Un’antologia di racconti per scoprire i segreti di Lovecraft
Un’antologia di racconti per precipitare nell’universo tenebroso di Howard Philips Lovecraft un universo mai completamente esplorato e se mai quasi sempre incompreso. Alan Altieri presenterà domani alla Fondazione De Ferrari alle 17.00, il suo tentativo di decifrare la complessa cosmogonia parallela di dello scrittore americano che non smette ma di riattualizzarsi nella parallela complessità del mondo in cui, invece, viviamo noi. La produzione di Lovecraft è immensa, sfumature e diversi filoni di ispirazione la attraversano tanto è vero che il rischio di perdersi è molto facile. L’antologia, l’ennesimo tentativo di una proposta scelta e sequenziale è pur sempre la strada migliore per cercare di cogliere i significati che come certi mostri striscianti e subdoli usciti dall’immaginazione dello scrittore, sottostanno invisibili in attesa di essere evocati e di manifestarsi alla giusta chiamata.
Tante tessere per comporre un mosaico che come nella multiformità degli esseri immaginati da Lovecraft, ogni volta potrebbe assumere forme diverse. In attesa dell’antologia di Altieri resta l’occasione per sorvolare le origini di un mito, quello di Chtulhu, che lo scrittore crea per dare spazio alla sua prolifica immaginazione di mostri. Lovecraft nutrito, nel corso di una sfortunata vita familiare, di antropologia, filologia e astronomia dà vita nella sua immaginazione a una terrificante civiltà vissuta o vivente in un’altra dimensione rispetto alla nostra o forse solo dietro l’angolo della nostra percezione. Un orrore primordiale che risale dalla profondità della storia e nello stesso tempo del nostro inconscio che come uno sciamano
Lovecraft rievoca in una scrittura che darà spunti a non finire a tutta la letteratura e al cinema horror e di fantascienza degli anni successivi da IT di Stephen King all’Alien di Ridley Scott. Da dove arriva Chtulhu la misteriosa statuetta che agita incubi e verso la quale si celebrano aberranti sabba? Da quale profondo orrore del passato arriva e come quando si manifesterà nuovamente a noi? Come e assai più intensamente di altri scrittori anglosassoni che vivono la sua epoca (Melville e Conrad, oltre all’amato Poe) Lovecraft percepisce la consistenza fisica dell’Abisso tenebroso del secolo che vive ma della stessa umanità intera sul ciglio di una rovina imminente.
Il ritorno di Chtulhu dalle profondità del passato sembra essere ispirato agli studi che all’epoca storici e linguisti dedicano alle civiltà pre-esistenti a quella greca che assunse oltre al ruolo di fondamenta della civiltà occidentale anche quello di bastione invalicabile rispetto a ciò che esisteva prima. L’ordine ellenico contro civiltà raffinate e evolute ma ispirate a forze oscure e spaventose che i greci chiusero, con le basi della loro filosofia e del loro pensiero, fuori dalla porta ma che lì restano pronte a tornare da un momento all’altro.


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