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Turismo congressuale, dieci ambasciatori e un settore in crescita

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La nomina dei “super genovesi” incaricati di conquistare congressi alla città è stata l’occasione per fare il punto sul turismo legato ad eventi associativi o aziendali
Risultato? Stiamo risalendo, ma siamo ancora lontani dai risultati degli anni in cui Genova era una città industriale

Hanno accettato di essere i portabandiera di Genova. Si tratta di dieci personalità della società civile con un forte spirito di appartenenza alla città che hanno ricevuto l’investitura nel Salone di rappresentanza di Palazzo Tursi. Il progetto parte da Convention Bureau, il network delle aziende del settore congressuale, ed è stato patrocinato dal Comune di Genova. L’obiettivo è quello di fare di professori universitari, ricercatori, imprenditori, manager con contatti internazionali, che grazie al loro prestigio influenzano le decisioni nella scelta della destinazione per eventi
associativi e aziendali: Ecco i nomi degli ambasciatori: il ricercatore Francesca Civano; il vice direttore dell’Iit Alberto Diaspro; il vicepresidente dell’Amd Liguria (Associazione medici diabetologi) Luca Lione; il docente Mario Marchesoni, il membro del cda  FederAuto Michele Montanella,;il presidente dell’Istituto Gaslini Pietro Pongiglione, il presidente dell’ Aistap (Associazone per lo sviluppo del talento) Anna Maria Roncoroni; il docente Angelo Schenone; il manager Federspedi Antonella Straulino; i membri del comitato nazionale italiano
all’European outh Parliament, Maddalena Conte e Silvia Meletti.

Alessandro Cavo, membro di giunta della Camera di Commercio (dove rappresenta le imprese del turismo), intervenuto in rappresentanza del presidente Paolo Odone, ha ricordato l’importanza del Tavolo tra Comune, Camera di Commercio e associazioni degli albergatori, in seno al quale è stata gestita la partita della tassa di soggiorno che altrove è diventata motivo di divisione, mentre a Genova è stata gestita nel modo migliore ed è usata per iniziative e interventi direttamenti legati al settore e alla promozione della città.
Anche l’idea di nominare gli ambasciatori è nata in seno a quel Tavolo.
<L’iniziativa – ha detto l’assessore comunale al Turismo Carla Sibilla – rilancia il lavoro di squadra tra istituzioni, Convention Bureau e associazioni per supportare la promozione del settore congressuale la nostra città in giro per il mondo>.

Interessanti i dati forniti sia dall’assessore Sibilla, sia da Gian Marco Ugolini del Dipartimento di Scienze politiche – Dispo –  dell’Università che ha parlato del ruolo della “meeting industry” all’interno dell’economia turistica genovese.
<Considerando il solo settore alberghiero – ha detto Ugolini – si nota come ad oggi non siano stati ancora raggiunti valori paragonabili a quelli massimi degli anni ’60, nonostante il costante perseguimento, almeno da un ventennio, di una politica di settore. È evidente che la maggioranza delle presenze degli anni ’60 e ’70 non possono essere attribuite a flussi di turismo culturale, d’arte o leisure , come è quello odierno, ma sono strettamente collegati alla funzione di richiamo della città industriale e portuale di quegli anni>.
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(Tabella Dispo Unige)

<I valori medi calcolati per decennio – ha continuato Ugolini -danno un’immagine molto nitida: negli anni’60 le presenze totali superavano il 1,5 milioni mentre negli anni duemila la media si ferma a 1.161.000 presenze. Ma si intravede un’inversione di tendenza.
Il 2014 è partito con qualche criticità, ma si sono registrati <segnali concreti di ripresa>.

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(Tabella Dispo Unige)

<Se è vero che la permanenza media dei turisti degli eventi e congressuali è rilevata da più fonti in 1,5 , si possono stimare circa 320.000 presenze all’anno, circa il 20% delle presenze alberghiere complessive. Da notare poi che tale valore è certamente sottostimato in quanto la rilevazione locale non comprende i dati delle sedi congressuali non appartenenti al Convention Bureau come niversità e aziende> ha spiegato il professore.

Dunque per produrre lo stesso l’indotto di un partecipante a congressi/eventi, ci vogliono

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Si può allora calcolare la quota di partecipazione al totale dell’indotto turistico.

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In termini di valore (presenze x spesa media) le spesa diretta e indiretta arriva a un totale di 109, 4 milioni di euro. Tuttavia tenendo conto della contingenza economica e stimando realisticamente una riduzione fra il 10 e 20%. La meeting Industry crea a Genova un indotto totale annuo compreso fra i 90 e 110 milioni di euro.

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Carla Sibilla ha ricordato i dati più recenti (risalgono a settembre) che riguardano il turismo a Genova, elaborati dalla dall’Ufficio sviluppo e promozione del turismo.

ARRIVI – Nel raffronto tra il periodo di riferimento 2014 e 2015 notiamo un trend positivo seppur lieve: gli arrivi italiani crescono infatti dello +0,78%, e se raffrontiamo il periodo gennaio agosto 2015 con quello 2013 l’incremento è pari allo 0,75%. Se prendiamo invece in esame i mercati esteri notiamo che i valori sono più alti: nel raffronto 2014/2015 l’incremento è pari al +5,78%, mentre prendendo in considerazione gli anni 2013 e 2015 la crescita è pari al +13,13%. Valutando il flusso degli arrivi nel suo insieme l’incremento gennaio-settembre 2014/2015 è pari al +3,39%, incremento che sale nel confronto 2013/2015, raggiungendo il +7,01%.
PRESENZE – Trend positivo anche per quanto riguarda i pernottamenti: la crescita tra il 2014 e il 2015 relativamente al mercato italiano registra un +0,75%. Mettendo a confronto lo stesso periodo del 2013 e del 2015 l’incremento raggiunge il + 3,56%. I mercati esteri anche in questo caso mostrano dati anche migliori: +9,26% nel raffronto 2014/2015 e +16% nel confronto 2013 e 2015. Nel complesso i pernottamenti aumentano del +4,93% nel confronto tra i primi 9 mesi 2014 e 2015 e di un +9,57% se si raffrontano il periodo gennaio-settembre 2013 e 2015.
Da notare che nel 2015 il numero dei pernottamenti stranieri supera del 4.51% quello dei pernottamenti del mercato interno.

Per quanto riguarda gli arrivi, diminuiscono i russi (a causa della situazione economica interna), gli inglesi, i giapponesi e i canadesi ma aumentano spagnoli, statunitensi, Francesi, i brasiliani e, soprattutto, i cinesi che sfondano quota 30 mila presenze. Per quanto riguarda i turisti italiani, sia per quanto riguarda gli arrivi sia per le presenze, la parte del leone la fanno i lombardi, seguiti dagli abitanti di Lazio, Piemonte e Veneto.

 

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