Regione, rinviata in commissione ipotesi polizia regionale

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Rinviata in commissione l’ipotesi di istituire un corpo di polizia regionale. La questione del personale delle Province ha impegnato buona parte della seduta odierna del Consiglio regionale e sarà all’ordine del giorno anche di una delle prossime assemblee. Dopo un incontro con i lavoratori della polizia provinciale, dei centri per l’impiego di Arsel e Atene, il Consiglio ha approvato all’unanimità un ordine del giorno nel quale si legge: “preso atto delle criticità che ancora insistono sul tema della riorganizzazione del personale delle Province, in particolar modo riguardo ai dipendenti delle polizie provinciali, dei centri per l’impiego e della formazione Arsel e Atene, si sollecita l’amministrazione regionale a continuare l’interlocuzione con il governo sulla riforma Delrio, anche tramite lo strumento della conferenza Stato-Regioni, per fare chiarezza su temi aperti dal punto di vista delle risorse e dei tempi. Tra questi temi – prosegue il documento approvato – risulta importante chiedere una proroga alla scadenza del corpo di polizia provinciale”. Il documento approvato prosegue impegnando la giunta a riattivare l’osservatorio regionale e il conseguente tavolo di monitoraggio che prevede la presenza delle organizzazioni sindacali, per seguire in modo organico la fase di attivazione della riorganizzazione in atto e affrontare ogni singola criticità alla presenza di tutti i soggetti istituzionali competenti con l’obiettivo di salvaguardare l’occupazione”. Come è stato spiegato nel corso dell’incontro coordinato dal presidente del Consiglio Francesco Bruzzone dai lavoratori e dalle organizzazioni sindacali, l’emergenza delle guardie provinciali – 81 operatori in tutta la Liguria – è la più impellente. Entro il 31 ottobre infatti i corpi andrebbero sciolti, il personale dovrebbe trovare una nuova collocazione e non troverebbero alcuna copertura le competenze relative a caccia, pesca, tutela del territorio, vigilanza rurale, controllo dei cinghiali. L’altra emergenza è quella del personale dei centri per l’impiego – 180 persone – alcune delle quali assunte a tempo indeterminato, altre a tempo determinato o con i più diversi contratti.

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