Osservatorio di Pre’ al ministro Pinotti: “Il centro storico è stato abbandonato dalle forze di polizia. Ci aiuti!”

<Non capiamo per quale motivo non si vuole intervenire come è stato fatto tra il 2013-2014>.
Il disperato appello: <Ci aiuti ad avere più “divise” o nella città vecchia si perderanno vivibilità e legalità>


(Nel filmato, lo scambio soldi-droga a Pre’ in pieno giorno)

Di Monica Di Carlo

Che da circa un anno a questa parte molte delle richieste di aiuto dei cittadini ai centralini delle forze di polizia cadano nel vuoto ormai lo dicono tutti nel centro storico. Le lamentele arrivano da ogni zona: Ghetto, Maddalena, piazza delle Erbe e zone limitrofe, Pre’. Proprio a Pre’, i cittadini, riuniti nell'”Osservatorio” hanno deciso di superare il “mugugno” e di scrivere a un ministro Genovese, Roberta Pinotti, per chiedere uomini e tornare al controllo del territorio che si attuava nel 2013 e 2014, ormai, dicono, un lontanissimo ricordo perché tutto il terreno guadagnato è stato perso e la criminalità è di nuovo padrona dei carruggi. Il ritornello, quando si chiama il 113, è quasi sempre lo stesso: “Non abbiamo pattuglie a sufficienza”. Lo possono testimoniare centinaia di cittadini. Per quello, l’Osservatorio di Pre’ scrive al Ministro in primo luogo per informarla di quanto sta accandendo nella sua città, ma anche per ottenere da lei un interessamento, perché a Genova ci siano tante divise quante ne servono>.

spacciatori
(Una delle numerose immagini degli spacciatori al lavoro a Pre’ che con gli esposti già inviati alla magistratura, alla Questura, al Comandante provinciale dei Carabinieri sono stati allegati dall’Osservatorio alla lettera al ministro Roberta Pinotti)

<Purtroppo nell’ultimo anno la situazione è precipitata – scrivono i cittadini alla Pinotti -. Dopo essere stati abbandonati anche dalle Forze dell’ordine non ci rimane che sperare nel suo intervento. Precisiamo che noi non siamo i soliti genovesi che mugugnano: protestare sì, ma solo se non veniamo ascoltati dopo aver esposto i problemi e proposto soluzioni. Noi del sestiere di Prè facciamo parte di quella minoranza di Genovesi che dopo aver avuto riscontro alle nostre richieste diamo atto dei risultati e dell’impegno profuso per noi. Questo, in particolare, è testimoniato dall’evento che abbiamo organizzato nel luglio 2014 per premiare gli uomini di polizia, carabinieri, guardia di finanza e agenti di polizia municipale dell’ex reparto speciale Nac (Nucleo anti abusivismo commerciale n. d. r.) per il lavoro svolto con eccezionali risultati tra ottobre 2012 e giugno 2014. Ebbene, le stesse persone che circa un anno fa hanno premiato le Forze dell’Ordine, oggi se ne avessero la possibilità, ritirerebbero le targhe consegnate ai vertici lasciando solo quelle consegnate agli uomini che ieri ed oggi operano in strada. Forse riqualificare il centro storico non rientra più tra le priorità ma è un grande sbaglio! Non si vuole capire che la Commenda di Prè costituisce la porta di entrata del turismo in città, che il sestiere insiste a confine dell’area del Porto Antico e dell’Acquario, unica risorsa turistica per la città. Salvaguardare la zona vuol dire favorire il rilancio di Genova come città turistica. Non possiamo credere e non permetteremo che Prè e il suo sestiere vengano mantenuti come una zona franca per il crimine, un ghetto a ridosso della zona turistica. Finché resistiamo noi cittadini, la malavita non invaderà il resto della città e forse un minimo di turismo sarà salvaguardato a favore di quelle famiglie genovesi che di questo settore vivono. Non possiamo però essere lasciati soli>.
<Ci hanno lasciati soli>
Così si sentono i cittadini di Pre’ e di tutto il centro storico: soli. Perché, spiegano nel sestiere, è successo qualcosa e il controllo del territorio è sfumato bruscamente, improvvisamente, <Nel periodo tra il 2013 ed il 2014 avevamo constatato un deciso impegno dei precedenti vertici delle forze dell’ordine che avevano portato ad un miglioramento nella vivibilità della zona. In quel periodo era stato dimostrato che il ripristino della legalità nel centro storico era fattibile, che il lavoro serio di alcuni mesi aveva limitato lo spaccio, al contraffazione e l’abusivismo commerciale e la connivenza tra locali e criminali. Il lavori di alcuni mesi tra prevenzione, presenza sul territorio, controllo sui locali commerciali e repressione su spaccio di stupefacenti e contraffazione aveva migliorato di molto la vivibilità del quartiere. Purtroppo nell’ultimo anno il meccanismo si è spezzato ed i criminali gradualmente sono tornati ad occupare gli spazi non più presidiati. Oggi purtroppo vediamo che la presenza delle forze di polizia sul territorio è sempre minore, il personale limitato, gli interventi troppo diradati per contrastare i gravi problemi di criminalità – spaccio di stupefacenti e contraffazione in particolare per attenerci alle competenze delle forze dell’ordine) che vediamo aumentare esponenzialmente. Il sestiere non vede più pattuglie o almeno quelle poche che si vedono, non sono in condizione di incidere, non riscontriamo più interventi di prevenzione con controllo avventori e presenza visibile sul territorio. È evidente che senza uomini l’impegno da parte di carabinieri e polizia non può essere determinante; la guardia di finanza addirittura non è nemmeno più costante nel presidio dell’area dell’Acquario, intervento che fino a qualche mese fa aveva drasticamente ridotto la presenza di abusivi. Gli uomini che vediamo operare sul territorio sono sempre meno, alcuni sono gli stessi che in passato hanno portato il sestiere, come detto, ad un livello di qualità di vita molto accettabile, pronto per ricevere turisti, studenti – insomma si stava riqualificando un’altra porzione del Centro Storico -, mentre altri non si vedono più. Non sappiamo il motivo, ma nell’ultimo anno non abbiamo più visto la stessa presenza di forze dell’Ordine che riscontravamo tra il 2013 ed il 2014>.
Proteste da ogni angolo dei carruggi
Con altre parole, ma la stessa testimonianza è resa dai cittadini di tutto il centro storico. Ad esempio dal presidente del Civ “Il Genovino” (piazza delle Erbe) Marina Porotto, che racconta anche che in tutta risposta a una richiesta di intervento per un ubriaco che commetteva atti osceni e sputava sui clienti dei locali nei dehors, invece della polizia, si è vista arrivare un’ambulanza di una pubblica assistenza con a bordo due ignari militi. Ad esempio la gente dell’ex ghetto ebraico che racconta come alle chiamate per segnalare consumo di droga in piazza Don Gallo, cani di grossa taglia senza guinzaglio e senza museruola che minacciano i bambini e accampamenti di ubriachi si sente quasi rimproverata per aver chiamato un’altra volta prima di sentirsi dire, ancora, che “non ci sono pattuglie”.
L’instancabile lavoro del Comitato che raccoglie dati e segnala a magistratura e forze di polizia
La gente di Pre’ ha lottato per quella vivibilità che aveva ottenuto, per non avere più i fumatori di crack nelle scale dei palazzi, i laboratori del contraffatto come vicini di casa, l’accampamento di ubriachi che orinavano dappertutto davanti alla Commenda, punto di approdo dei turisti. E non ci sta a tornare indietro solo perché qualcuno ha deciso che non si possono impiegare uomini per la sicurezza e la vivibilità del centro storico. L’osservatorio è composto da diverse decine di persone che osservano, filmano, fotografano, raccolgono dati e passano tutto alle forze dell’ordine, alla magistratura, alla quale presentano esposti dettagliati con informazioni, elenchi di indirizzi di case e attività commerciali dove si commettono reati. In allegato alla lettera inviata a Roberta Pinotti sono stati allegati questi esposti.
<Spacciatori uniti in un’unica banda, lo stesso fenomeno che si verificò negli anni ’70>
<Il 20 marzo abbiamo depositato in Procura e in Questura un esposto, che alleghiamo insieme ad altro materiale (foto e filmati n. d. r.) col quale denunciavamo una escalation di alcune piccole bande di pusher senegalesi. Ad oggi senza un’azione delle le Forze dell’Ordine le piccole bande si sono unite ed oggi queste sono compatte sotto un unico capo>. Avevano avvertito gli abitanti di Pre’. Lo avevano detto che le bande di spacciatori si sarebbero alleate per formare una sola, grande, organizzazione. Così come successe coi “napoletani” negli anni ’70. <Nessuno è al sicuro dall’azione di questi criminali, nemmeno i figli del sindaco, comandanti provinciali e questore, nessuno – scrivono gli abitanti alla Pinotti – Temiamo fortemente che questi criminali e lo spaccio di stupefacenti arrivino anche in Castelletto, in Albaro fino a Nervi, colpendo tutti, come è già successo alla fine degli anni ’70>. Sottovalutare l’emergenza, spiegano all’Osservatorio, può essere il primo passo verso una nuova era buia, come fu quella della fine dei Settanta e l’inizio dell’ottanta, quando i morti per droga non si contavano più e la malavita legata allo spaccio scorrazzava per la città senza che alcuno riuscisse a fermarla.
La movida, terreno di spaccio
Già oggi, gli spacciatori offrono la “roba” a chinque passi in alcune via della movida, dall’altra parte del centro storico. Sempre ai margini della zona della movida (ad esempio in vico dietro il coro di San Cosimo, archivolto e piazza Leccavela) la droga viene distribuita dai “grossisti” senegalesi ai cavalli nordafricani.


(Il filmato, già pubblicato il 20 agosto da GenovaQuotidiana, in cui si vedono fumatori di crack e uno spacciatore che offre la droga)

<Concludiamo – scrive l’Osservatorio al Ministro – sostenendo come più volte in passato con esposti circostanziati che oggi ancor di più esiste un rapporto di reciprocità tra droga e contraffatto. Di nuovo aggiungiamo che il fiume di denaro che proviene dal mercato della droga sta favorendo continue aperture di locali commerciali senegalesi. In passato sono stati effettuati interventi delle Forze dell’Ordine che attestano il legame tra i locali e lo spaccio. Gli spacciatori sono stati arrestati all’interno dei locali! Questi servono forse come basi logistiche e “lavatrici” per il “sistema”? Le chiediamo di produrre un’azione tale da sollecitare i vertici delle Forze dell’Ordine e di assicurare un numero di uomini affinché la battaglia contro la malavita venga combattuta da chi di dovere e non da noi che siamo mamme e papà soli e senza mezzi>. lLesposto anticipato via mail arriverá alla segreteria del ministro Roberta Pinotti con non meno di 400 firme entro il 10 settembre.

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