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Diaframma, gli eroi del rock italiano stasera al Lucrezia risuonano “Siberia”

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Di Diego Curcio

Federico Fiumani è un’icona della musica rock italiana. Un artista che, in trent’anni di carriera, ha saputo costruirsi una reputazione solida e un seguito di tutto rispetto, grazie alla sua coerenza e a una manciata di canzoni strepitose che ti si insinuano nella pelle e non ti mollano mai. Con i Diaframma, che da anni ormai sono una sua creatura a tutti gli effetti, ha attraversato tre decadi musicali senza perdere un briciolo di lucidità, sposando le cause rivoluzionarie del punk e delle new wave (ma qualche volta anche del cantautorato spinto) fino ad arrivare all’attuale formula che, per comodità, potremmo definire rock italiano (ma di quello bello, he). Insomma un mito in carne e ossa, che, questa sera alle 22, tornerà – a un anno di distanza dalla sua ultima esibizione – al Lucrezia di vico dei Caprettari. I Diaframma, l’ultima volta che sono passati da lì, hanno letteralmente ribaltato il locale e fatto sudare sette camicie ai loro fan accorsi in massa. Anche perché diciamolo: vale davvero (e sempre) la pena vedere i Diaframma dal vivo. Non solo perché si ha l’occasione di trovarsi di fronte un pezzo di storia della musica del nostro (arretratissimo) Paese, ma anche perché Fiumani, pur essendo a modo suo un narcisista, è un musicista che ha un rispetto assoluto dei propri fan. Dal vivo, infatti, a parte qualche incursione d’obbligo nel repertorio degli ultimi due o tre album – che com’è normale che sia non hanno la forza dei primi o di quelli degli Anni Novanta – regala sempre scalette memorabili con tutti i pezzi forti della storia dei Diaframma. “Gennaio”, “Labbra blu”, “L’odore delle rose”, “Petrolio”, “Siberia,”, “Amsterdam”. “Diamante grezzo” e potrei continuare per ancora per un bel po’ visto che la lista è lunga, sono da tempo presenze fisse in scaletta, anche quando c’è un disco nuovo di zecca da presentare. E poi ci sono le cover che, ogni tanto, Federico regala al suo pubblico: canzoni pescate, di solito, dagli gli amatissimi Television (gruppo capitale del proto-punk americano), dal recentemente scomparso David Bowie o da qualche cantautore italiano che non ti aspetti da uno cresciuto a pane e punk-rock. Ma Fiumani, in fondo, oltre a essere un artista a è anche un grande appassionato di musica, un avido acquirente di dischi, libri e riviste, che conosce a menadito non solo il passato – e quindi le band con cui si è formato – ma anche il presente; tant’è che collabora spesso con giovani gruppi underground  e appena può li cita nelle sue interviste. In poche parole: uno degli ultimi veri eroi della musica italiana. Tra l’altro il concerto di stasera fa parte del “Siberia tour”, il giro di date con cui i Diaframma risuonano interamente dal vivo il loro primo album del 1984, “Siberia” appunto. Forse il loro lavoro di maggior successo – all’epoca alla voce c’era Miro Sassolioni – e senza dubbio uno dei dischi più importanti e seminali del rock italiano. Una raccolta di canzoni capace ancora oggi di emozionare e, parafrasando “Libra” – un super pezzo contenuto nell’album “Tre volte lacrime” – di colpire il passato al cuore.

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