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Patto d’area incompiuto, la protesta della Lega

Interpellanza in consiglio comunale del capogruppo Alessio Piana

 

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Il Patto d’area di Pre’, secondo la Lega, è rimasto lettera morta. Pur essendo stato firmato da Comune, Regione e Prefettura, l’amministrazione comunale non avrebbe proceduto ad adempiere i propri obblighi e, quindi, non si sarebbero realizzate le azioni previste.

Questa l’interpellanza di Piana

CONSIDERATO CHE il 17 aprile 2015 è stato siglato il Patto d’area di Prè in attuazione della L.R. 1/2007 e della Delibera di Consiglio Regionale n. 31 del 17/12/2012;

PRESO ATTO CHE a 7 mesi dalla sottoscrizione del suddetto Patto non si sono concretizzate molte delle condizioni auspicabili finalizzate al risanamento del quartiere, al miglioramento dell’offerta commerciale e di servizio e alla qualità della vita e della sicurezza dei residenti;

ATTESO CHE in particolare non si è concretizzato nessun bando per il sostegno e l’apertura di attività “sane”, nessuna assegnazione dei locali di proprietà di Comune e Sovrintendenza, nessuna azione di verifica e controllo sui locali “vietati” dal bando;

CONSIDERATO CHE la Regione ha, per quanto di sua competenza, adottato tutti gli atti necessari e risulta essere in attesa di comunicazioni da parte del Comune circa la concreta attuazione del Patto di cui trattasi;

CONSIDERATO infine che determinate attività non contemplate dal Patto abbiano continuato ad aprire;

SI IMPEGNA IL SINDACO

  • a relazionare su quanto ad oggi è stato attuato dalla Civica Amministrazione in merito al Patto d’area di Prè;
  • se la Civica Amministrazione ritiene ancora strategico tale strumento;
  • se non ritiene opportuno, nelle more dell’attuazione concreta del Patto, far sì che i regolamenti comunali sul commercio, movida, accattonaggio, artisti di strada, decoro urbano ecc. vengano fatti rispettare;
  • se non ritiene opportuno, nelle more dell’attuazione concreta del Patto, far sì che venga impedita l’installazione delle attività commerciali considerate da escludere dal patto stesso;
  • in che tempi ritiene che tale strumento si possa avviare alla propria attuazione.

 

 

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