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Mix di alcol e droga: ecuadoriano falcia e uccide un pensionato a Certosa

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Un mix di droga e alcol all’origine del tragico incidente. Gli esami in ospedale hanno messo in luce una concentrazione di etanolo nel sangue pari a 1,80 grammi/litro, ma anche la positività a cannabis e cocaina. Il sostituto procuratore di turno ha convalidato l’arresto. L’uomo è stato trasferito a Marassi, in custodia cautelare, nell’attesa del processo che si celebrerà nei prossimi giorni

 

di Monica Di Carlo

Uscire di casa una domenica mattina fredda, ma serena. Magari per comprare il pane, magari per comprare il giornale, oppure per andare a messa. Uscire per tornare a casa dopo poco, in tempo per il pranzo, magari con un vassoio di paste per la famiglia e invece incontrare la morte che ti vola addosso e non ti lascia scampo in un giorno come un altro, mentre cammini su un marciapiede, nel centro di un popoloso quartiere cittadino. Non sarebbe successo un minuto prima e nemmeno un minuto dopo. Sarebbe bastato dimenticare il fazzoletto a casa, sarebbe bastato perdere quei 30 secondi necessari ad andare a recuperararlo. E invece no. È proprio come nella canzone di Vecchioni Samarcanda: all’appuntamento con la morte si arriva sempre puntuali.
Stamane a non poter tornare a casa per colpa di una persona (risultata poi positiva ad alcol e droga) alla guida di una macchina che si è trasformata in un’arma mortale è stato un finanziere in pensione di 58 anni che camminava a Certosa, in una via Canepari inondata di sole. La morte ha avuto tutta la forza rabbiosa di un’auto impazzita e l’aspetto qualunque di una Fiat Stilo grigia che è piombata addosso all’uomo senza preavviso spezzandogli la vita, schiacciandolo contro il muro, tra le due vetrine di un negozio chiuso, trasformando una mattina di sole in Valpolcevera in una tragedia. L’impatto è stato fortissimo. Il giovane pensionato è rimbalzato tra il vetro anteriore e il cofano della Stilo e il muro del palazzo per poi cadere a terra esanime, in un lago di sangue. Il rumore è stato fortissimo: un boato che ha risuonato tra i palazzi. Tutto il quartiere si è fermato, ha trattenuto il respiro, poi è accorso per capire cosa fosse successo e ha visto il pover’uomo ormai esanime e il marciapiede che si copriva di rosso sempre di più, fino al punto che il sangue ha cominciato a colare in strada.

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Il conducente dell’auto, un ecuadoriano del 1980 con i documenti in ordine e un permesso di soggiorno illimitato, è sceso dalla macchina barcollando. Forse sotto choc, anche se chi lo ha visto sostiene che fosse invece completamente ubriaco. Qualcuno racconta che sull’auto ci fossero anche dei passeggeri, scesi subito anche loro, ma solo per scappare via velocemente, senza nemmeno voltarsi indietro, senza neanche rallentare un attimo per sincerarsi delle condizioni del malcapitato pedone travolto. Il fatto, però, non è confermato.
Certo è che lui, il trentacinquenne che ha perso il controllo del veicolo, è rimasto lì, come inebetito, guardato con orrore dalla gente che si era avvicinata mentre i soccorritori cercavano di capire se ci fosse ancora qualcosa da fare per l’ex finanziere.
Subito dopo l’impatto, qualcuno che era a casa e ha sentito il botto ha incominciato a scrivere sui gruppi Facebook dedicati a Certosa per chiedere cosa fosse accaduto mentre qualcuno che ha assistito alla scena ha chiamato un’ambulanza sperando che ci potesse ancora essere una speranza. L’intervento dei volontari della Croce Rosa Rivarolese è stato, però, del tutto inutile. Sono arrivati polizia e carabinieri, oltre agli uomini della polizia municipale che si sono impegnati a regolare il traffico su una sola corsia. Sul corpo del giovane pensionato qualcuno ha gettato pietosamente un lenzuolo mentre un altro telo è stato steso tra il portapacchi dell’auto e il palo della fermata Amt per sottrarre il cadavere a morbose curiosità, ma ormai i social network erano pieni delle foto del luogo della tragedia. L’ecuadoriano è stato portato via in fretta dalla polizia municipale verso l’ospedale dopo che il test con il precursore dell’alcol test che ha messo in evidenza che il suo tasso alcolico era elevato. C’era anche il timore che qualcuno volesse procedere a far giustizia sommaria. In ospedale, le analisi hanno rivelato che l’uomo non era solo positivo all’alcol, ma anche a diversi tipi di droga. Il sostituto procuratore di turno ha convalidato l’arresto. L’uomo è stato trasferito a Marassi, in custodia cautelare, nell’attesa del processo che si celebrerà nei prossimi giorni.
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Nessuno ha però potuto evitare che la rabbia del quartiere si sfogasse a parole su Facebook, dove la gente della zona sta già organizzando una fiaccolata <in onore della vittima e per dire basta>. Nel mirino i troppi cittadini stranieri ubriachi che tra il venerdì e la domenica sera incrociano nelle vie del quartiere a piedi o a bordo di auto e moto. <Ricordate? Non è la prima volta che succede> scrive una donna. <Pensate se fosse successo in un giorno feriale! Poteva ammazzare tanta gente, donne e bambini. poteva essere una strage> aggiunge un’altra iscritta a uno dei gruppi. <Non dovrebbe essere cosi, uno non dovrebbe salutare le persone con il rischio di non vederle mai più..> dice una ragazza, mentre un’altra racconta di aver subito chiamato il padre, nel timore che si trattasse di lui. In mezzo a tante parole di rabbia, di paura e di odio c’è anche chi si fa vivo per offrire il proprio aiuto alla famiglia. Per uccidere il cuore di Certosa non basta un’auto lanciata a folle velocità.

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