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Gonfalone e Family day, scontro tra progressisti e conservatori nel Pd

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L’ex presidente del partito Alberto Villa accusa i “presenti non votanti” Cristina Lodi, Gianni Vassallo e Claudio Villa che non si sono schierati nettamente in consiglio comunale contro l’utilizzo di un simbolo di tutti i genovesi <a una manifestazione di parte, che non vede l’unanimità tra gli abitanti di questa città>

La distanza tra le diverse anime, conservatrice e progressista, del Pd viene al pettine sulla questione del gonfalone al Family day, proposta presentata in consiglio comunale da una serie di conservatori dichiarati Matteo Campora (Pdl), Franco De Benedictis (Gruppo Misto), Stefano Balleari, Lilli Lauro (entrambi Pdl), Alessio Piana (Lega Nord), Vittoria Musso, Pietro Salemi (entrambi Lista Musso), Salvatore Mazzei, Mario Baroni (entrambi Gruppo Misto), Paolo Repetto (Udc), Stefano Anzalone (Gruppo Misto) e Alfonso Gioia (Udc), che avrebbero voluto impegnare Sindaco e giunta a prevedere la presenza del gonfalone del vessillo della città alla manifestazione Family Day insieme a quello della Regione, dove la maggioranza ha deciso per la partecipazione. La mozione viene respinta con 9 voti a favore (tre in meno del numero dei proponenti), quelli di Anzalone, Baroni, De Benedictis, Mazzei (tutti Gruppo Misto), Balleari, Campora (Pdl), Gioia (Udc), Piana (Lega Nord), Salemi (Lista Musso); 22 contrari: Boccaccio, Burlando, De Pietro, Muscarà, Putti (M5s), Bruno (Fds), Canepa, Farello, Pandolfo, Russo (Pd), Chessa, Pastorino (Sel), Comparini, Doria, Gibelli, Nicolella, Padovani, Pederzolli, Pignone (Lista Doria), Gozzi, Malatesta (Gruppo Misto), E. Musso (Lista Musso); 1 astenuto: Grillo (Pdl) e 5 presenti non votanti: Caratozzolo (Gruppo Misto), Giorgio Guerello, Cristina Lodi, Gianni Vassallo e Claudio Villa (tutti del Pd).
È proprio sulla presenza “senza opinione” dei suoi compagni di partito che si arrabbia Alberto Villa, ex presidente provinciale del Pd, già candidato alle primarie per la poltrona di sindaco (corsa dalla quale si ritirò) e oggi, dice, <semplice militante>.
<Si può votare a favore, si può votare contro, ci si può perfino astenere – sbotta -, ma risultare presente e non votante non ha senso, soprattutto se si è all’interno di uno schieramento che sul tema ha posizioni ben precise. Vorrei sapere quali sono le motivazioni che hanno spinto i consiglieri del Pd a decidere di non votare pur essendo presenti>. A Guerello, Villa lascia il beneficio del dubbio, visto che è presidente del consiglio comunale e <Capisco che voglia rimanere super partes>, dice. Nel mirino restano Lodi, Villa e Vassallo, tutti tasselli dell’area cattolica del Pd.
<Il premier Renzi ha detto che lascerà libertà di voto secondo coscienza sul alcuni emendamenti del disegno di legge Cirinnà – prosegue Villa, che da tempo ha fatto coming out, rivelando di essere gay e che è stato tra gli organizzatori del Gay Pride -. ma un conto è esercitare un voto nel merito secondo coscienza nel merito di una legge o di un provvedimento, altra cosa è non esprimersi sul metodo, cioè sulla richiesta di inviare il gonfalone, che è di tutti i genovesi e di tutte le genovesi, a una manifestazione che rappresenta solo le idee di una parte di questi. Non ci sarebbe stato nemmeno a #svegliatitalia, la manifestazione organizzata sabato scorso per le unioni civili. Il gonfalone non può partecipare a manifestazioni “di parte”, perché rappresenta le opinioni di tutte e di tutti i genovesi. Dopo l’adesione del Pd al Pse (Partito socialista europeo, n. d.r.), che sta nel filone laico progressista, non è legittimo che un “uomo di partito” non manifesti le stesse idee portate avanti dal partito stesso. Renzi si è impegnato a portare avanti le unioni civili e lo sta facendo. Lo specifico, non c’è scontro tra laici e cattolici, ma solo tra ala conservatrice e ala progressista del Pd. Anche nel Pci esisteva un’ampia ala conservatrice e di tanti argomenti anche nel vecchio partito era impossibile parlare>.
A Villa risponde via tweet Cristina Lodi:  <Se non capisci può chiedere invece che fare un comunicato stampa @villaalbe Comunque avresti potuto capire, metodo non di merito>.
<Se Alberto Villa è interessato a sapere perché quattro consiglieri del Pd sono stati presenti non votanti sulla mozione per far partecipare il gonfalone del Comune al Family Day – risponde Gianni Vassallo – si vada a leggere i verbali pubblici dell’assemblea. Se è solo interessato ad andare sui giornali, mi spiace, ma un argomento cosé serio non può essere affrontato con le battute>. I tre consiglieri avevano criticato <la strumentalità e l’inopportunità> della mozione e avevano denunciato <il basso livello della discussione in
assemblea su un tema così importante come la famiglia>.
Ma ad Alberto Villa non basta. <Il tema posto dalla mozione era quello – dice – Nessuno proponeva un dibattito sulla famiglia, ma si sosteneva l’opportunità di schierare o non schierare il gonfalone al Family day organizzato dai conservatori in difesa di quella che definiscono la “famiglia tradizionale”. Un’opinione, appunto, solo di una parte della popolazione genovese>.

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