Camera di Commercio, Odone al quarto mandato. I sassolini nella scarpa di Confindustria che minaccia: “Faremo ricorso”

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(Paolo Odone)

Di Monica Di Carlo

Paolo Odone, appoggiato dall’ampia compagine che lo ha sostenuto fino ad ora, arricchendosi nel tempo di nuove categorie, si avvia al quarto mandato alla presidenza della Camera di Commercio. Lunedì prossimo ci sarà la prima seduta del nuovo consiglio e sembra ormai scontato che Odone guiderà ancora la casa delle aziende genovesi. La cosa non va bene a Confindustria, che, però, non ha i numeri per eleggere da sola un presidente ed, evidentemente, non ha raccolto in questo periodo gli appoggi (cioè gli apparentamenti ad altre categorie) necessari a nominare un proprio uomo, già individuato in passato, come era noto a tutti, in Beppe Costa. In realtà Marco Bisagno, vice presidente vicario di Confindustria Genova, dice di non averli nemmeno cercati, tentando di introdurre un “metodo nuovo” di governo corale della Cciaa: <Confindustria Genova – dice Bisagno – non aveva cercato alleanze o apparentamenti, ritenendo che gli obiettivi di rilancio e di crescita della città dovessero prevalere su una prassi che si conferma essere a difesa di corporativismi e rendite di posizione. Con questo spirito avevamo espresso anche la disponibilità degli imprenditori della nostra associazione ad assumere ruoli di responsabilità all’interno della Camera di Commercio; coerentemente con quanto già proposto>.
<Pur non avendo nulla contro Paolo Odone – prosegue il  vicepresidente vicario di Confindustria Genova – riteniamo che la nostra città meriti iniziative di profondo cambiamento. Consapevoli di questa necessità, un anno fa abbiamo offerto la nostra disponibilità per l’elaborazione di un programma condiviso da tutte le associazioni di categoria, mirato alla realizzazione di un progetto di sviluppo economico per il territorio capace di risollevare Genova da una crisi che si trascina da ormai troppo tempo; progetto al quale eravamo pronti a contribuire mettendo a fattor comune le competenze specifiche di imprenditori e dirigenti dell’associazione e che avrebbe dovuto costituire il programma di lavoro per il prossimo presidente dell’Ente>.
L’uomo di Confindustria è Beppe Costa, presidente e amministratore delegato di Costa Edutainment che, tra le altre cose, gestisce l’Acquario. <Lo proponiamo – spiega Bisagno – perchè crediamo che possa garantire il successo di un progetto realmente innovativo per la nostra Camera di Commercio>. Il nome, però, non è gradito a tutti, in special modo perché Costa Edutainment ha un grosso debito pregresso per l’affitto delle vasche con Porto Antico Spa, società pubblica che è per il 43,44% proprio della Camera di Commercio. Per questo motivo, al di là delle questioni strettamente associazionistiche che riguardano la caratura degli industriali (gli unici esclusi dall’apparentamento che vede collaborare tra loro tutte le altre categorie), attestati circa al 16%, la candidatura proposta dagli industriali è giudicata da molti inopportuna.
<All’amarezza per un’altra occasione di rinnovamento mancata, si aggiungono infine fondati dubbi sulla legittimità dell’elezione di Paolo Odone per un quarto mandato consecutivo> conclude Bisagno, che ricorda come il Tar della Calabria che abbia accolto il ricorso di Confindustria contro la rielezione del presidente della locale Camera di Commercio per il quarto mandato. Il Tar ha infatti bocciato il quarto mandato di Lucio Dattola e ora toccherà al consiglio di Stato (che non ha concesso la sospensiva alla sentenza del Tribunale amministrativo) decidere. Nel maggio 2005 una nuova legge ha stabilito la possibilità di un mandato più due rinnovi di cinque anni ciascuno, ma solo per i nuovi candidati.  Ben 12 Camere di Commercio italiane, tra cui Milano, hanno un presidente al quarto mandato.

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