto dallo stesso Stabile di Genova in collaborazione con la Comédie de Caen: stupendo. Un piccolo classico contemporaneo – il testo è davvero molto recente – che sa parlare al cuore e al cervello dello spettatore in modo unico e travolgente. Uno spettacolo in cui gli ingredienti della tragedia “classica” vengono declinati al presente, come un dramma surreale in cui i dialoghi e la fisicità, il sesso al limite dell’esplicito e il linguaggio crudo e crudele servono a descrivere un’insolita storia d’amore e il destino di una coppia in frantumi. C’è l’ansia, tutta contemporanea, della famiglia “tradizionale”, dei genitori che vedono scorrere via la vita tra doveri e incombenza e poi c’è la leggerezza cupa e tormentata di una coppia scoppiata senza figli, che gioca a ballare l’ultimo valzer prima di scivolare nel baratro. Due anti-modelli che si scontrano in una collisione inevitabile, raggiunta dopo una serie di provocazioni, litigi incrociati, desideri tenuti nascosti e poi esplosi, scontri e crisi di pianto. “Demoni” però non è solo la messa in scena di una catastrofe sentimentale: in mezzo a queste macerie ci sono anche dialoghi brillanti, talvolta al limite del nonsense e momenti di alta poesia. La regia di Marcial di Fonzo Boe – anche protagonista e mattatore assoluto del dramma – è perfetta. Ogni particolare è studiato nei minimi dettagli. Il buio che divide in tanti micro atti lo spettacolo, ma anche i tempi degli attori riescono a dare il ritmo giusto a una rappresentazione difficile e molto densa. Per tutta la sua durata “Demoni” mantiene una tensione – sessuale, ma non solo – piuttosto alta, disturba e scuote lo spettatore, come solo il grande teatro riesce a fare. Ti scava un solco dentro, come “I wanna be your dog” nella versione suonata da Sonic Youth. Non è uno spettacolo per tutti, forse, ma è senza dubbio un’esperienza totale. Gli attori poi sono uno più bravo dell’altro. All’inizio gli accenti stranieri di Marcial di Fonzo Bo, artista di origine argentina naturalizzato francese e quello di Frédérique Loliée, francese anche lei (nonostante da tempo lavori Italia) potrebbero disorientare lo spettatore. Ma col passare dei minuti diventano uno dei punti di forza dello spettacolo, il tocco surreale che permette agli attori di volare qualche centimetro più in alto rispetto alla tragedia che si sta compiendo. Ottima anche la prova di Michele De Paola e Melania Genna, che con le loro nevrosi e il loro lato oscuro da genitori sull’orlo di una crisi di nervi si lasciano prendere per mano dai vicini di casa e si fanno trascinare dentro il loro inferno quotidiano. “Demoni”, nella sua contorta follia, esprime un teatro di verità utilizzando gli strumenti del teatro stesso. Racconta una storia universale e credibile, con una scrittura sfacciata e delicata. Purtroppo le recite, dopo quella di ieri, riprenderanno soltanto giovedì prossimo alle 19,30 a causa di alcuni impegni degli attori. Lo spettacolo resterà in scena fino al 20 marzo (venerdì e sabato alle 20,30, domenica alle 16).



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