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Giovanni Toti, il cane di Pavlov e l’esperimento del caminetto

E poi ironizzano sui viaggi dei nostri politici e delle varie delegazioni all’estero. Molti pensano che, oltre alla fuffa delle dichiarazioni di rito, le peregrinazioni dei rappresentanti istituzionali negli altri paesi per stipulare accordi commerciali non diano seguito a esiti di alcun interesse. Concediamo che sia pure così in generale, e che tutto quanto arriverà a casa dalla grande madre Russia, dove  si sono recati il nostro governatore Giovanni Toti insieme all’assessore allo sviluppo economico Edoardo Rixi, sia un regalo imprevisto e quindi tanto di guadagnato. In verità  comunque il risultato importante conseguito dal nostro Presidente della giunta sarà sicuramente quello di riuscire a risolvere definitivamente  con un metodo empirico l’annosa questione delle offese omofobe del consigliere leghista Giovanni De Paoli che rischia di rallentare ulteriormente l’attività del consiglio regionale.
In effetti I nostri rappresentanti credevano di aver concluso l’intera vicenda con le stiracchiate scuse dell’imputato e il pilatesco soccorso del presidente Toti che aveva sottolineato come De Paoli si fosse addirittura scusato per essere stato frainteso. E a questo punto i connotati di tutta questa storia si fanno davvero paradossali perché non soddisfatti il gruppo del Pd e il monogruppo di Rete a sinistra, nelle vesti dei due rappresentanti Raffaella Paita, capogruppo Pd e Gianni Pastorino, hanno chiesto all’ufficio di presidenza di sanzionare egualmente il rappresentante della lega Nord per quello che comunque, fraintendimento o no, loro ritengono un comportamento omofobo. Naturalmente hanno chiesto l’adesione anche agli esponenti pentastellati, come loro in minoranza, che hanno sorprendentemente rifiutato sostenendo che per far venire alla scoperta la maggioranza fosse più utile presentare e votare un ordine del giorno generico che ribadisca l’importanza della lotta all’omofobia.
Naturalmente lo sconforto per queste notizie sulla pervicacia della minoranza non hanno abbandonato il nostro governatore neppure durante la sua missione in terra sovietica. Anche perché non è detto che al suo ritorno il consiglio non venga nuovamente impegnato in un’altra discussione fiume.
Eppero’ surreale per surreale proprio nella odierna giornata Toti ha elaborato l’idea che gli permetterà di dribblare tutte le possibili polemiche in arrivo, stabilendo una volta per tutte quale sarebbe stata l’effettivo comportamento del De Paoli nei confronti dei gay.
A suggerirglielo e’ stata la visita al museo di Pavlov. Ivan Pavlov che nel 1904 ebbe il premio Nobel per aver messo a punto la teoria del riflesso pavloviano o riflesso condizionato, una teoria che ha indirizzato tutto lo studio  della comportamentistica e della psicologia negli anni a seguire. Pavlov, stabili, osservando il comportamento del suo cane, e servendosi di un pezzo di carne e di un campanello, che con uno stimolo naturale si è in grado di provocare un determinato evento, cioè la risposta. Gli organismi animali e umani imparano ad associare uno stimolo con un altro. In pratica associando per un certo numero di volte la presentazione di carne ad un cane con il suono di un campanello, alla fine il suono di campanello determinerà la salivazione  del cane. La salivazione e’ percio’ indotta nel cane da un riflesso condizionato provocato artificialmente. E leggendo attentamente la storia del riflesso condizionato cosa è andato a pensare quel satanasso di Toti. Intende convocare le famiglie Agedo e Arcobaleno  con i loro figlioli nella sala del camino di palazzo Ducale e in quell’occasione vorrà al suo fianco Giovanni De Paoli. De Paoli dovrebbe essere all’oscuro di tutto, ma visto il considerevole acume dimostrato in ogni occasione, probabilmente questa potrebbe non essere condizione imprescindibile.
Nel grande camino  Toti ha intenzione di far sistemare grossi ceppi di legno al fine di mettere alla prova il De Paoli. Non vuole limitarsi a studiarne la salivazione, vuole qualcosa di più evidente, l’accensione del fuoco o almeno il tentativo di accenderlo. Perciò, se applicando la teoria pavloviana il consigliere leghista dimostrerà di essere irrimediabilmente attratto dal camino e ci si dirigerà con l’intenzione di accenderlo Toti avrà la sicurezza provata che il leghista avrebbe pronunciato quelle parole. E salomonicamente si occuperà di comminargli la giusta pena. Disponendo di una prova in più nell’ennesimo processo alle intenzioni. Con la riprova che ideologie maturate nel solco storico della sinistra e elaborate e sostenute da esponenti della destra possono giovare alla propensione verso il progresso.  Ogni riferimento alle unioni civili e a Verdini e Alfano ovviamente è puramente casuale.

Il Max Turbatore

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