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Pardo e il talk show che parla alla pancia dei telespettatori

Mettete  alla conduzione un cronista sportivo, con uno stile preciso, talmente anticonformista, gigione, cabarettista, imitatore e con una cultura appena esibita  nell’ironizzare, fino a rottamazione, sui luoghi comuni, troppi, della “casta” dei giornalisti sportivi da far pensare a un Beppe Viola 2.0. Proprio al compianto allievo di Gianni Brera passato a miglior vita ad appena 43 anni, che incrociava la professione con i personaggi del cabaret e della musica leggera. Mettete un formula di trasmissione che fonde astutamente il talk show televisivo con la selezione, a suon di televoto, de “l’isola dei famosi” o de “il grande fratello”, strumento adottato alla fin fine anche per decretare i vincitori dell’ultimo Festival di Sanremo. Inserite oltre al bravo presentatore cinque personaggi tra politici, giornalisti, uomini di spettacolo che abbiano un minimo appeal televisivo. Condite con un po’ di pubblico, una giornalista che tiene d’occhio i social e un presunto professore di psicologia e il gioco è fatto. Avrete confezionato Maggioranza assoluta il nuovo programma di Pierluigi Pardo in onda giovedì, a seconda serata inoltrata, su Italia Uno. Detta così, a programma iniziato, sembra tutto semplice, semplice. Al contrario ha avuto un trovata geniale la mente che ha partorito lo spettacolo, mettendo insieme le caratteristiche tipiche del talk show, badando però a solleticare l’italica propensione al pernacchio , fornendo ai telespettatori la possibilità, tramite il televoto, di determinare chi dovesse andarsene a casa ed essere finalmente inibito dell’esercizio della libertà di parola. Con il risultato di tentare di superare la stanchezza dei talk show televisivi in caduta libera come audience. Programmi in cui ormai si è’ ancora costretti ad assistere a vere e proprie risse verbali, ad ascoltare oltre agli insulti le vuote formule di politici ed ospiti di turno. Il superamento della formula sta proprio nel concedere ai telespettatori la possibilità  di essere determinanti, di dire basta a uno degli ospiti eliminandolo, e di ascoltare gli altri, sino ad eleggere un vincitore. Come accade appunto nel Grande fratello o nell’isola dei famosi, ma, in questo caso con una sentenza veloce, senza dover attendere settimane. Una prova televisiva sul potere della democrazia diretta di cui da tempo blatera Beppe Grillo indicendo le sue primarie tramite la rete. E non a caso negli spot pubblicitari Pardo ha utilizzato proprio la suggestione delle primarie americane. Influenzando la formula con candidati che si affrontano ogni sera in tre manche su diversi argomenti decisi dalla produzione, fino al testa a testa che si conclude con l’elezione, sempre tramite il televoto, del vincitore.
Pardo oltre che telecronista di Premium sport è anche lo straordinario conduttore di tiki taka, programma sportivo in onda su Italia Uno il lunedì’ sempre alle 11,30. Una vetrina  di commento al campionato di calcio con ospiti in studio. La risposta a quelli che il calcio si Rai Due, piacevolissima e leggera che almeno nelle intenzioni cerca di restituire un po’ di spensieratezza al mondo spesso troppo autoreferenziale del pallone. Alla sua personalità ed esperienza e’ stato affidato il compito di sondare il gradimento dei telespettatori di Maggioranza assoluta, con due puntate pilota. Poi i direttori di rete decideranno se continuare, mantenendo il programma in seconda serata, se sospenderlo o se addirittura promuoverlo con inizio alle 21, 30. Tutto dipenderà dai risultati auditel.
La prima delle serate test e’ stata trasmessa giovedì alle 23,30. cinque big ad affrontarsi dietro a una postazione che li faceva tanto concorrenti di un quiz televisivo a premi. Due politici Roberto Formigoni e Vladimir Luxuria (che oltre ad una legislatura in parlamento annovera una partecipazione con vittoria nell’isola dei famosi) due giornalisti opinionisti, Francesca Barra e Filippo Facci, e Andrea Pucci, comico, cabarettista ed attore. I politici in rappresentanza dei due poli. Roberto Formigoni, parlamentare del PdL ed ex presidente della Regione Lombardia, per il centro destra e  Vladimir  Luxuria, per l’anagrafe Wladimiro Guadagno, transgender, scrittrice, attivista, conduttrice televisiva oltre che ex parlamentare della sinistra. Gli altri cataloghiamolo come liberi pensatori. Argomenti delle manche le unioni civili, il diritto alla legittima difesa, l’accoglienza degli immigrati, la candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2024. Presidente  super partes Irene Pivetti, in tempi non sospetti ex presidente della Camera. In studio, fra i concorrenti, nastrini arcobaleno ai polsi di Luxuria e Francesca Barra, uniche donne fra i concorrenti, a sottolineare il loro impegno in tema di unioni civili.
Ed indicativo e’ stato il giudizio senza appello del pubblico che ha eliminato via via i due opinionisti, prima Filippo Facci e poi la Barra, poi Formigoni, che nelle manche precedenti si era mantenuto nella prima posizione. Lasciando l’emozione del testa a testa a Pucci, che dalla seconda piazza era balzato al comando e Luxuria che era risalita dal terzo posto al secondo. Il pubblico ha poi decretato la vittoria di Andrea Pucci, lasciandoci un’immagine del paese, per quanto possa contare, che ha bocciato uno dopo l’altro i giornalisti, poi il politico di professione e quello che ha rappresentato una fetta della società civile  e i diritti dei “diversi”, scegliendo come vincitore il comico. Morale un voto di pancia espressione di gente che non ne può più dei giornalisti che raccontano e mediano , senza necessariamente metterci la faccia, la realtà di un paese che non riesce ad uscire dalla crisi. Poi i politici che almeno la faccia la rischiano. Eleggendo, infine come leader di queste primarie televisive proprio il comico. Forse simbolo di una nazione dove soltanto i comici riescono, con le loro idee e la loro satira pungente, a rappresentare il volto sano di chi la comicità la fa per professione e non soltanto per amore di qualche comparsata televisva.  Grillo docet, anche se Pucci ha promesso formalmente a fine trasmissione che non scenderà in campo come fece a suo tempo Berlusconi, anche lui uomo di spettacolo, e continuerà la sua attività solo sul palcoscenico. Ed è per questo che elucubrando e ragionando sulla lettura dei risultati il programma di Pardo finisce per risultare  una novità , una sorta di evoluzione abbastanza interessante.
Infine sabato  sera c’è stata la prima serata di Ballando con le stelle, la maratona con maestri che si accoppiano con personaggi dello sport e dello spettacolo esibendosi in passi di danza. Finale a sorpresa e senza eliminazioni, con tanto di inversione nell’ordine di lettura del responso del televoto. Così le ultime due coppie  proprio quando pensavano di dover tornare a ballare in uno spareggio che avrebbe deciso chi sarebbe rimasto in gara e chi sarebbe stato eliminato si sono ritrovate in testa alla graduatoria, a spareggiare per un tesoretto di 30 punti per i vincitori e di 10 per gli sconfitti. Tutto a regola d’arte, colpi di scena compresi per la trasmissione ammiraglia del sabato sera di Rai Uno, condotta da Milly Carlucci e da Paolo Belli.
Un’unica sensazione sgradevole: la ripetitività nella scelta dei generi dei concorrenti. Ormai nei programmi Rai, dalle fiction, come “braccialetti rossi” e “E’ arrivata la felicità'” , a Sanremo, a Ballando con le stelle, pare essere un consolidato meccanismo “rafforza audience” quello di affrontare surretiziamente i temi dell’handicap, della malattia e dell’omosessualità, finendo per saccheggiare, magari, gli elenchi degli atleti diversamente abili e plurimedagliati. Così se nell’edizione precedente Ballando con le stelle e’ stato meritatamente vinto da una straordinaria Giusy Versace, ieri sera abbiamo dovuto assistere alle lacrime spontanee ed emozionanti di Nicole Orlando,  atleta paralimpica plurimedagliata, afflitta dalla sindrome di down, che si era vista sull’orlo dell’eliminazione dopo la prima esibizione. Sull’altro versante,,per metterci il cuore in pace con l’omofobia abbiamo dovuto sorbirci le evoluzioni di una simpaticissima  Platinette. E oltre allo stato emotivo  che la Rai intenderebbe mettere a dura prova con queste esibizioni un po’ gratuite, resta la sensazione urticante che tutto avvenga per motivi di auditel. Se così fosse veramente si tratterebbe di una speculazione vergognosa. Perché giudico unica e irripetibile l’esecuzione e le parole del maestro Ezio Bosso a Sanremo.  E senza nulla voler togliere agli altri, non tutti hanno le sue capacità, la sua semplicità di trasferire grandi idee, la sua straordinaria tecnica musicale, la sua storia e la sua classe. Prerogative, fino a qualche giorno fa in Italia sconosciute ai più che ci hanno  coinvolto al punto di consentirci di superare , in quell’unica e memorabile occasione anche il naturale scetticismo  e le immediate sgradevoli sensazioni della ricerca di un’esibizione legata ad un falso buonismo esclusivamente per motivi di cassetta. Dubbi che si sono immediatamente  e probabilmente troppo semplicisticamente riverberati in un naturale complesso di colpa nei confronti dei diversi. Facile dire che occorre andare oltre alle trasmissioni che stimolano la pancia degli italiani, quando la maggior parte dei programmi attraverso il cinismo della retorica proprio a quella si indirizzano.
Ma lasciamo da parte i brutti pensieri. Domani sera torna Salvuzzo Montalbano. Per le nostre reti nazionali, che centellinano i programmi di sicuro successo, due sole  nuove puntate della creatura di Camillerri. Troppo poco, consentitemelo, dopo una interminabile serie di repliche selvagge.

Il Tele Udente-Max Turbatore

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