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Il comitato di cittadini “Porto Aperto” denuncia: “Le Riparazioni Navali inquinano”. La tabella delle analisi

<Noi abbiamo fatto misurazioni da Carignano fino a Granarolo. Tutto il centro cittadino è interessato>. Poi, Fulvio Silingardi, presidente del comitato cittadino “Porto Aperto”, declina una lunga serie di metalli che, secondo le analisi dell’associazione, si sarebbero depositati sul terreno nel corsi degli anni e sarebbero nell’aria: alluminio, antimonio, arsenico, cobalto, cromo, ferro, mercurio. <C’è tutta la stradannata tabella dei metalli – prosegue Silinìgardi – Ce l’abbiamo tutti sui nostri balconi, sui nostri vasi da fiori e quello che non c’è lì ce lo siamo respirato>.

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Come interpretare i dati delle tabelle secondo Porto Aperto

Si premette che le misurazioni e le analisi sono ancora in corso, di conseguenza i dati nelle tabelle sono ancora incompleti e a stralcio. Lo studio completo potrà essere fornito a richiesta.

Nella tabella “A” abbiamo i dati delle analisi del terreno di due siti tipici: viale Mylius e Granarolo. Per la lettura dei dati si noterà, ad esempio, come il valore dell’alluminio (responsabile di patologie assai gravi), pesato in milligrammi per chilogrammo di terreno, sia pericolosamente elevato. Si noterà altresì che tra i due siti, nonostante tra loro vi sia una distanza di quasi tre chilometri, e che quindi una certa quantità di materiale sia caduta al suolo durante il trascinamento da parte dei venti, vi sia poca differenza. Anche per il Manganese e per il Cromo, altrettanto pericolosi, sono state rilevate quantità preoccupanti. È compito degli specialisti, inoltre, verificare gli effetti dannosi per la salute umana dovuti alla pericolosa azione sinergica di più metalli presenti contemporaneamente nell’aria che respiriamo.

Seguono, subito a sinistra, le analisi delle ricadute dall’atmosfera in altri due siti tipici: ancora viale Mylius e vico Dietro il Coro di San Cosimo, in pieno Centro Storico. Questa volta l’unità di misura sono i microgrammi caduti in un giorno su un metro quadrato di superficie. Anche queste sono quantità molto importanti.

L’ultima colonna sia di “analisi terreno”, che di “analisi deposimetri”, riportano, a titolo di confronto, alcuni dati recuperati in rete dai siti ivi indicati (Francia e Arcola).
Nella tabella “B” abbiamo invece l’elenco dei composti chimici tossici rilevati in un terreno prativo situato a N – NNE dall’attuale area delle Riparazioni Navali, a circa 350 metri di distanza.

Nella prima colonna viene indicato il grado di tossicità potenziale del composto, secondo la scala internazionale T.R.I., aggiornata a marzo 2015 (Toxics Release Inventory): (1)Cancro, (2)patologie croniche, (3)patologie acute.
Nella seconda colonna abbiamo invece la presenza o meno del composto tra quelli segnalati dall’EPA come emissioni tipiche dalle attività di Riparazioni Navali. Come si vedrà vi è una notevole coerenza dei nostri dati reali con quelli americani risultanti dallo studio. Oltre al fatto che l’autorevolezza a livello internazionale dell’Ente Federale Americano non viene ovviamente messa in discussione, si deve notare che i siti cittadini che sono oggetto di monitoraggio da parte del Comitato Porto Aperto sono, come si dice, sottovento agli insediamenti dove si svolge attività di riparazione e trasformazione di navi. Questo per alcune zone avviene da tempi relativamente recenti, mentre per altre da tempi più remoti.

Note:
Il segno nd significa che nel momento delle analisi il composto non è stato rilevato. Il segno nd* segnala le emissioni tipiche di navi da crocera o da diporto.

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