Fiera, la manifestazione dei lavoratori. La solidarietà di Neri Marcorè. I sindacati parlano con Toti

12191892_10205142596470633_4205923578039432230_nAnche Neri Marcorè ha manifestato la propria solidarietà ai lavoratori di Fiera in occasione della manifestazione all’inaugurazione del salone italiano dell’educazione Fiera Abcd 2015. La società a capitale pubblico, dopo un forte “dimagrimento” (con la ricollocazione di molti dipendenti in aziende partecipate) ora minaccia di lasciare a casa altre 28 persone a causa della disastrosa situazione del bilancio e della liquidità. I lavoratori hanno esposto lo striscione con la scritta: “Ci volete tutti morti”.
<In questi anni Fiera di Genova ha subìto una profonda ristrutturazione pagata a caro prezzo dalle lavoratrici e dai lavoratori del settore, senza una progettualità per un rilancio concreto della fiera> hanno detto lavoratori e rappresentanti sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil, che sono stati ricevuti dal presidente della Regione, Giovanni Toti.
Nell’incontro del 25 ottobre, avvenuto in Confindustria Genova con il presidente Dello Strologo e l’a.d. Nannini, è stato comunicato tanto alla rappresentanza sindacale quanto alle organizzazioni sindacali che per sopravvivere, Fiera potrà forse tenere in carico 14/15 lavoratori al massimo su 42. Per tutti gli altri si profila, ad oggi, il licenziamento di 28 persone.
<Questa operazione di dimagrimento” potrebbe passare attraverso l’assorbimento di Fiera Genova in Porto Antico, società che attualmente non appare in ottima salute – dicono i sindacati -. Viste la mancata ricapitalizzazione e la negazione di un prestito da parte di Bnl, Fiera vive un momento di crisi di liquidità con la preoccupante eventualità che , a breve, non riesca a pagare gli stipendi. La perdita di Fiera è ormai pari a 2.000.000 di euro all’anno, di fatto non vi è alcun piano industriale e le soluzioni pensate si sono rivelate del tutto inefficaci. Per queste ragioni le rappresentanze dei lavoratori di Fiera di Genova esprimono forte preoccupazione per l’incertezza in cui sono costretti ad operare. Ad accrescere l’inquietudine è il complesso rapporto con Ucina, Confindustria della nautica che rivendica l’assoluto potere decisionale sul Salone Nautico, di proprietà della Fiera, che mette a forte rischio la manifestazione sul territorio genovese>.
Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil richiamano i soci (Comune di Genova, Regione Liguria – Filse, Città metropolitana, Camera di Commercio e Autorità portuale) ad <un’assunzione di responsabilità e quindi ad individuare il futuro del polo fieristico per il mantenimento dei livelli occupazionali>.

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