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Gli oggetti quotidiani raccontano la storia più antica di Genova e della Liguria

Ogni lunedì pomeriggio, le visite a sette siti di archeologia urbana genovese il lunedì pomeriggio. Tra questi,  la Torre degli Embriaci e l’area archeologica di piazza delle Erbe, solitamente chiuse al pubblico

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L’archeologia delle città, l’archeologia dei porti, l’archeologia del quotidiano e l’archeologia del rituale sono i quattro temi di “Storie dalla Terra e dal mare – Archeologia in Liguria 2000-2015”, la mostra in programma da oggi, 19 dicembre, al 28 marzo a Palazzo Reale nelle sale del Teatro del Falcone

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L’esposizione, realizzata dalla Soprintendenza Archeologia della Liguria in collaborazione con la Regione Liguria, il Comune di Genova e il Museo di Palazzo Reale, punta l’attenzione sugli straordinari ritrovamenti effettuati sul territorio regionale in quindici anni di attività dal 2000 al 2015 ed è stata presentata ieri da Carla Sibilla, assessore alla cultura e turismo del Comune di Genova, Vincenzo Tiné, soprintendente archeologo della Liguria,  Serena Bertolucci, direttore di Palazzo Reale, Elisabetta Piccioni, segretario generale Mibact per la Liguria, Luca Rinaldi, soprintendente Belle Arti e Paesaggio della Liguria e dal comandante del Nucleo tutela patrimonio culturale dei Carabinieri di Genova, Antonio Quarta.

Cosa si può vedere visitando la mostra? Ad esempio una spada preromana rinvenuta in Valbormida, una spilla a forma di delfino, sulla quale si possono ancora vedere le decorazioni a smalto colorato, i piatti in ceramica che risalgono all’800 e sono stati trovati a Sanremo in una cantina. Sono reperti che parlano della nostra storia più antica. Sono per lo più oggetti di uso comune che creano una straordinaria suggestione e raccontano tanto di come vivevano i nostri antenati.

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 <Con oltre duecento pezzi in esposizione la Soprintendenza Archeologia della Liguria – ha spiegato il soprintendente – presenta i principali risultati della ricerca archeologica nel territorio, dimostrandone, anche in quei casi dove gli scavi hanno comportato disagi e ritardi alle opere pubbliche a cui erano collegati, l’utilità fondamentale per accedere ad alcune grandi problematiche storiche della Liguria antica, medievale e moderna. Il primo quindicennio del nuovo secolo ha segnato un deciso passo avanti delle conoscenze archeologiche in Italia, grazie all’introduzione di norme fondamentali, come quella sulla cosiddetta “archeologia preventiva”, che ha enormemente ampliato le possibilità di interventi stratigrafici a larga scala. In Liguria questo nuovo corso dell’archeologia pubblica si è tradotto in una serie di importanti scoperte, che interessano tutto il territorio regionale: da Ventimiglia a Luni, i due grandi capoluoghi di età romana che ancora oggi presidiano i suoi confini. Particolare rilievo è stato dato in mostra a tematiche di importante interesse storico e sociale, come i grandi cantieri di archeologia urbana e le indagini sottomarine condotte dal Servizio tecnico di archeologia subacquea della Soprintendenza>.

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<Grazie allo straordinario lavoro compiuto dalla Soprintendenza – ha sottolineato l’assessore Sibilla – l’offerta turistica della città si arricchisce di un tassello di notevole valore e accende i riflettori su Palazzo Reale, un gioiello del patrimonio artistico e architettonico della città. Sono particolarmente lieta anche del fatto che, in coincidenza con l’apertura della mostra, sarà possibile fruire di un itinerario archeologico genovese, che condurrà cittadini e turisti alla scoperta di monumenti finora inaccessibili della nostra città>.

 

<Trovo particolarmente significativo – afferma Serena Bertolucci, direttore di Palazzo Reale e del Polo Museale della Liguria – che la prima esposizione ospitata presso il Teatro del Falcone, il cuore espositivo del museo autonomo di Palazzo Reale di recente istituzione, abbia come focus la valorizzazione del patrimonio della regione e sottolinei con forza l’importanza dell’azione di studio e tutela del nostro Ministero. Questo perché sono profondamente convinta che l’opera di valorizzazione a cui sono chiamati i musei autonomi non debba essere autoreferenziale, ma ampliarsi all’intero campo di azione del Ministero, un lavoro continuo, incessante e capace a beneficio del nostro patrimonio culturale. Il museo di Palazzo Reale ospita questa esposizione alla fine di un anno di grande attività che, sotto la guida di Luca Leoncini, ha visto aumentare il proprio pubblico di oltre 15.000 visitatori, un grande incoraggiamento per il futuro e di stimolo a costruire un calendario ancora più nutrito di manifestazioni e iniziative di interpretazioni del patrimonio.”

Non solo Genova è stata in questi anni al centro dell’interesse per la sua storia sepolta, ma anche i centri storici di Chiavari, Savona, Albenga, Imperia e Sanremo, la cui storia monumentale – e non solo – si è enormemente arricchita fornendo un nuovo quadro del loro sviluppo urbanistico, grazie a un approccio intensivo e sistematico che proprio nel capoluogo ligure, primo esempio in Italia, è stato introdotto da Tiziano Mannoni, padre delle moderne metodologie della ricerca archeologica.

In tema di archeologia subacquea, l’altro grande campo di applicazione delle moderne tecniche di ricerca archeologica, in cui la Liguria eccelle dai tempi della sua fondazione ad opera del ligure Nino Lamboglia, le indagini recenti hanno riguardato i porti di Genova, Vado e Imperia con il ritrovamento di materiali che testimoniano l’importanza di questi approdi nel corso dei secoli fino ai giorni nostri.

Dalla Preistoria al Medioevo fino all’età industriale, sono numerosi i nuovi contesti in mostra che offrono preziosi spunti per il dibattito sulla vita quotidiana in Liguria attraverso i secoli. L’archeologia con le dirette testimonianze materiali del passato riesce, infatti, a dare risposte a quesiti sulle forme dell’abitare e sui modi della produzione che spesso sfuggono alla storia ufficiale. Nella terza sezione della mostra abitati preistorici (come San Nicolao a Castiglione Chiavarese), castelli medievali (Torretta e Sesta Godano) e cantine ottocentesche (Sanremo) rivelano ai visitatori questi aspetti meno noti delle forme dell’abitare e della produzione.

L’ultima sezione affronta il tema della ritualità in ambito funerario e cultuale alla luce di recenti rinvenimenti di notevole impatto evocativo, come in particolare i corredi di sepolture e i contesti sacrificali delle nuove necropoli liguri di Albenga e Albisola.

Tutti i materiali esposti, freschi di restauro e finora custoditi nei depositi della Soprintendenza, sono presentati per la prima volta al pubblico con l’augurio che possano trovare presto collocazione nelle sedi museali del territorio. Magari nei nuovi “musei della città” che centri ad alta vocazione turistica come Genova, Chiavari, Albenga e Sanremo meriterebbero e su cui Ministero e enti locali hanno intrapreso una progettazione congiunta.

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Storie dalla Terra e dal Mare – Archeologia in Liguria 2000-2015 è aperta al pubblico da oggi, 19 dicembre, al 28 marzo 2016 presso il Teatro Falcone, Museo di Palazzo Reale, Via Balbi, 10 Genova.

Orario di apertura: Dal martedì al sabato 10:30-17:30; domenica 14-19. Lunedì chiuso. Ingresso gratuito.

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