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Cena Vip a Palazzo Rosso, polemica dei sindacati

La protesta di Diccap e Cgil

Cena privata al museo e lavoratori in straordinario, i due sindacati non ci stanno e denunciano: <10 dipendenti comandati in straordinario. Dovranno accogliere e accompagnare gli ospiti ai tavoli imbanditi e nel corso di una visita privata del museo>.

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Questo il comunicato dei sindacati

A pochi giorni dalla firma di un accordo separato con firma, apposta in assenza di un mandato dei lavoratori e con la contrarietà della rappresentanza sindacale unitaria ed in una situazione che non consegna nessuna certezza ai lavoratori dei musei e delle biblioteche né sulla modalità di svolgimento dei turni, che ogni responsabile interpreta e modifica a suo piacimento, nè tanto meno su quante festività si dovranno lavorare e quali saranno i regimi retributivi e normativi delle stesse, il Comune di Genova se ne inventa un’altra.

Su richiesta di una famosa fondazione genovese che fa capo ad una nota famiglia di imprenditori, consente alla stessa di organizzare una privatissima (e pensiamo esclusiva) cena per la serata di giovedì 17 presso le sale di Palazzo Rosso comandando in servizio ed in straordinario 10 dipendenti Comunali che dovranno accogliere gli ospiti e condurli sia ad una altrettanto privata visita guidata del Museo sia ai tavoli imbanditi per l’occasione da una nota società genovese di catering.

Tutto potrebbe essere normale se tale opportunità fosse offerta ai cittadini genovesi o ai turisti. Così non è. Si utilizzeranno risorse pubbliche per omaggiare privatissimi interessi, i 10 lavoratori chiamati, quasi obbligati, a far straordinario dovranno cambiare il loro turno del 18 mattina per rispettare le previsioni della Legge 66 sugli orari di lavoro. Inoltre i denari per pagare quelle prestazioni straordinarie si pescheranno dal fondo del contratto decentrato, cioè si toglieranno denari agli altri lavoratori.

Nulla per i cittadini, gli altri comuni mortali, in quella che si presenta come una fantasmagorica serata non fosse altro che per la “location”, dovranno accontentarsi di un racconto di qualche solerte addetto stampa.

No, noi non siamo d’accordo.

I Lavoratori dei musei e delle biblioteche meritano più rispetto così come lo meritano i cittadini genovesi che non possono continuare a pagare di tasca propria, attraverso la crescita dei balzelli locali, un uso a fini privati di beni pubblici.

Nessuna traccia, in questa surreale iniziativa, di allargamento dell’offerta culturale alla città, nessun concreto vantaggio per il museo, solo l’obbligo dei dipendenti comunali di tacere ed obbedire con la promessa, ottocentesca ed umiliante, che se avanzerà qualcosa di quel banchetto potranno farsi la loro “doggy bag” e portarselo a casa.

Per quanto ci riguarda nessun lavoratore sia disponibile ad accedere a questa ulteriore richiesta di farsi servo e per i Dirigenti o i funzionari che hanno pensato questa genialata un piccolo avvertimento: non pensino di usare personale che non sia dei musei per garantire l’accesso agli illustri invitati.

Noi  saremo lì per controllare fino a che punto si possano spingere le provocazioni ed il non rispetto degli obblighi di legge e di contratto e stia tranquilla l’Amministrazione lo faremo usando il nostro tempo libero.

Inoltre ci risulta che gli stessi responsabili delle strutture dei musei e delle biblioteche abbiano informato la Direzione dei servizi Culturali di come quell’accordo non risponda all’esigenza di migliorare l’offerta culturale per la città con buona pace per le anche più recenti, banali ed inutili dichiarazioni dell’assessore.

 

La Segreteria FP-CGIL                                         La Segreteria DICCAP

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