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Centinaia di persone imprigionate in soprelevata, arriva la protezione civile

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La rabbia degli automobilisti su Facebook. Sui social la protesta condotta fuori dalle regole tocca il minimo storico di popolarità. Insulti e invettive sui social della gente in ostaggio a bordo dei propri veicoli. La polizia municipale “libera” chi è rimasto imprigionato facendo fare inversione a U ai veicoli e facendoli uscire alle Casacce.

“Per oggi, martedì 26 gennaio, il servizio meteorologico dell’Aeronautica militare prevede condizioni favorevoli al ristagno di inquinanti. Il Comune di Genova raccomanda di limitare l’uso dei veicoli privati”. Così recita un comunicato di Tursi che oggi suona involontariamente come una beffa. Ben più convincente è, infatti, la protesta dei lavoratori Fiom di Ilva che, scesi in corteo per il secondo giorno consecutivo, hanno bloccato il casello di Genova Ovest e la sopraelevata tenendo letteralmente in ostaggio centinaia di automobilisti che, sì, la macchina, ad averlo saputo, l’avrebbero lasciata a casa volentieri. Perché un conto è rimanere bloccati in città, che se scappa la pipì o non ci si sente tanto bene si può posteggiare e infilarsi in un bar, altra cosa è rimanere imprigionati a diversi metri da terra. Lascia perdere il diritto di sciopero, che è sacrosanto. Lascia perdere il diritto di manifestazione, che pure quello è una cosa sacra, se è autorizzata e tiene conto anche dei diritti degli “altri”, 591 mila abitanti, cioè del resto della città tolti i circa 1600 operai Ilva dei quali circa un quarto sono in strada questa mattina, “rinforzati” da studenti. In fila, imbottigliate in sopraelevata, c’è la vita di centinaia di persone. <Le nostre fonti presso il Mise ci hanno confermato che il ministro Guidi non parteciperà all’incontro del 4 febbraio perche’ il Governo dice che l’accordo di programma dell’Ilva scade a giugno di quest’anno, ovvero decadrà non appena il gruppo sarà venduta> ha detto ieri ai lavoratori il coordinatore rsu della Fiom Armando Palombo. E la rabbia degli operai si è centuplicata ed è esplosa. Stamane gli operai sono usciti con le ruspe e i mezzi da cantiere. Certo è che la città non capisce. Sui social network la popolarità della protesta è decisamente in ribasso. Le persone imbottigliate in soprelevata scrivono. Qualcuno dice che sta perdendo una visita medica, altri che devono lavorare e la protesta toglie loro il diritto al lavoro. Qualcuno lamenta il fatto che se dovessero passare mezzi di soccorso non potrebbero e <potrebbe pure scapparci il morto>. Una città in ginocchio, che posti di lavoro ne ha persi a migliaia, piena di gente che tenta di appigliarsi a lavori precari non capisce perché, a fronte di un incontro col ministero già fissato, la presenza di un ministro a quel tavolo dovrebbe essere fondamentale. O, meglio, potrebbe anche capirlo se non si sentisse in ostaggio di una protesta altrui, portata avanti fuori da ogni regola.

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Per fare fronte alla situazione la Polizia Municipale ha disposto pattuglie motorizzate lungo tutti gli accessi della strada sopraelevata, e nelle principali arterie cittadine per agevolare le direzioni di marcia maggiormente penalizzate dai blocchi.
Sulla strada sopraelevata alcune pattuglie stanno facendo procedere in retromarcia i veicoli intrappolati per consentirne l’uscita a Casaccie. al momento è stata liberata circa la metà dei veicoli bloccati e si ritiene che entro le ore 11,30 tutti i veicoli saranno liberati. Nel frattempo personale della protezione civile sul posto verifica la sicurezza delle persone bloccate sui veicoli incolonnati e effettua scorta per alcuni veicoli speciali destinati ai nosocomi cittadini. Resta impedito il traffico dei mezzi pesanti in uscita dal porto diretti verso l’autostrada, così come in traffico in uscita. È stata chiusa via Cantore in entrambe le direzioni per blocco manifestanti. Pattuglie della polizia municipale sono state attivate per le deviazioni traffico e poi sono dovute corere alla rotatoria di via di Francia, chiusa alla circolazione veicolare dalle maestranze Ilva, che oggi si sono improvvisate padrone della vita di migliaia di cittadini genovesi. Anche a levante e in Valbisagno il traffico è in tilt. Chi deve arrivare a Ponente ora va a prendere l’autostrada a Genova Est o a Nervi. E la rabbia dei cittadini esplode sui social network. La maggioranza silenziosa ora lo è un po’ meno.

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In soprelevata, durante il blocco si sono viste scene isteriche, gente che gridava, passeggeri che abbandonavano il guidatore nella sua gabbia di veicoli e proseguivano a piedi, gente che faceva sgambare i cani che stavano diventando insofferenti.
<Per oggi, martedì 26 gennaio, il servizio meteorologico dell’Aeronautica militare prevede condizioni favorevoli al ristagno di inquinanti. Il Comune di Genova raccomanda di limitare l’uso dei veicoli privati>, quindi, se rimanete imbottigliati spegnete i motori. Se riuscite a tornare a casa, mi raccomando, non sperate di usare i mezzi pubblici per ripartire, perché anche quelli rimangono imbottigliati (ormai anche la viabilità ordinaria è paralizzata in tutta la città), perché c’è lo sciopero di Orsa e Cub. Ma almeno quello era annunciato e le modalità sono quelle previste dalla legge che, oltre a tutelare il diritto di manifestare, tutela anche il resto della popolazione perché i disagi non si trasformino in una prigione come oggi è successo a Genova. Martin Liter King disse “la mia libertà finisce dove comincia quella degli altri”. A qualcuno serve un ripassino.

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