La giunta Toti approva il Piano casa. Litigio “a mezzo stampa” tra Paita e Scajola. Consentite le attività edilizie nei parchi

Il presidente Giovanni Toti: <Rilancerà l’Edilizia>
Le accuse della Cgil: <Spregiudicato utilizzare la disperazione di chi è senza lavoro e non ha di che vivere per proporre un piano di cementificazione, barattandolo come la soluzione al dramma occupazionale della categoria>.

Di Monica Di Carlo

È tradizione di famiglia scivolare sulle parole. Lo zio Claudio aveva dovuto rassegnare le proprie dimissioni dal Governo Berlusconi nel 2010 dopo aver definito Marco Biagi (il giuslavorista ucciso dalle Nuove Brigate Rosse) <un rompicoglioni>, dichiarazioni immediatamente precisate, ma non bastò a salvare l’incarico all’allora ministro degli Interni. Stamattina sul Corriere della Sera, in un’intervista di Erika Dellacasa, si legge la dichiarazione di Marco, assessore all’Edilizia in Regione: <Lavoriamo per dichiarare le Cinque Terre patrimonio dell’Unesco>. Probabilmente, a Raffaella Paita, ex candidato presidente e capogruppo del Pd in consiglio, non è parso vero di poter approfittare di un assist così per segnare un gol a porta vuota nella partita della polemica politica con la compagine che ha vinto le regionali e che sta governando piazza De Ferrari, polemica, è vero, che appassiona solo gli addetti ai lavori, ma tant’è.
Paita, oggi, ha avuto modo di fare esercizio di facile sarcasmo giocando ancora una volta con le dichiarazioni dello zio Claudio Scajola che nel 2004 disse di aver acquistato una casa a Roma, di fronte al Colosseo, <a mia insaputa> rivendendola, poi, a circa un milione di euro in più rispetto a quanto l’aveva pagata. Vicenda per cui finì sotto processo insieme a Diego Anemone, l’imprenditore coinvolto nel pagamento di una parte dell’immobile, ma, va detto, assolto in primo grado e prescritto in appello. Al di là della vicenda giudiziaria, anche in questo caso Scajola senior fu costretto a dimettersi dal governo (questa volta era ministro per lo Sviluppo Economico) e per la stessa vicenda, almeno ufficialmente, fu escluso dalle liste di Forza Italia per le Europee.
Il battibecco tra Paita e Scajola
<Sento il dovere di informare Scajola (questa volta Marco, n. d. r.) che può anche riposarsi e, anzi, per la Liguria sarebbe molto meglio: le Cinque Terre sono state dichiarate infatti patrimonio dell’Unesco dal 1997, evidentemente all’insaputa dell’assessore Scajola> ha detto oggi la capogruppo Pd in Regione, intendendo senza mezzi termini che l’assessore imperiese le sembra piuttosto a digiuno di know how rispetto all’intero territorio ligure e, in particolare, al territorio dell’estremo levante, feudo elettorale paitiano per eccellenza.
Pronta la risposta, a mezzo comunicato stampa, dell’assessore Marco Scajola: <La capogruppo in Regione Liguria del PD Raffaella Paita, dopo aver messo in ginocchio la Liguria con il compagno Claudio Burlando – scrive l’assessore -, non sapendo più cosa fare, strumentalizza tutto pur di nascondere i suoi innumerevoli fallimenti. Con il “Corriere della Sera”, nel servizio sul piano casa pubblicato oggi, mi riferivo al fatto che pur essendo le Cinque Terre patrimonio dell’Unesco dal 1997, a oggi sono ancora prive di un Piano di Gestione, atteso da molti anni e che la giunta Burlando-Paita non ha mai portato a termine. L’amministrazione Toti completerà questo percorso fondamentale per la promozione e per la tutela delle Cinque Terre>. Lo scivolone dialettico di Scajola-nipote non ha certo il peso di quelli dell’illustre zio e probabilmente servirà all’opposizione solo per fare un po’ di polemica, di quella, appunto, che non appassiona più di tanto i cittadini. Contribuirà, anzi, a fare da cortina fumogena alle obiezioni di merito sul Piano casa della giunta Toti, che punta a consentire le attività edilizie nei parchi, con tanto di premio di ampliamento (del 35%) per chi ristruttura immobili nelle aree tutelate.
M5S, Sel e Rete a Sinistra contrari
Gianni Pastorino, consigliere di Rete a sinistra tuona contro la <Possibilità di monetizzare a scapito dell’edilizia popolare, ampliamenti residenziali che fanno scempio dei parchi naturali, colpo di spugna sugli abusi edilizi, deroghe che gettano al macero i Puc>. Pastorino giudica il testo della giunta Toti <Irricevibile, senza mezzi termini> e aggiunge: <È il regalo che affaristi e speculatori del mattone attendevano da tempo>, poi annuncia un’azione coordinata con Pd e M5S che, a sua volta, urla all’incostituzionalità.
Per Angelo Chiaramonte, coordinatore regionale del Sel, le motivazioni della giunta regionale sono <pretestuose>.
<Si potrebbero aprire tanti cantieri  per la messa in sicurezza del territorio – recita una nota del coordinatore – magari utilizzando fondi europei per la difesa del suolo> per dare lavoro all’edilizia e invece <Si preannuncia una nuova colata di cemento nei nostri territori con l’abbattimento dei vincoli e dei controlli da parte dei Comuni e con la possibilità di costruire nei parchi naturali>.
La difesa di Toti
<l presidente della Regione Giovanni Toti difende lo spirito della propria norma: <In Liguria i parchi sono anche troppi, ma va bene così>, dice..
<È una legge di cui vado orgoglioso – prosegue -, che consentirà di far ripartire il settore più importante per lo sviluppo e l’occupazione, quello dell’edilizia, senza consentire cementificazioni selvagge ma, al contrario, migliorando la qualità e la sicurezza del nostro patrimonio abitativo>.
<Come per ogni cambiamento mi aspetto cori di critiche – aggiunge Toti -. Coloro che si stracceranno le vesti sono gli stessi che negli ultimi trent’anni non hanno impedito nella nostra regione la devastazione del territorio e, al contempo, povertà e disoccupazione. Gli ululati di nostalgia per un passato fatto di sottosviluppo, giovani in fuga in cerca di lavoro, imprese fallite, oppressione burocratica fine a se stessa non ci fermeranno. Vogliamo costruire una Liguria diversa. Ce lo hanno chiesto gli elettori e non li deluderemo. Si rassegnino coloro che hanno sguazzato fino a oggi nella palude dell’immobilismo, delle regole assurde e asfissianti, che non hanno impedito colate di cemento e alluvioni e che hanno ucciso occupazione e crescita. In Liguria il vento è cambiato. Ed è solo l’inizio>.
Le accuse e le richieste della Cgil
<Alla Giunta Toti va riconosciuta una grande abilità nella comunicazione. Ma è fin troppo spregiudicato utilizzare la disperazione di chi è senza lavoro e non ha di che vivere per proporre un piano di cementificazione, barattandolo come la soluzione al dramma occupazionale della categoria. Non è con le liberalizzazioni selvagge che si rilancia il settore. Non è lasciando mano libera dove e come costruire, che si creano occasioni di lavoro> rispondono Fabio Marante e Federico Vesigna, segretari generali di Fillea Cgil Genova e Cgil Liguria.<E soprattutto non è scommettendo su un tessuto produttivo frantumato incapace di investire in qualità, che si costruisce il futuro del settore. Come Organizzazioni sindacali abbiamo chiesto più lavoro per i lavoratori liguri – continuano marante e Vesigna -. Perché il lavoro c’è, ma le imprese liguri non possono e non vogliono prenderlo. Abbiamo chiesto di lavorare nelle grandi opere e negli interventi di messa in sicurezza del territorio, ma dove c’è bisogno di professionalità e mezzi le imprese liguri non partecipano. Per questo non c’è bisogno di moltiplicare i cantieri incentivando l’elusione delle regole e il lavoro nero. Non pensiamo che il rilancio del settore passi per la deturpazione dell’ambiente. Non c’è alternativa alla riqualificazione del tessuto produttivo, bisogna invertire il trend che ha visto aumentare le partite iva che hanno superato i dipendenti. Ci vogliono aziende più grandi e più strutturate che possano investire in qualità. Questa è la sfida se si vuole davvero aiutare il settore a risollevarsi. E la Regione può fare la sua parte; avviando un piano di riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare pubblico che costringa le imprese liguri a fare un salto di qualità per lavorare in modo diverso. Bene che ci si occupi dei lavoratori edili, ma basta strumentalizzazioni. Che si cominci a dare risposte sul lavoro che c’è>.
Inevitabile l’alzata di scudi da parte di Legambiente mentre la nuova norma incassa una mezza cauta promozione, quella di Roberto Costa, presidente del Parco dell’Antola, che è anche coordinatore di Federparchi Liguria: <Recuperate area abbandonate può essere un bene>.
Le accuse di Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente della Camera
<È incredibile che la Liguria, terra dal suolo fragile colpita negli ultimi anni da tragiche alluvioni, punti sul cemento con un nuovo piano casa che permette l’attività edilizia anche nei parchi> lo dice in una nota il presidente della Commissione Ambiente della Camera Ermete Realacci che, poi, rincara la dose: <Con la scusa di rilanciare il lavoro – dice -, Toti propone ricette vecchie e superate che aumenteranno la cementificazione della regione. L’edilizia del futuro è legata alla riqualificazione, alla sicurezza, alla bellezza, alla rigenerazione urbana, non certo a nuovo consumo del suolo. La Liguria ha già pagato e continua a pagare un prezzo pesante per gli errori del passato>.
Toti ribatte e rilancia: <Quelli che adesso frignano e ci accusano di cementificare sono gli stessi che da trent’anni non hanno impedito la cementificazione selvaggia di questa Regione e non sono stati nemmeno capaci di agganciare la ripresa legata alla quella cementificazione>. Il presidente della Regione ha sottolineato che il Piano casa non prevede <piscine o piste per elicotteri> ma semplicemente la riqualificazione dell’esistente e una legislazione urbanistica <più chiara e con meno burocrazia che dara’ una vera scossa al settore dell’edilizia>.
Il plauso di Confartigianato
«Una svolta epocale per il rilancio di un settore martoriato dalla crisi, che capovolge completamente l’approccio fin qui portato avanti per il settore dell’urbanistica, senza per giunta attuare una sfrenata deregulation. Il Piano Casa, strumento che diventerà permanente, rappresenta non solo un’azione concreta per dare ossigeno puro alle micro e piccole imprese artigiane, ma anche un forte segnale di attenzione da parte della Regione Liguria alle esigenze dei cittadini, introducendo elementi fondamentali di certezza e chiarezza». È il commento di Paolo Figoli, presidente Confartigianato Anaepa Costruzioni Liguria e presidente Confartigianato La Spezia.
<Quello che si prospetta – continuano all’associazione – è un nuovo scenario, basato su semplificazione, chiarezza e tempi certi: da sempre capisaldi di Confartigianato anche per il settore delle costruzioni. Superate le complicazioni, grazie anche a regole più comprensibili, e tolti i vincoli che bloccavano l’operatività, il nuovo Piano Casa, la cui disciplina sarà estesa anche alle zone agricole, rappresenta uno strumento utile non solo alle microimprese liguri del settore, oltre 17.500 solo quelle artigiane (il 72,2% di quelle totali, terza maggior incidenza d’Italia), ma anche ai cittadini, che potranno usufruire degli incentivi di metratura previsti dalle modifiche alla legge regionale>.
«Una tappa importante per il nostro settore: auspichiamo non solo una rapida approvazione da parte del consiglio regionale – commenta Vito Mangano, presidente Anaepa Costruzioni Confartigianato Genova – ma anche un rapido recepimento da parte dei Comuni liguri, a partire da quello di Genova».
L’assessore spiega il Ddl “Piano casa”
Intanto, Marco Scajola definisce il nuovo Ddl <Un piano casa per tutti> e spiega che è <permanente e non più provvisorio, che da più certezze e più lavoro al comparto edile, con le imprese che potranno programmare meglio la loro attività e per i cittadini che decideranno gli interventi per le proprie abitazioni sulla base di un provvedimento frutto di una legge e non di norme provvisorie>.
Il piano prevede che i comuni adottino il piano casa all’interno dei proprio Puc-Piani Urbanistici comunali e che saranno coinvolti e responsabilizzati. Gli stessi comuni potranno potenziare il piano casa che, secondo Scajola <rispetta totalmente l’ambiente, il territorio e i cittadini, perché sono mantenuti tutti gli strumenti di controllo ambientale, di difesa del suolo, naturalistica e di tutela del paesaggio e da una percentuale di ampliamento dal 35 al 50 per cento per quelle costruzioni che si trovano in aree esondabili o in prossimità di frane per spostarle finalmente in aree sicure>. Per Scajola si tratta di un piano casa che semplifica le norme, meno burocrazia, più facilità di conoscere che cosa si può fare e che cosa invece non si può fare, aperto a tutto il territorio, parchi compresi. <Nel piano casa precedente alcuni parchi erano inclusi, altri no – spiega l’assessore -. Oggi sono stati inseriti tutti i parchi nel piano casa. Saranno le stesse autorità del parco a dire se l’intervento di riqualificazione di un immobile di può fare o no. E di riqualificazione si deve parlare anche per tutti gli altri interventi sul territorio, con ampliamenti, certo, perché senza incentivi nessuno è motivato a migliorare lo stati dei propri immobili esistenti, ma non ci saranno colate di cemento, nuovo consumo del territorio , ma una legge più chiara, semplice e più accessibile a tutti>

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: