Cronaca 

Assassino fugge dai Caraibi per evitare 30 anni di galera. La polizia lo arresta a Ronco

roncoRonco Scrivia è un tranquillo paesello dell’entroterra genovese, adagiato su una piana alluvionale tempestata di tetti rossi di tegole che annunciano come il confine del Piemonte sia vicino. Meno di cinquemila abitanti, snodo ferroviario, dominato dalla torre di un antico castello che par che risalga all’anno mille. Un posto, insomma, dove è più facile morir di noia che rimanere feriti nel corso di un conflitto a fuoco. Eppure è proprio lì che ieri la polizia ha catturato un assassino condannato a trent’anni di prigione (la pena massima), ricercato dalle autorità del suo paese d’origine e dall’Interpol. Il suo nome è Jairo Bernardino Rodriguez Miranda, di anni 33 e di professione spacciatore. Secondo la magistratura di Santo Domingo ha ucciso Elvin Francisco Vargas (detto Chinito), di 29 anni, a seguito di una controversia legata al controllo dello spaccio di sostanze stupefacenti a Capotillo, un quartiere violento della capitale della Repubblica Dominicana.

image_content_6004949_20151228195624-1Rodriguez Miranda svrebbe freddato il rivale scaricandogli addosso 18 colpi sparati da due pistole diverse. Si legge sui giornali locali che la vittima avrebbe tirato troppo la corda e, alla fine, la banda concorrente abbia deciso di farlo fuori. Era sfuggito già una volta alla morte in un’altra imboscata in cui è risultata gravemente ferita la moglie Tania, costretta da quel giorno alla sedia a rotelle. Rodriguez Miranda-di-anni-trentatré, assassino conclamato, membro di una gang di spacciatori senza scrupoli con sede operativa nel bronx dell’isola caraibica, per sfuggire alla cattura è scappato nel vecchio continente ed è sbucato qui, a Ronco, paese di binari in Valle Scrivia, con una <carta di soggiorno per motivi di famiglia e residenza a Desenzano del Garda, in provincia di Brescia ma, di fatto, senza fissa dimora> spiegano alla polizia, aggiungendo che a dargli asilo è stato un connazionale. Un finale assai poco cinematografico per una trama fin qui degna di un film alla “Scarface”. La fuga del creolo è durata meno di tre mesi. Ora è a Marassi a disposizione dell’Autorità giudiziaria che lo rispedirà nella sua isola a scontare un quasi ergastolo che lo costringerà alla prigione fin quasi al confine della terza età, ammesso che nessuno, in galera, riesca a vendicare Vargas. È certo che Jairo Bernandino sta già rimpiangendo la quiete nebbiosa del paesello genovese di rotaie e tetti rossi.

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