Domani visite alla “Casa del boia”
La Compagnia Balestrieri del Mandraccio invita a visitare la propria sede sociale, la cosiddetta “Casa del boia” in piazza Cavour.
Durante il pomeriggio (dalle 15 alle 18) i soci vi accompagneranno alla scoperta di armi e armature, modi di vivere, abbigliamento, svaghi e aneddoti della vita nel medioevo.
Avrete inoltre l’occasione di apprendere qualcosa di più sulla storia della nostra città e tutte le iniziative che la Compagnia cerca di promuovere per la riscoperta di valori e tradizioni.
Ingresso libero. Non occorre prenotazione. Le offerte sono gradite e serviranno a finanziare le future iniziative della Compagnia.
Essendo lo spazio all’interno ridotto, la visita sarà consentita a 20/25 persone al massimo per volta. Ci saranno quindi diversi “turni”, ma non è prevista la prenotazione.
La casa del Boia, detta anche casa di Agrippa, risale all’XI o al XII secolo, è situata nel quartiere del Molo, all’estremità orientale di piazza Cavour, di fronte al mercato del pesce.
L’attuale edificio è solo una piccola porzione di quello originario, che si sviluppava su più piani e probabilmente si estendeva per tutta la larghezza dell’attuale piazza, tra il camminamento delle mura delle Grazie e il duecentesco carcere della Malapaga, in cui erano rinchiusi i debitori insolventi, demolito all’inizio del Novecento e sostituito da una caserma della Guardia di Finanza.
Dopo un lungo periodo di abbandono il Ministero per i Beni e le Attività Culturali lo ha dato in concessione alla Compagnia Balestrieri del Mandraccio, che dopo due anni di lavori di recupero architettonico nel 1990 vi ha aperto la propria sede sociale, arredando l’interno in stile quattrocentesco ed allestendovi un’esposizione di armi, armature e costumi di epoca medioevale, visitabile dal pubblico.
L’edificio, che si ritiene fosse adibito a civile abitazione, non presenta un particolare interesse architettonico, ma è conosciuto soprattutto perché tradizionalmente era ritenuto l’abitazione di colui che eseguiva le pene capitali al tempo della Repubblica di Genova e per questo era detto comunemente casa del Boia. Questa tradizione popolare derivava dal fatto che le esecuzioni avvenivano al vicino Molo Vecchio.
Anche l’altro nome con cui è conosciuto, casa di Agrippa, non ha in realtà riscontri storici: questa denominazione ha origini più recenti e risale al ritrovamento, nel 1902, in un vicino edificio, di un’iscrizione riferita a Marco Vipsanio Agrippa (I secolo a. C.), genero di Augusto e ammiraglio della battaglia di Azio contro Antonio e Cleopatra, che ebbe un importante ruolo politico al tempo della transizione tra repubblica e impero. La scoperta avvenne quando, nel corso di lavori di ristrutturazione di un edificio medioevale (civ. 13 di piazza Cavour) adiacente alla casa del Boia, vennero alla luce resti di una costruzione di epoca romana imperiale, datata al III secolo, con una pavimentazione in lastre di marmo, una delle quali riportava la dedica ad Agrippa, recuperate da un precedente edificio del I secolo d. C. Nonostante l’ampia risonanza del ritrovamento sulla stampa locale dell’epoca, in breve tempo si perse la memoria della reale ubicazione dei resti, tanto che la tradizione popolare attribuì il nome di casa di Agrippa alla stessa casa del Boia, datandola erroneamente, sulla base dell’iscrizione, al I secolo a. C. Nuovi sondaggi condotti negli anni ottanta dalla Soprintendenza Archeologica hanno portato alla “riscoperta” dei resti romani, tuttora inglobati nei fondi del civico 13 di piazza Cavour.


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