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Quando ci si innamorava delle dive in Galleria Mazzini

Lo spostamento “provvisorio” della fiera del libro dai tradizionali spazi di Galleria Mazzini a piazza De Ferrari a causa dei lavori di manutenzione della stessa galleria offre l’occasione per fare un passo indietro e tornare alla storia del complesso e sofisticato edificio che sta alle spalle del Carlo Felice e scorre parallelamente a via Roma.

Galleria Mazzini, ispirata alla milanese Galleria Vittorio Emanuele II, viene ultimata nel 1876 all’interno dei complessi lavori urbanistici che interessano quella parte di città per quasi tutto l’800.

 

La lunga galleria inserita nel piano dell’architetto Carlo Barabino arriva a suggello della riqualificazione di un’area un tempo popolare ma che proprio con questa struttura suggella il segno di un cambiamento socio antropologico di quella zona che richiama attori, artisti, intellettuali e giornalisti.

 

E’ anche il segno di un mutato rapporto tra la monarchia sabauda e la città che ha vissuto una trentina di anni prima il momento più basso con il “sacco” di Genova del 1849. Una nuova imprenditoria industriale e marittima rilancia il porto e le attività produttive mentre il teatro diventa un vero e proprio polmone dal respiro artistico internazionale attraendo nomi come Verdi, Puccini e Mascagni e diventando meta delle più famose attrici del momento come Lyda Borrelli e Lina Cavalieri (detta “la donna più bella del mondo”).

 

La presenza di queste ultime due animò la vita galante di una città tradizionalmente molto ritrosa rispetto alla mondanità ma alcune azzeccate scelte dell’epoca insieme alle capacità imprenditoriali di alcuni protagonisti fecero di Galleria Mazzini almeno sino allo scoppio della Grande Guerra uno dei luoghi più scoppiettanti della vita mondana dell’appena nato Regno d’Italia.

 

Il ristorante della Posta gestito dall’esplosivo Pippo Luce a fianco del Carlo Felice fu uno di quei luoghi. Qui lo champagne scorreva a fiumi e si faceva tardi la notte regolarmente con cene che vedevano protagonisti gli attori che andavano in scena di volta in volta al teatro. Altro luogo centrale della vita di Galleria Mazzini era la Birreria Zolezi. A Genova allora erano presenti molte birrerie portate dagli austroungarici di stanza a Genova per via della triplice intesa. Alla Zolezi passavano intellettuali e giornalisti e poliziotti (che arrivavano dalla vicina Questura a Palazzo Ducale) per ascoltare una singolare formazione di musicisti, un quartetto d’archi tutto composto da ragazze viennesi che facevano battere i cuori dei perdigiorno e degli scrittori.

 

Altro punto di riferimento era il Caffè Roma dove andava a ritrovarsi l’intelligentsia genovese dell’epoca da Anton Giulio Barrili, direttore del Caffaro e Luigi Arnaldo Vassallo “Gandolin” direttore del SecoloXIX a Stefano Canzio, ex garibaldino e presidente del consorzio autonomo del porto.

 

Negli anni poeti e intellettuali come Gozzano, Sbarbaro e Montale insieme al giornalista Giovanni Ansaldo trovarono intorno ai tavolini del caffè un naturale ritrovo che rappresentava una forma di circolo letterario “sui generis”. Non distante si trovava la Libreria Moderna che consisteva nel naturale richiamo degli illustri personaggi citati alla ricerca di testi nuovi e introvabili ricercatissimi (quelli relativi al socialismo, ad esempio) nel fermento culturale e politico che animava Genova in quegli anni.

 

Altra trattoria degna di nota era quella di Carlin Pescia dove erano soliti ritrovarsi giornalisti e intellettuali. Con la Grande Guerra e poi il successivo periodo difficile che portò al secondo conflitto quel mondo scomparve.

 

La galleria mantenne però per quasi un secolo in suo immutato prestigio e capacità attrattive importanti concentrandosi in quella zona tra via Roma e via XX settembre i più prestigiosi negozi di abbigliamento, calzature e gioiellerie. L’urbanizzazione intensa e la trasformazione di via Roma in una fondamentale arteria di scorrimento per migliaia di automobili ogni giorno hanno lentamente logorato la scintillante immagine di un tempo. Lentamente la Galleria nonostante il lodevole impegno dei commercianti che ancora vi lavorano ha perso molto del suo smalto soppiantata nei gusti contemporanei, non certamente eccelsi, agli outlet o ai grandi centri commerciali. Assediata dal degrado che si insinua in diversi angoli del centro cittadino oggi i lavori di manutenzione previsti dall’amministrazione comunale possono essere un momento di svolta importante per il rilancio e il mantenimento di uno spazio che rappresenta una fetta di storia gloriosa per la città.

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