8 novembre, il ricordo della tragedia del Museo del Mare

Domani 8 novembre, ricorre il dodicesimo anniversario dal tragico crollo dell’ala Est del Galata Museo del Mare allora in costruzione. Nella tragedia avvenuta alle 8 e 30 di un freddo e piovoso mattino di sabato, furono coinvolti diversi operai e si contarono cinque feriti, perse la vita l’operaio albanese Albert Kolgjegja, che venne recuperato dai Vigili del Fuoco soltanto nella notte seguente.

 

Il Comune di Genova, l’Istituzione Mu.MA – Musei del Mare e della Navigazione, il Consolato dell’Albania in Liguria, Costa Edutainment e tutto il personale del Museo, in questa anniversario della morte, intende rinnovare il suo cordoglio alla famiglia dello scomparso e ribadire come questa tragica storia abbia segnato il proprio carattere di museo aperto alla città e al contributo di tutti.

 

Domenica 8 novembre alle 18.00, insieme ad alcuni membri della comunità albanese a Genova e al fratello di Albert  Kolgjegja,l’Assessore alla Cultura del Comune di Genova Carla Sibilla, il Presidente del Municipio Centro Est Simone Leoncini, il Direttore del Mu.MA e Galata Pierangelo Campodico, il Responsabile del Galata per Costa Edutainment Nicola Costa, il Console Onorario dell’Albania in Liguria Giuseppe Durazzo e  il personale del Museo depositeranno un mazzo di fiori sotto la targa che ricorda la scomparsa di Albert Kolgjegja e rievocheranno, con un minuto di silenzio la tragedia dell’8 novembre 2003 e il drammatico problema degli incidenti sul lavoro, particolarmente nell’edilizia e che tante volte, oltre agli italiani, semina vittime tra gli immigrati in cerca di lavoro e di integrazione. Alla cerimonia saranno presenti anche alcuni membri della comunità albanese a Genova, cosi’ come il fratello di Albert.

 

“Il Galata non dimentica il significato della morte di Albert Kolgjegja, commenta la Presidente Maria Paola Profumo. Come Istituzione crediamo che il modo migliore per farlo sia quello di contribuire a diffondere nel nostro pubblico, non solo il ricordo della tragedia ma anche la consapevolezza che il nostro Paese è fatto anche dal lavoro degli immigrati”.

 

“In questo senso, conclude il Direttore Pierangelo Campodonico, lasezione che occupa il terzo piano del Museo “Memorie e Migrazioni” dedica proprio al tema dell’immigrazione contemporanea la parte finale del percorso espositivo. In questa sezione, che nel corso del 2016 quest’ultima parte sarà oggetto di un importante rinnovamento, oltre al barcone arrivato da Lampedusa, il visitatore trova oggetti della vita comune, testimonianze di viaggi e postazioni multimediali per comprendere come le migrazioni hanno segnato e segnino la società italiana”.

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