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Un gestore per Villa Duchessa di Galliera e misure per la sicurezza dei motociclisti

In consiglio comunale: Villa Duchessa di Galliera, individuato il gestore; farmacie comunali, le perplessità sulle nomine del direttore; le proteste per i tagli ai centri antiviolenza: i fondi derivati dalle multe: il consiglio comunale chiede siano in parte usati per installare guard rail più sicuri per i motociclisti.
Approvato il documento unico di programmazione.

 

Il report dell’ufficio stampa del consiglio comunale

Il consiglio comunale inizia con la discussione degli articoli 54, interrogazioni a risposta immediata.

Paolo Putti (M5s) chiede aggiornamenti sulla situazione della Villa Duchessa di Galliera di Voltri e sul termine dei lavori di ripristino.

Putti: «ormai da tempo sono in corso i lavori di ripristino in questo importante spazio verde del ponente genovese. Quando termineranno i lavori?».

Risponde l’assessore Italo Porcile: «i ritardi sono dovuti a una variante in corso d’opera, dovuta ai danni alluvionali del 2014. La gara si è conclusa nelle scorse settimane, il gestore è stato individuato, si tratta di un raggruppamento di imprese. Per quanto riguarda gli interventi svolti e quelli in corso d’opera, provvederò a fornirle una risposta scritta».

Si parla poi delle farmacie genovesi, con una serie di interrogazioni presentate da diversi consiglieri.

Alfonso Gioia (Udc), Enrico Musso (Lista Musso), Claudio Villa (Pd), Stefano Balleari (Pdl), Salvatore Caratozzolo e Franco De Benedictis (entrambi Gruppo Misto) vista la riapertura del bando scaduto per individuare un nuovo direttore generale di “Farmacie genovesi” con compenso annuo di 96 mila euro per cinque anni di mandato (triplicato rispetto a quanto corrisposto al precedente amministratore dimissionario), tenuto conto della preoccupante operazione in atto all’interno delle otto farmacie comunali sopravvissute al piano di riorganizzazione, che ha portato alla cessione di 3 punti vendita negli ultimi due anni, al distacco di 8 magazzinieri in comune e a un futuro incerto per 40 lavoratori, chiedono chiarimenti e domandano se i criteri adottati per la nuova selezione siano in qualche modo legati alle dimissioni dell’ex amministratore unico.

Gioia: «il piano di razionalizzazione delle società partecipate prevede anche il contenimento dei costi e la condizione che la partecipata sia in grado di mantenersi in attività senza interventi esterni. In questi anni, anche grazie a ricapitalizzazioni, le Farmacie hanno raggiunto l’equilibrio; ciò potrebbe essere compromesso dalla nomina del nuovo direttore? Ritengo che le farmacie, una volta portate in equilibrio, debbano essere cedute».

Caratozzolo: «Sappiamo che 8 dipendenti sono stati acquisiti pro tempore dal Comune. Altri 40 hanno il posto a rischio. Perché un compenso così elevato? Perché non è stato legato a obiettivi? Un argomento così delicato non poteva essere trattato in Consiglio o in commissione, anziché rimanere nell’ambito ristretto della Giunta?».

Villa: «Gli obiettivi, nell’ultimo anno, sono stati raggiunti da Farmacie, anche grazie al lavoro di un amministratore che guadagna un terzo del direttore generale. È obbligatoria la figura dell’amministratore? E, nel caso, è obbligatorio pagarla questa cifra?».

De Benedictis: «Mi auguro che non sia vero quanto ho letto, soprattutto considerando che 7 precari del Comune attendono, anche da 15 anni, di essere regolarizzati».

Balleari: «Ho dubbi sull’operato del dottor Grossi, che sembra essersi dimesso prima del bando, forse per partecipare a una gara che sembra fatta su misura per lui». Balleari ha anche detto che, con la presenza di 8 direttori, uno per ogni farmacia, essi potrebbero rispondere direttamente all’amminisre unico, senza ulteriori aggravi di spesa.

Risponde a tutti il sindaco Marco Doria: «è opportuno sollevare questo argomento, cosicchè l’informazione non si basi su comunicati sindacali e su articoli di giornale. Nel Comune di Genova ci sono alcuni precari che, per necessità, rimarranno ancora tali. Se non avessimo raggiunto, grazie a una gestione corretta, l’obiettivo del pareggio, saremmo stati obbligati a cedere le Farmacie. Il pareggio dimostra che possiamo gestirle. L’azienda infatti non deve produrre ordine, ma fornire un servizio. Il servizio era meno efficiente rispetto a quello privato – con orari di apertura più ristretti e maggiori chiusure per ferie – e più costoso, anche a causa della presenza di 9 magazzinieri per 11 farmacie. Questi lavoratori continuano a operare, nel Comune, per il servizio pubblico. Le farmacie cedute sono state rilevate da giovani farmacisti, che stanno così costruendo il proprio futuro. I dipendenti di quelle farmacie sono passati all’organico delle restanti, migliorandone il servizio. Alcuni negozi sono stati ristrutturati, con un restyling completo, per esempio quella di via Isonzo. Quanto al direttore: in queste aziende esiste un consiglio d’amministrazione, o un amministratore unico, e i dipendenti. Il direttore era un dipendente. Abbiamo tolto il consiglio d’amministrazione, sostituendolo con l’amministratore. Ci siamo trovati di fronte al pensionamento del direttore; il suo posto dovrà essere coperto con una procedura di concorso. Per questo abbiamo disposto in primo luogo un bando di mobilità, poi un concorso per un incarico a tempo determinato. La retribuzione rientra nei tetti di spesa stabiliti da questo Consiglio. Un’azienda di queste dimensioni non può non avere un direttore. Peraltro le Farmacie comunali hanno avuto un aumento di fatturato, quest’anno, del 4 per cento, contro un aumento dell’1 raggiunto dalle farmacie private».

Monica Russo (Pd) chiede informazioni sul trasferimento della Commissione tributaria a Sampierdarena.

Russo: «Chiedo se ci sia qualche novità su quel ventilato trasferimento, con l’auspicio che si realizzi».

Risponde l’assessore Emanuele Piazza: «riteniamo che le funzioni principali delle istituzioni pubbliche possano e debbano essere svolte su tutto il territorio cittadino e in particolare in un luogo come Sampierdarena, caratterizzato da buone infrastrutture. È una decisione autonoma del governo, da sostenere sul piano locale».

Chiude il question time l’interrogazione di Emanuela Burlando (M5s), che parla dei tagli ai fondi anti-violenza.

Burlando: «la notizia è confermata? In tal caso il taglio non sarebbe corretto, perché si tratta di servizi necessari. Cosa pensate di fare per sostenere i centri antiviolenza?».

Risponde l’assessore Emanuela Fracassi: «È una contrazione importante del finanziamento. L’attività è molto importante, ed è stata illustrata nel convegno del 24 novembre. Oltre ai centri anti-violenza è fondamentale un’attività di prevenzione, anche con formazione nelle scuole e di protezione, con l’allontanamento della vittima. Abbiamo avuto un finanziamento di 90 mila euro, mentre il Comune di Genova investe 150 mila, e anche le associazioni contribuiscono con fondi propri. L’anno scorso sono mancati anche i finanziamenti nazionali».

Alle ore 15, il presidente Giorgio Guerello procede all’appello. Con 35 presenti, la seduta è valida.

Si passa poi alla discussione dell’ordine del giorno, che prevede una delibera di Giunta:

Documento Unico di Programmazione 2016 – 2018

Approvata con 17 voti favorevoli (Pd, Lista Doria, Sel e Malatesta del Gruppo Misto), 10 contrari (M5s, Lega Nord, Pdl, Fds) e 10 astenuti (Gruppo Misto, Udc, Lista Musso).

E due mozioni

  • Ottimizzazione dei proventi derivanti da contravvenzioni e destinati alla sicurezza stradale. Acquisto e messa in opera di dispositivi di sicurezza di tipo continuo per ciclisti e motociclisti, presentata da Andrea Boccaccio, Emanuela Burlando, Stefano De Pietro, Mauro Muscarà e Paolo Putti (tutti del M5s), che impegna sindaco e Giunta ad utilizzare una parte dei proventi delle contravvenzioni che devono essere utilizzati per la sicurezza stradale, per acquistare ed installare guard rail con barriera salva motociclista.

Approvata con voti 19 favorevoli: Anzalone, Baroni, Caratozzolo, De Benedictis, Gozzi (tutti Gruppo Misto), Pdl, Fds, Udc, M5s, Lista Musso, Lega Nord, 14 contrari: Pd, Sel, Lista Doria, Malatesta (Gruppo Misto) e 2 astenuti: Mazzei (Gruppo Misto), Nicolella (Lista Doria).

 

  • Proposta di legge Regione Liguria di modifica e stabilizzazione della legge regionale del 3/11/2009 n. 49 “Piano casa”, presentata da Clizia Nicolella, Enrico Pignone (entrambi Lista Doria), Gianpaolo Malatesta (Gruppo Misto), Leonardo Chessa e Gian Piero Pastorino (entrambi Sel), che impegna sindaco e Giunta ad esprimere formalmente la contrarietà del Comune alle motivazioni e agli strumenti legislativi adottati dal “Piano Casa”; ad attivarsi con ANCI per appurare la costituzionalità delle norme introdotte dal “Piano Casa”; a richiedere alla Regione l’apertura di un tavolo tecnico permanente, che preveda anche la partecipazione del Comune, per una verifica sulle nuove norme introdotte dalla normativa in questione.

Rinviata in commissione consiliare

 

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