A Palazzo Reale ingresso gratuito, la storia de “Il Vitellio” di Filippo Parodi e Carnevale
Oggi a Palazzo Reale “Raccontami una storia (dell’arte)”, seconda puntata, FILIPPO PARODI. Cosa fare in un giorno di pioggia? Oggi, domenica 7 febbraio 2016 il Museo di Palazzo Reale aderisce all’iniziativa DOMENICALMUSEO, promossa dal MiBACT, consentendo ai propri visitatori l’ingresso gratuito fino alle 19.
All’interno delle sale sarà possibile ammirare le decorazioni, a stucco e ad affresco, i quadri, le sculture, gli arredi e le suppellettili appartenuti alle tre famiglie, Balbi, Durazzo e infine Savoia, che l’hanno abitato nel corso dei secoli.
Lungo il percorso, nella Galleria della Cappella, sarà inoltre possibile ammirare un’inedita opera di Filippo Parodi, Il Vitellio di Filippo Parodi, esposto al pubblico per la prima volta.
UNA DOMENICA IN MASCHERA
a Palazzo Reale di Genova
In occasione dell’apertura gratuita, tutti, grandi e bambini, potranno godere delle splendide opere d’arte della collezione immerse in un’atmosfera carnevalizia; chiunque potrà visitare il museo in maschera e scegliere di farsi fotografare in un ambiente o vicino a un’opera che meglio potrà valorizzare il suo costume.
Gli scatti potranno essere poi pubblicati sulla pagina Facebook del museo per dare vita così a una colorata sfilata “reale” e tutti, cliccando “mi piace”, decreteranno chi avrà indossato l’abito più bello.
E per i più piccoli una divertente caccia al tesoro scandirà le ore di questa giornata di festa.
Raccontami una storia (dell’arte)

Da gennaio e ogni mese, per un totale di 12 appuntamenti, il Museo di Palazzo Reale esporrà nella Galleria della Cappella, lungo il percorso espositivo, alcune delle opere più rappresentative conservate nelle sale o concesse in prestito attinenti alla collezione, proponendo una conferenza di approfondimento e visite guidate a cura del personale specializzato del museo.
Dopo aver esposto a gennaio la Sibilla Samia del Guercino, nel mese di febbraio proponiamo Il Vitellio di Filippo Parodi, un busto in marmo presentato al pubblico per la prima volta.
L’opera, una declinazione del cosiddetto Vitellio Grimani (Venezia, Museo Archeologico), la cui fortuna a Genova è testimoniata anche dal Vitellio Durazzo di Palazzo Reale, attualmente visibile presso il Museo dell’Accademia Ligustica di Belle Arti, proviene dal castello di Cremolino, in provincia di Alessandria, già proprietà della famiglia Serra di Genova.
Confronti stilistici con il San Giovanni Battista di Carignano (1676-1677), la Madonna col Bambino di Rossiglione (1673-1674) e l’Ercole Sauli nel palazzo detto del Melograno in Campetto (1676) permettono di ricondurre la scultura all’attività degli anni Settanta di Filippo Parodi (1630-1702).
È possibile mettere in relazione il marmo all’inventario (1689) di un’importante collezione appartenuta a Vincenzo Spinola, dove figurano dodici busti, undici dei quali esplicitamente attribuiti a Pierre Puget (1620-1694) e un ultimo riferito a Filippo Parodi. Già da tempo era stato ipotizzato che quattro di queste dodici sculture potessero identificarsi con l’Augusto giovane, l’Augusto imperatore, la Livia e il Marc’Aurelio appartenenti, dal 1776, agli Ospedali civici genovesi.
Il Vitellio presenta notevoli consonanze tipologiche con il busto di Re di Pierre Puget oggi nella National Gallery of Canada di Ottawa, proveniente dalla collezione dei marchesi Serra di Genova.
Un’approfondita ricerca archivistica ha permesso di fornire prove documentarie inconfutabili circa le vicende della collezione di Vincenzo Spinola nel tempo, dimostrando che i busti passarono in un primo momento (1693) a Gio. Nicolò Spinola, suo nipote. Alla morte di quest’ultimo, le opere vennero divise tra due dei suoi figli, Battista e Gio. Francesco.


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