Fiera, giovedì l’audizione. Lavoratori in consiglio
Giovedì prossimo ci sarà l’audizione dei sindacati in commissione comunale. <I lavoratori verranno con noi per ascoltare la posizione di tutti i partiti politici> lo dice Silvia Avanzino, segretario generale ligure della Fisascat Cisl che tutela i dipendenti della Fiera.

<Non è solo la crisi ad aver messo in ginocchio l’azienda – dice -. Certo, come ha detto ieri il Sindaco in commissione comunale, la Fiera era “mono prodotto”, si reggeva sul Salone Nautico e quando la nautica è entrata in crisi, la manifestazione ha incominciato a contrarsi. A questo fenomeno ha contribuito anche la spaccatura tra gli industriali. Fatto sta che da qualche anno non è più Fiera a organizzare il Nautico, ma una società di Ucina che affitta gli spazi. Inoltre, da molto tempo Fiera non produce più manifestazioni in proprio, si limita a fare da contenitore. Si sa anche che Euroflora sarà estremamente ridotta e non dimentichiamo che si parla di una manifestazione che richiamava a Genova migliaia di persone. Il Sindaco ha detto anche che tutte le attività fieristiche italiane sono in calo e in riduzione di spazi e personale. È vero, ma quello a cui assistiamo a Genova non è un “calo”, è il tracollo. Dispiace che nessuno ricordi che se la Fiera è in questo stato non è solo colpa della crisi e del destino cinico e baro. Dobbiamo ricordare che buona parte della responsabilità è di investimenti faraonici e sbagliati fatti da amministratori con stipendi da favola e dei quali hanno fatto le spese i lavoratori e la città. Alcune fiere nate a Genova sono state portate da altre parti perché la Fiera e la città non ci ha creduto ed hanno spopolato. Slow Fish, come altre, ha invece traslocato al Porto Antico. Sono tre anni che diciamo che quel sistema fieristico e il piano industriale non si regge>.
<La dialettica tra istituzioni sugli assetti societari non ci appassiona, se fa sì che vengano persi di vista i due obiettivi che secondo noi restano primari: mantenere alla Fiera, che sia fusa o no col Porto Antico, la sua capacità attrattiva e salvaguardare il lavoro – prosegue Avanzino -. Ai dipendenti sono stati chiesti molti sacrifici: pensionamenti, distacchi, riduzione dello stipendio. Ora l’azienda ci ha comunicato che ci sarebbero ventotto persone in esubero e l’assessore comunale al Bilancio Miceli ha detto in consiglio comunale che i soci devono contribuire a ripianare il buco con un prestito che Fiera poi dovrebbe rendere con la cessione del ramo di azienda produttivo. L’assessore regionale Edoardo Rixi ha detto chiaramente che non intende farlo senza che la Regione ne abbia contropartite (l’ingresso in Porto Antico, che continua a produrre utili nonostante la crisi n. d. r.) e ha aggiunto che “se va avanti così la liquidazione della società è vicina”. Chiediamo alle istituzioni di rimodulare il discorso in modo che in quanto dicono ci sia anche la frase “futuro dei lavoratori”>.


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