Ilva, Prefettura, il giallo delle comunicazioni separate

Da Largo Lanfranco lettera separata a Fiom a cui è arrivata una copia nella quale si cita solo il sindacato dei metalmeccanici Cgil mentre tutti gli altri sindacati sono accomunati in un’unica lettera inviata in contemporanea all’incontro tra la delegazione Fiom e il Prefetto
Le posizioni di Cisl, Fim e Uilm
<Domani, finalmente, sarà una giornata “normale” per Genova e di questo siamo lieti. La questione Ilva è ancora tutta da affrontare. Lo faremo il 4 febbraio prossimo a Roma, dove sindacati e istituzioni genovesi sono convocati al Collegio di vigilanza presso il ministero delle Attività produttive>. Lo dice Luca Maestripieri, segretario generale di Cisl Genova. <Da tempo, come ho ricordato questa mattina ad alcuni media – continua Maestripieri -, avevamo chiesto e ottenuto rassicurazioni circa la presenza al tavolo di un rappresentante del Governo pienamente titolato e incaricato di affrontare con le organizzazioni sindacali la discussione su una situazione seria, delicata e difficile come quella di Ilva. Con tutto il rispetto per gli uscieri, non ci spettavamo certo che ci ricevesse il portiere di Palazzo Piacentini. Ora, grazie alla lettera che abbiamo ricevuto questa mattina dal prefetto Fiamma Spena, conosciamo anche il nome del sottosegretario che è delegato a trattare con noi. Ma non è questo l’importante: la cosa fondamentale è che si trovi insieme la strada per, come ha dichiarato il ministro Guidi, <garantire agli operai continuità rispetto a all’accordo di programma. Non permetteremo che si perda un solo posto di lavoro>.
<Sarei molto pià cauto e mediterei bene dai toni trionfalistici usati dal segretario generale Fiom Genova Bruno Manganaro il quale, dopo aver tenuto in scacco la città per tre giorni facendo perdere salario ai lavoratori e aver causato danni ingenti di reputazione e di perdita finanziaria di 2 milioni al giorno all’Ilva, mettendo in discussione gli investimenti sulla zincatura, e altresì aver indetto uno sciopero generale dei soli lavoratori della Fiom, rivelatosi un autentico flop in quanto l’adesione è stata irrilevante, plaude al fatto che dopo aver rivendicato la presenza ossessiva del ministro Federica Guidi, per uscire dalla situazione in cui si erano infilati, si sono accontentati solo della presenza del sottosegretario Simona Vicari. Un vero capolavoro di inerzia sindacale> lo dice il segretario di Uilm Uil Antonio Apa.
<Alla Fiom – continua Apa – vorrei far notare che a questo punto il tavolo del 4 febbraio rischia di essere solo un tavolo tecnico, perché non è compito del comitato di vigilanza rispondere ai quesiti posti dalla Uilm. Poiché la Fiom ha caratterizzato tutta la vicenda da un punto di vista politico, a questo punto occorre un tavolo politico per dirimere le questioni che abbiamo posto. Di che vittoria parla la Fiom?… Non si capisce. I lavoratori dovrebbero aprire gli occhi sulla strategia infelice della stessa. Intanto la Uilm registra con soddisfazione oggi la conversione al Senato del decreto legge Ilva in Legge, dove sono state recepite le due questioni essenziali dell’integrazione al reddito dei lavoratori e dei lavori di pubblica utilitaà. La ricreazione è finita, anche se la Fiom ha avversato in tutti i modi l’emendamento Basso. Sarebbe opportuno che i lavoratori iniziassero veramente a meditare su chi fa i loro interessi, al di fuori di schemi ideologici di terza internazionale. La Uilm e un sindacato responsabile e riformista che attua il conflitto quando vi è la necessità. La situazione dell’Ilva è complicata essendo in amministrazione straordinaria, compito del sindacato è di vigilare, così come farà la Uilm, perché il Governo in raccordo con chi intende rilevare l’Ilva, attraverso un piano industriale efficace deve salvaguardare l’integrità complessiva della stessa e del sito genovese nella sua specificità>.
Alessandro Vella, segretario Fim Cisl, aggiunge: <La posizione della Fim sulla vicenda Ilva è sempre rimasta coerente: forte preoccupazione sul futuro dell’azienda, in seguito al bando di vendita che dovrà determinare possibili acquirenti, tempi e modo di un vero rilancio attraverso un piano industriale, con il mantenimento dell’occupazione del sito di tutti i lavoratori di Genova Cornigliano, nell’ambito di una più complessa vertenza di tutto il Gruppo. A fronte di ciò, abbiamo ricevuto formalmente già nella giornata di lunedì scorso la conferma dell’incontro al Governo del collegio di vigilanza prevista al Mise per il 4 febbraio prossimo. Nell’ambito dello stesso ci auspichiamo prime risposte in senso positivo per i lavoratori genovesi. Per la Fim lo sciopero è uno strumento importante e che va rispettato per raggiungere un obiettivo ma l’incontro, come già asserito, era già in agenda.Lo “scenario” di questi giorni rispetto a possibili acquirenti non è stato di certo una bella vetrina, consapevoli comunque che la questione Ilva è difficile e di certo non risolutiva con un unico incontro. Teniamo a ribadire che nel momento in cui fosse in discussione il futuro occupazionale dei lavoratori del sito di Cornigliano non esiterebbe ad indire scioperi e manifestazioni ma i lavoratori non verranno mai utilizzati da noi per scopi diversi da quelli sindacali>.


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