Lunaria, domani in “trasferta” all’Archivolto con “Mastro-don Gesualdo”

Domani alle 21 il Teatro dell’Archivolto ospita Lunaria Teatro con “Mastro-don Gesualdo,” adattamento dal celebre romanzo di Giovanni Verga, con cui la compagnia guidata da Daniela Ardini continua la sua ricerca intorno alla letteratura siciliana, dopo “Retablo” di Vincenzo Consolo, “Il Gattopardo di Giuseppe” Tomasi di Lampedusa e “Il giorno della civetta” di Leonardo Sciascia. In scena un folto gruppo di attori – Giovanni Costantino, Andrea Benfante, Alberto Carpanini, Arianna Comes, Paolo Drago, Mario Marchi, Anna Nicora, Giselda Castrini, Vittorio Ristagno, Francesca Conte – dà vita ai personaggi verghiani, conservandone intatte manie, invidie, rancori e soprattutto quel linguaggio studiato dallo scrittore siciliano per differenziare le diverse appartenenze sociali.
Gran lavoratore, intelligente e fortunato negli affari, Mastro-don Gesualdo (Giovanni Costantino) accumula “roba” – denaro, ricchezze, terre – con l’ambizione di entrare a far parte del mondo dei nobili. Travolto dal vortice della sua ossessione – “fare denaro per avere più potere e avere potere per fare più denaro” – accetta di sposare una nobildonna decaduta, che a sua volta è costretta a sposarlo perché compromessa dal nobile cugino. Divenuto “Don”, Mastro Gesualdo è condannato a una condizione di penosa solitudine: odiato all’interno della propria famiglia, disprezzato dai nobili, che lo considerano un intruso, e dagli operai, suoi pari, perché lo considerano un traditore. Quella che Verga racconta è la parabola esistenziale di un’ambizione che vuole andare al di là dei propri limiti sociali, sullo sfondo di una società che, a cavallo del Risorgimento, vive il difficile passaggio da una realtà prevalentemente agricola a una di tipo industriale, voluta e sorretta dalla nascente borghesia.


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