Montecarlo, verso il telelavoro per i frontalieri italiani, in gran parte liguri

Di Angela Valenti Durazzo

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MONTECARLO – Si è svolta nei giorni scorsi a Roma, presso il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, la riunione bilaterale Italia-Monaco dedicata all’introduzione del telelavoro nel Principato di Monaco per i salariati residenti in Italia.
Ad incontrarsi per dare avvio ai negoziati sul telelavoro per i frontalieri italiani (in gran parte liguri e della provincia di Imperia che si recano a lavorare nel Principato) sono state una delegazione monegasca guidata dal ministro per gli Affari Sociali e la Sanità, Stéphane Valeri, accompagnato dall’ambasciatore di Monaco in Italia Robert Fillon, ed una italiana guidata da Paolo Pennesi, segretario generale del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
<I limiti del territorio del Principato – recita il comunicato diffuso al termine della riunione bilaterale – hanno indirizzato il governo a cercare nuovi sviluppi per le attività economiche presenti e future. Il ricorso al telelavoro costituisce infatti una risposta alla problematica della mancanza di spazio>. Problematica certamente molto attuale nel piccolo Paese la cui grande economia è stretta in soli due chilometri quadrati di territorio e al quale per crescere non resta che estendersi sul mare (si veda l’articolo sul nuovo quartiere su terrapieno al Portier, i cui lavori partiranno alla fine 2016).
La possibilità di lavorare da casa (anche se non totalmente) rappresenterebbe infatti un’opportunità per ambedue i Paesi soprattutto “in termini di creazione di impiego, di crescita dell’attività delle imprese monegasche, di miglioramento della qualità di vita dei salariati, della circolazione e degli spostamenti nella regione”. Sono circa 4000 infatti i frontalieri che pur abitando in Italia lavorano nel Principato.
Due accordi bilaterali sono già stati firmati da Monaco nel 2014 con la Repubblica Francese per modificare la convenzione franco-monegasca di sicurezza sociale ed un progetto di legge relativo al telelavoro è stato depositato sul tavolo del Consiglio Nazionale. La delegazione monegasca ha quindi proposto che un accordo sul medesimo modello sia concluso con le autorità italiane.

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