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Movida, “Controlli o comincia la protesta”

<Così non ci può andare avanti. Qualunque cosa si chieda non si hanno risposte, qualunque cosa si propone non si hanno risposte> così Cesare Groppi, segretario Fiepet Confesercenti, comincia la conferenza stampa in cui, insieme a Fepag Ascom, l’associazione denuncia la situazione di degrado della movida. <Se non ci sono controlli – dice Groppi – è che la cosa degeneri ulteriormente>.  È interessante approfondire, al di là della protesta di ieri dei pubblici esercizi, quali sono i problemi e quali le soluzioni proposte. Serve il regolamento, certo <Ma dopo servono dei controlli – ha detto Goppi -, altrimenti bisognerà prendere delle iniziative per far cambiare idea a chi ci governa>. Nel mirino ci sono sia i negozi e i pubblici esercizi acquistati da cittadini bengalesi che vendono alcol a basso prezzo a chiunque non rispettando le regole che esistono, ma anche certi frequerntatori, non di rado minorenni, che nell’area che sta tra San Donato e Pollaiuoli, il buco nero della movida (mentre il resto è serenamente frequentabile) colonizzato dalle attività straniere, fanno quello che credono: orinano, vomitano, gridono e continuano a bere senza che alcuno li fermi. Le associazioni di categoria chiedono che si cominci a comminare sanzioni anche a loro. Il vero problema è proprio quest’area della “Rive Gauche” del centro storico, che la notte è infrequentabile e di giorno è una fila infinita di saracinesche chiuse.
In ballo, ha ricordato Alessandro Cavo, c’è non solo la vivibilità per i residenti, che nel centro storico devono vivere a proprio agio, ma anche il ruolo turistico che esso ha acquisito, secondo polo d’attrazione della città dopo l’Acquario grazie ai suoi palazzi storici (i palazzi dei rolli) e alle botteghe storiche.
Chi non tutela il centro storico si è perso proprio questo passaggio: la città antica a Genova non è un ghetto, ma un motore turistico. Pregiudicarne la vivibilità e la godibilità non sottoponendolo a controlli significa uccidere l’economia di questa città che ha perso molta dell’industria pesante e oggi si regge, ancorché precariamente, grazie proprio al turismo, nell’attesa che il settore primario possa riprendere. Se sui siti di turismo comincia ad uscire che il centro storico è poco vivibile o addirittura pericoloso, tutta la città è spacciata. Tutti gli operatori sottolineano che la scarsità di controlli di sicurezza e annonari è la causa prima di quello che sta accadendo.
Marina Porotto, vice presidente della Consulta Civ Ascom e referente per il centro storico, ha commentato l’accusa di omertà della Procura. <Non è vero che noi non denunciamo, lo facciamo noi operatori economici e lo fanno i cittadini. Il problema è che le nostre richieste di aiuto vengono quasi sempre ignorate>.
Poi ci sono i progetti. Piazza delle Erbe pensa a nuovi dehors e a una risistemazione delle scalette tra la pizzeria e la scuola, dove oggi si ammassano spacciatori e tossicodipendenti che non entrano mai nella piazza, ben vissuta, ma stanno ai margini, rappresentando comunque un elemento di degrado. I commercianti aspettano risposte che tardano ad arrivare come quella sul regolamento del quale, dice Pietro Avvenente di Fiepet Confesercenti non si hanno notizie da settimane.

ECCO IL VIDEO INTEGRALE DELLA CONFERENZA STAMPA

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