Aeroporto declassato dal Governo: insorgono Regione e Cciaa. L’indignazione di Pastorino

thSeconda bocciatura di Roma dopo quella del Teatro Stabile
Toti accusa: <È una scelta politica>

di Monica Di Carlo
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Dopo la “bocciatura” del Teatro Stabile, che non è stato inserito tra quelli di interesse nazionale (al contrario di quello di Firenze, ad esempio), un secondo boccone avvelenato per la città potrebbe arrivare, da parte del Governo Renzi, dal mancato inserimento dell’Aeroporto Cristoforo Colombo tra gli scali di interesse strategico nazionale. A lanciare l’allarme Luca Pastorino, ex Pd ora deputato del gruppo Misto oltre che sindaco di Bogliasco. Pare, dunque, che il consiglio dei ministri non abbia e recepito la proposta dalla commissione Lavori pubblici del Senato. La decisione del Governo di non accogliere la richiesta di inserire lo scalo di Genova tra gli aeroporti di interesse nazionale ci lascia basiti e contrariati> fa sapere Pastorino, che ha sollecitato il suo ex avversario alla poltrona di presidente della regione e ora governatore della Liguria Giovanni Toti a far sentire la voce della Liguria. Bisogna spendersi di nuovo e di più> continua il parlamentare che ha promesso la sua <totale collaborazione in Parlamento>.
<L’aeroporto Colombo di Genova – ha concluso Pastorino – vanta una strategicità non solo turistica e vacanziera ma soprattutto legata e connessa alla portualità e a un’economia commerciale marittima fondamentale non solo per la regione Liguria ma per tutto il paese>.
Certo che con le infrastruttute viarie totalmente insufficienti e un aeroporto che già non lavora come potrebbe e ora declassato dal Governo, la nostra città scivolerebbe ulteriormente nel baratro della crisi. E se due indizi fanno una prova, le due bocciature (quella del teatro e quella dello scalo) cominciano a preoccupare. Non sarà possibile chiederne conto a Renzi durante la Festa dell’Unità, in corso di svolgimento a Caricamento. Non è infatti, incredibilmente, previsto il suo arrivo e in così lungo periodo di apertura della kermesse Pd. In una situazione come quella della Liguria (appena “ceduta” al centro destra a causa del rovinoso risultato della candidata renziana Raffaella Paita) e con il Comune in bilico, puntellato dall’Udc e continuamente sotto tiro da una parte del Pd in maggioranza, risulta incomprensibile quale sia la strategia di Renzi per “tenere” il governo della città. Questa ulteriore mossa potrebbe dimostrarsi un altro poderoso autogol per un partito che in consiglio comunale perde i pezzi, tanto più che quasi tutti gli altri schieramenti sembrano disposti a fare quadrato per affronatre i problemi strategici della città.
Il governatore Giovanni Toti ha già dimostrato di non arroccarsi su posizioni politiche collaborando col sindaco Marco Doria e con Regioni di centro sinistra (Emilia Romagna e Toscana) sulla partita edi rifiuti. Difficilmente rifiuterà di fare fronte comune insieme a tutte le forze disposte a prendere posizione contro la decisione. Intanto, fa già asse col presidente della Cciaa Paolo Odone proprio sulla questione “aeroporto”.
La conferma a quanto denunciato da Pastorino è arrivata nel corso del pomeriggio. <Abbiamo appreso durante una riunione con la Camera di Commercio di Genova la decisione del Governo di non inserire l’aeroporto del capoluogo ligure tra gli scali strategici, come era stato richiesto e raccomandato dallo stesso Parlamento, dall’Enac e dalle Autorità locali, Regione inclusa. Una decisione a dir poco sorprendente che sembra rispondere più a criteri politici che di natura logistico-strategica> dice Toti. <La decisione del Governo – hanno aggiunto Toti insieme a Odone – stupisce ancora di più alla luce dell’inserimento degli altri aeroporti nazionali tra gli scali strategici>. Ovviamente, come nel caso dei teatri, Firenze non manca nell’elenco di quelli di interesse nazionale. Non ci sarebbe niente di strano se nella stessa area gli aeroporti inseriti non fossero tre nell’arco di distanze molto ravvicinate. Insieme a Firenze ci sono Pisa, sempre in Toscana, e Bologna. Insomma, ci sono tre aeroporti di interesse nazionale in meno di 200 chilometr, poco meno della distanza che c’è tra Genova e Milano, un tragitto così breve, tenendo conto delle velocità aeree, che non giustifica da tempo un volo Milano-genova, cancellato per questo da anni.
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L’inserimento nell’elenco degli aeroporti nazionali di interesse strategico, ovviamente, vuole dire “fondi nazionali” di cui poter usufruire.
<A questo punto – conclude Toti – diventa ancora più importante che il Governo si attivi al più presto per l’allungamento della concessione aeroportuale, come da me già richiesto al Ministro Delrio, per procedere contestualmente al rilancio della struttura che a dispetto della decisione dell’esecutivo resta strategica per la città di Genova e la Regione Liguria>.
<L’aeroporto di Genova – aggiunge Odone – sta arrivando a toccare il picco dei passeggeri di ogni tempo. Le crociere stanno diventando un tassello importante per lo scalo genovese e sono in continua crescita, anche a causa del “problema terrorismo” nella parte sud del Mediterraneo. Non capiamo, quindi, la ragione che ha spinto il Governo a declassare il nostro scalo. Ora aspettiamo che il ministro Delrio tenga fede al proprio impegno di allungare le concessioni in modo che si possano fare investimenti per far crescere ulteriormente il Colombo>.
Toti ha espresso la propria delusione anche attraverso i suoi account Twitter e Facebook: <Aeroporto di ‪Genova‬ non strategico. Stupisce e amareggia la decisione del Governo di non accogliere il parere unanime del ‪Parlamento‬, degli enti locali, delle forze politiche e sociali della regione. Ora il ‪Governo‬ si attivi per l’allungamento delle concessioni, indispensabile a garantire gli investimenti necessari al rilancio della struttura>.
<Delusione e rammarico> sono stati espressi da Paolo Sirigu, direttore generale del Cristoforo Colombo anche se <Genova
non è stata inserito per non creare disomogeneità con altre aree contigue>.
<La parola strategico in economia ha un valore e non si può fare confusione fra economia e
geografia> ha aggiunto Sirigu che si chiede perché  in base al cosiddetto “piano Lupi” nel centro Italia gli aeroporti di interesse strategico sono ben tre Pisa, Firenze e Bologna. <Non voglio contestare queste decisioni ma occorre trovare motivazioni più forti> ha concluso.

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