Alice nel paese delle meraviglie fra attivisti gioiosi e “rosiconi”
Negli ultimi tempi parrebbe essere sprofondata nel buco nero dell’oblio politico. Dopo il fulgore mediatico regalatogli sul piccolo schermo dall’irascibile Vittorio Sgarbi che a maggio dello scorso anno, quando era ancora candidata pentastellata alla presidenza della Regione Liguria, l’aveva omaggiata con i suoi epiteti tipici, dall’abusato “capra” al più comune “cretina”, di lei si sono praticamente perse un pò le tracce. È tutto ciò nonostante i numeri parlino a suo favore 108 interrogazioni, 12 interpellanze, 29 mozioni e 37 ordini del giorno, oltre a 2 proposte di deliberazione e 6 proposte di legge. Del resto da che il mondo è mondo in consiglio regionale l’opposizione si fa così, ingolfando di carta la segreteria della presidenza quasi a voler sfatare il senso di trasparenza che inevitabilmente aleggia e ti grava attorno.
Sin troppo banale il parallelo fra Alice Salvatore, consigliere pentastellata in via Fieschi e l’omonima protagonista della fiaba del reverendo Charles Lutwidge Dodgson, matematico e scrittore inglese che risponde allo pseudonimo di Lewis Carroll, autore appunto delle “Avventure di Alice nel paese delle meraviglie”. È così la politica per la Salvatore parrebbe essere diventata la selva oscura, anzi il mondo sotterraneo fatto di paradossi assurdità e nonsensi in cui Alice, quella di Carroll, finisce mettendosi alle calcagna del coniglio bianco, tra topi, re e regine di cuori, cappellaio matto e propensione all’ingigantirsi e subito dopo a diventare minuscola. Quanti simbolismi da adattare all’insipienza politica della Salvatore che prima o poi come l’omologa della fiaba metterà de parte l’ingenuità infantile per intraprendere la strada che la porterà verso il traguardo dell’età adulta.
Riflettete a questo proposito su un cinguettio comparso su Twitter in cui con toni da perfetta insegnante traccia la scriminatura tra attivisti gioiosi e attivisti “rosiconi” inseguendo la ferrea coerenza di un qualunque generale Jacques de la Palice.
E traccia identikit illuminanti. I primi, i “gioiosi”, propositivi e partecipativi danno tutto per il nuovo senso di comunità e appartenenza che insieme stiamo costruendo. Capiscono che i naturali attriti e le invidie che nascono nei gruppi sono poca cosa rispetto ai nostri obiettivi. Gli ultimi i “rosiconi”, quelli sempre scontenti che rimuginano e serbano rancore, che utilizzano tempo ed energie a bacchettare il prossimo è così facendo si dimenticano di agire, spesso nascondendosi dietro a una tastiera. Ecco fatto. Dopo lo scandalo di Quarto e le dimissioni e l’espulsione dal movimento del sindaco pentestellato Rosa Capuozzo, dopo il salto di lato del coniglio bianco “Beppe cinque stelle Grillo” ben ritrovata Alice nel mondo degli adulti.
Max Turbatore
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