“I resilenti” alla “Stanza della Poesia a palazzo Ducale”: Ilaria Crotti della Libreria “Falso Demetrio”

12049157_919574154783276_3227558196228431944_nDomani (giovedì 8 ottobre) alle 17,30, nella “Stanza della poesia a Palazzo Ducale“, il primo degli incontri de “I resilenti” un ciclo che presenta storie di uomini e donne (artisti, imprenditori, scienziati, creativi, sognatori) che non si arrendono e non vengono meno ai propri valori, nonostante difficoltà e pressioni.
Il protagonista di questo primo incontro è Ilaria Crotti, proprietaria della Libreria Falso Demetrio in via San Bernardo, nel pieno del centro storico genovese.
<L’incontro con questa giovane imprenditrice, che ha avuto il coraggio di aprire una libreria “con libri che piacciono a me” nell’epoca dei supermercati librari e in un Paese agli ultimi posti europei come lettori – spiega Claudio Pozzani, presidente del circolo “I Viaggiatori nel Tempo” che gestisce la Stanza della poesia -, ci darà lo spunto di parlare anche di cultura, di cambiamento e di sogni da una prospettiva diversa, nell’ambito della “Ricostruzione poetica dell’universo” che è il tema che unisce le varie iniziative attorno al Festival Internazionale di Poesia.
La Libreria Falso Demetrio ha aperto nel settembre del 2011. La scelta di aprire nei vicoli è voluta ed è stata fortemente portata avanti. Sugli scaffali ci sono titoli scelti, uno per uno (come a casa), con un unico criterio, ovvero piacere al libraio; e dunque, il falso Demetrio non è una libreria specialistica, non ha un indirizzo in particolare, ha adottato questa sola linea, personalissima, e i libri si trovano lì o perché già letti, e amati, o perché consigliati da amici fidati, o per pura curiosità.

Da chi prende il nome la libreria? Da Demètrio zar di Moscovia, detto, appunto, il Falso Demetrio. Pretendente al trono di Russia ; pochi anni dopo l’ascesa al trono di Boris Godunov, insorse affermando di essere il figlio di Ivan IV, fatto scomparire misteriosamente nel 1591. Strumento dei boiari nemici di Boris, appoggiato da Sigismondo III di Polonia e dalla Curia di Roma (che videro in lui un mezzo per far accostare la Russia al cattolicesimo), nel 1604 intraprese una fortunata campagna armata contro Boris, riuscendo, alla morte di questo, a salire sul trono di Mosca (apr. 1605). Ma il suo sospetto “latinismo” e il disprezzo per le tradizioni russe suscitarono contro di lui una congiura di boiari e D. fu ucciso nel sonno. Intorno alla persona del falso D. (forse Griška Otrep´ev) si formarono varie leggende, che hanno ispirato Lope de Vega per il suo El gran duque de Moscovia y emperador perseguido, F. Schiller per l’incompiuto Demetrius, A. Puškin per il Boris Godunov, P. Mérimée per l’Épisode de l’histoire de Russie, le faux Démétrius. Un altro falso Demetrio, noto come il Ladrone di Tušino (dalla località nei pressi di Mosca in cui si accampò), comparve nel 1607 sotto le mura di Mosca alla testa di una schiera di malcontenti che assediò la città per 18 mesi.

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