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Domani la cerimonia del Confeugo

Domani, sabato 19 dicembre il sindaco Marco Doria e il presidente di A Compagna Franco Bampi invitano la cittadinanza alla tradizionale cerimonia del Confeugo quest’anno dedicata a Felice Romani (1788-1865).

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Ecco il programma:

  • ore 16 area Mandraccio Porto Antico – partenza del corteo con l’Abate del Popolo e gruppi storici, con percorso piazza Caricamento, via Frate Oliverio, piazza della Raibetta, via San Lorenzo, via Petrarca. In attesa del corteo storico, in piazza De Ferrari, musiche e danze Gruppo Folclorico Città di Genova,
  • ore 16.45 piazza De Ferrari – arrivo del corteo storico. Esibizione degli sbandieratori dei Sestieri di Lavagna nell’atrio d’ingresso di Palazzo Ducale, su piazza De Ferrari;
  • ore 17 – incontro dell’Abate del popolo (il presidente di A Compagna Franco Bampi) con il Doge (il sindaco Marco Doria) e offerta del tradizionale Confeugo. Dopo il tradizionale scambio di saluti con la storica formula “Ben trovòu messe ro Duxe (Ben ritrovato Messer Doge), ricevendone come risposta “Benvegnou messe l’Abbou” (Benvenuto Messer Abate); gli offrirà poi il tradizionale “Confeugo che verrà acceso al rintocco del “Campanon do Paxo (la campana del Palazzo Ducale, collocata sulla Torre Grimaldina) in un suggestivo contesto coreografico;
  • ore 17.15, nel Salone del Maggior Consiglio l’Abate del Popolo elencherà al Doge tutti i problemi insoluti della città, con molte raccomandazioni e l’augurio che ne venga tenuto conto.

 

A cornice della cerimonia, si svolgeranno alcuni esecuzioni musicali:

Omaggio a Felice Romani (1788– 1865), librettista, personaggio a cui è stato dedicato il Confeugo 2015, con l’esecuzione di due romanze:

  • Sgombra è la sacra selva” – Aria di Adalgisa. Dalla “Norma” di Vincenzo Bellini (1831)
  • “Nella fatal di Rimini” – Aria di Orsini. Da “Lucrezia Borgia” di Gaetano Donizetti (1833), Anna Venturi Caruso – mezzosoprano Teatro Carlo Felice, Carla Casanova – pianista.

Seguiranno le armonie natalizie dei Giovani CantoriAccademia Vocale Genova, diretti da Roberta Paraninfo e, a concludere la cerimonia, sarà il consueto “Ma se ghe penso” cantato da tutti i presenti.

 

Presenta il “Cintraco” Marco Pepè.

 

Infine, alle ore 19.30, in piazza De Ferrari si svolgerà lo spettacolo piro-musicale GenovAccesa.

 

Hanno collaborato: Associazione Carrettieri Genovesi, Associazione Limes Vitae, Associazione di Scopo Il Mangano, Circolo Culturale Fondazione Amon, Compagnia Balestrieri del Mandraccio, Compagnia dei Viandanti, Sbandieratori dei Sestieri di Lavagna, Gruppo Folclorico Città di Genova, Gruppo Storico I Gatteschi, Gruppo Storico Ordine della Lancia, Gruppo Storico Praese, Gruppo Storico San Giorgio, Gruppo Storico Sestrese, Gruppo Storico Culturale Sextum, Istituto Istruzione Secondaria Superiore, Duchessa di Galliera, Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Porto Antico Genova – SPA.

 

 

Un po’ di storia

Il rito d’o Confeugo o Confuoco riprende un’antica tradizione della Repubblica di Genova, documentata dal secolo XIV, ma probabilmente più antica risalendo presumibilmente al Medioevo, forse all’epoca del Comune del Popolo (XII secolo). Essa consisteva infatti nell’omaggio da parte dell’Abate, che rappresentava il Popolo, alle massime Autorità di un grosso tronco di alloro, ricoperto di rami. Ne furono destinatari nel corso del tempo, prima il Podestà, poi il Capitano del Popolo e infine il Doge.

Esistono testimonianze del fatto che il corteo partisse dalla Valle del Bisagno e attraverso il Ponte di Sant’Agata percorresse le attuali via San Vincenzo, Via Porta d’Archi, vico Dritto Ponticello, Porta Sant’Andrea fino ad arrivare al Palazzo del Governo, l’attuale Palazzo Ducale.

Davanti al Ducale l’Abate si rivolgeva al Doge pronunciando le seguenti frasi: “Bentruvou Messe ro Duxe” e il Doge rispondeva: “Bentruvou Messe L’Abbou”.

In tarda serata il Doge e il suo seguito appiccavano fuoco all’alloro, per buon auspicio, e vi gettavano sopra un vaso di vino e lo addolcivano con confetti e zucchero. I presenti cercavano di portare a casa un tizzone come amuleto.

La Cerimonia venne sospesa nel Settecento e ripresa nel 1923 dall’associazione A Compagna, associazione nata in quell’anno per la tutela e la conservazione della cultura e delle tradizioni genovesi, per esser nuovamente interrotta nel 1937. Da allora è il presidente della Compagna che impersona l’Abate del Popolo, portando il tradizionale tronco d’alloro al Sindaco. Dal 1951 la Cerimonia è continuata di anno in anno sempre con l’offerta di una pianta di alloro, adorna dei colori rosso e bianco, completata con il falò rituale di un fascio di alloro ed uno scambio di auguri contornato da commenti sugli avvenimenti dell’anno trascorso e impegni e richieste per l’anno a venire.

 

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