Regione, l’insostenibile leggerezza delle cure per l’influenza
Ma il vero scopo della bizzarra comunicazione del vice presidente e assessore alla Sanità Sonia Viale potrebbe essere quello di convincere i liguri a non prendere d’assalto, come accade ogni anno, tutti i pronto soccorso

di Monica Di Carlo
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Il consiglio che non t’aspetti. Un po’ perché è la stessa cosa che ti dice sempre tua nonna ottantenne, un po’ perché non ci puoi credere che davvero un assessore alla sanità e vice presidente della Regione, la leghista Sonia Viale, voglia davvero comunicare trascrivendo su carta intestata dell’ente territoriale i consigli del medico condotto di fine Ottocento. Stropicciare gli occhi non basta e non serve: il comunicato riguarda proprio l’influenza e non snocciola dati sull’epidemia o bollettini di guerra da pronto soccorso assaltati dai malati (per fortuna, ancora non è così), ma una serie di consigli che non sfigurerebbero nel calendario di Frate Indovino accanto alle fasi della luna e ai consigli sulla semina delle fave. <Sonia Viale rende note alcune raccomandazioni diffuse dalla (commissariata n.d.r.) Ars Liguria che ha realizzato un focus sintetico sul virus influenzale> recita testualmente il comunicato. E tu, ingenuamente, ti aspetti che l’Agenzia regionale sanitaria, per parlare addirittura per bocca di un assessore che è anche vice presidente della Regione, debba render noto qualcosa di clamoroso, magari, che il virus 2016 è virulento come quello della “Spagnola” che fra il 1918 e il 1920 uccise decine di milioni di persone nel mondo, oppure che un determinato farmaco contro il naso che gocciola in realtà è stato riconosciuto causa di licantropia. E invece no: ci vogliono un’Agenzia regionale e un vice governatore per informare i cittadini tramite la stampa che <A tutti i soggetti colpiti da virus influenzale è consigliato il riposo in un luogo caldo e asciutto e liquidi>. No, guarda, pensavo di uscire in Tshirt e passeggiare sotto la pioggia brandendo il termometro come un bastone da majorette. Bisogna poi dire al riguardo di un consiglio che arriva da così titolato pulpito che persino la nonna si è evoluta ed è passata dalla lana al pile e dal latte caldo alla propoli. Eh, sì, non ci sono più le nonne antiquate di una volta.
È un attimo: hai appena il tempo di pensare che la concezione che l’assessore-vice presidente ha del quoziente intellettivo dei suoi corregionali sia assai poco lusinghiera (il comunicato ha un pò il tono del maestro Manzi quando conduceva “Non è mai troppo tardi”) quando ti cade l’occhio sul “sottotitolo”, esemplificazione estrema del concetto dedicata ai non capenti più pervicaci: <Letto, lana, latte>. E se invece ho il pigiama di ciniglia? Se sono allergico al latte? Se sono vegano? Se dormo sul divano perché ho litigato col coniuge? L’adagio popolare preso in prestito da Sonia Viale non tiene conto della modernità, oltre a palesare l’opinione che il tasso culturale dei liguri sia pari a quello di un aborigeno ai tempi di James Cook.
Ma ecco, in fondo in fondo al comunicato, la vera ragione dell’accorata comunicazione urbi et orbi: <In caso di complicanze, febbre elevata, gravi difficoltà respiratorie e in soggetti affetti da gravi patologie croniche e nei soggetti anziani o nei bambini affetti da gravi patologie croniche è consigliato contattare il proprio medico curante – recita la nota -. È del tutto sconsigliato recarsi al Pronto Soccorso (si, vabbe’, “pronto soccorso” maiuscolo come se fosse, che so, la Corte costituzionale n. d. r.) senza prima aver contattato il proprio medico o il servizio di continuità assistenziale della propria Asl>. Sconsigliato, perché? Perché se esco prendo freddo? Perché se mi avventuro per strada mentre sta piovendo la lana si infeltrisce? Perché se non sto a casa a bere il lattuccio falliscono tutte le stalle della Padania? Perché al grido di “dagli all’untore” orde di passanti ipocondriaci potrebbero tentare di lapidarmi? Vabbe’, potevate dirlo prima che i pronto soccorso sono sotto organico, che i posti letto sono insufficienti, che sta per cominciare il consueto festival della barella nei corridoi e che si sta per scatenare, in concomitanza col picco influenzale, il solito delirio invernale, con gli abituali accampamenti di appestati tossicchianti e scatarranti che si assiepano al pronto soccorso portando lì tutti i loro germi, al più grande rave party per virus che mente umana sia stata in grado di congeniare, “solo” perché non sempre è facile trovare il medico di famiglia fuori orario e nel fine settimana e, inoltre, spesso la lista d’attesa per ottenere la visita domiciliare è troppo lunga e il dottore rischia di arrivare quando l’influenza è già finita o il paziente è passato ormai a miglior vita.
Voi cittadini ai quali non è bastato il triplice taumaturgico consiglio, fate i bravi: prima di fiondavi al pronto soccorso e, di conseguenza, di mettere in difficoltà ospedali e medici facendo partire il consueto tormentone giornalistico contro l’assessore alla sanità di turno, <chiamate il servizio di continuità assistenziale della vostra ASL ai seguenti numeri di telefono: ASL 1 Imperiese: 800 554400; ASL 2 Savonese: 800 556688; ASL 4 Chiavarese: 0185 371020; ASL 5 Spezzino: 0187 026198. ASL 3 Genovese: POLO DI GENOVA – 010 354022. POLI GUARDIA MEDICA ALTRI COMUNI (attivi durante tutta la settimana): Polo di Bargagli 010 900637; Polo di Busalla/Casella 010 9642036; Polo di Campo Ligure 010 920978; Polo di Ronco Scrivia 010 935793/433; Polo di Torriglia 010 944026; Polo di Recco (numero verde) 800 55 66 33. Attivo solo il sabato, prefestivi e festivi il Polo di Rovegno 010 955027 (durante la settimana contattare il Polo di Torriglia). Attivo solo il sabato, prefestivi e festivi dalle 8 alle 20 il Polo di Serra Riccò/Sant’Olcese 010 751065 (durante la settimana contattare la centrale operativa al numero 010 354022)>. Chiamate e magari vi diranno di starvene a casa con <Letto, lana, latte>. Chissà, forse aggiungeranno un’aspirina per buon peso. Tutto questo mentre sir Alexander Fleming e Ippocrate si stanno rivoltando nella tomba.
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