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La libreria più antica d’Italia trasloca in San Siro

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Tra i suoi visitatori, Stendhal, Manzoni, Dickens, Melville, James. Frequentavano la libreria per leggere giornali francesi e inglesi che Antonio Beuf metteva a loro disposizione a pochi metri da Strada Nuova (via Garibaldi). Stendhal nei Mémoires d’un touriste racconta proprio di una sua visita nel 1837 al “Gabinetto di Lettura” della libreria e Melville, nel suo diario, lascia intendere che lo visitò il 12 aprile 1857.

Fu aperta in “Strada Nuovissima” (l’odierna via Cairoli) nel 1810 da Antonio Boeuf (già primo commesso del libraio Gravier) ed è probabilmente la più antica libreria d’Italia.  Ricostruita in parte negli anni Cinquanta a seguito dei danni bellici, conserva materiale antico e di pregio tra scaffali d’epoca e colonne del chiostro seicentesco della chiesa di san Siro. La famiglia Bozzi la gestisce dal 1927. La libreria, che è bottega storica, è oggi situata nell’area del seicentesco chiostro della chiesa di san Siro, e al suo interno sono ancora visibili alcune colonne marmoree del chiostro. Condotta per 85 anni dalla famiglia Boeuf è ceduta prima alla “Società anonima S. Lattes & C.” di Torino, poi ad Alberto Colombo che nel 1927 la vende alla famiglia Bozzi , tuttora proprietaria nella storica sede di via Cairoli. Da sempre punto di riferimento per i genovesi in cerca di libri e rarità, nel dopoguerra fu ricostruita perché molto danneggiata dai bombardamenti. Entrare in libreria significa respirare un’affascinante aria d’altri tempi: sotto il soffitto con volte a crociera sono cassettiere in legno originali, le balaustre con l’antica ringhiera e l’insegna ottocentesca a lettere in bronzo e legno dorato , “Libreria della R. Marina e dei R.R. Principi”. Pur essendo andato perso l’archivio, la libreria Bozzi possiede ancora un interessante fondo librario con volumi rari e documenti d’epoca. Tra best seller e rarità, sembra ancora di vedere aggirarsi tra gli scaffali illustri visitatori: da Stendhal a Manzoni, da Dickens a Melville, da Henry James a Pirandello e Montale. Fin dalla sua apertura, al commercio di libri e stampe ha affiancato un’importante attività editoriale e culturale: vi è stato annesso un “Gabinetto di lettura” ed è stata la prima sede della Società di Letture e Conversazioni Scientifiche, istituzione fondamentale per la vita intellettuale di Genova fra Ottocento e Novecento.

La libreria sta già traslocando nella vicina via San Siro, nel negozio successivo a quello di colori, dove un tempo c’era la bottega di un antiquario.
LE ORIGINI

La storia della libreria viene raccontata sul suo sito internet da Tonino Bozzi

In un annuncio sul n.º 54 della “Gazzetta di Genova” del 1833 si legge:

Gli amatori delle scienze e della letteratura vi troveranno un assortimento di libri matematici, legali, di letteratura e libri ascetici, tanto francesi che inglesi ed italiani, come pure libri di divozione legati elegantemente, globi terraqui e sfere di diverse grandezze. Il sig. Beuf è ugualmente determinato a stabilirvi un Gabinetto di Lettura ove si trovano libri, giornali francesi, italiani ed inglesi come anche giornali di letteratura e di scienze.

La formula della libreria, come recita il suo motto Aut prodesse aut delectare, dava uguale attenzione alla cultura delle lettere e alla nascente editoria tecnica ed ebbe successo. Così, mettendo a frutto l’esperienza fatta con i Gravier, Antonio Beuf si fa anche editore di libri scientifici, piccole guide e storie di Genova, stampe a soggetto genovese. Diviene fornitore in titolo dei Reali Principi e della Real Marina e appone tale qualifica nella insegna in bronzo e legno dorato che ancora oggi viene conservata all’interno della libreria. Ma anche la vocazione originaria viene conservata nei quasi due secoli di vita della libreria. Lo shipping e la storia locale sono ancora settori di punta del nostro sito internet. Fino alla sua morte, avvenuta nel 1856, Antonio Beuf partecipò attivamente alla vita cittadina: ad esempio, il suo nome appare nel Comitato Organizzatore della importante Mostra dei prodotti nazionali che si tenne nel 1847 e in molti altri organismi ufficiali della città. A lui succedette il figlio primogenito Luigi che, come scrive Giovanni Ansaldo, era meno sgobbone, più amante della buona vita e della buona società. Allargò la clientela della libreria, che diventò la prima di Genova; e in cui si adunavano molti e belli spiriti del tempo, per discorrere di politica e di letteratura. A lui succedette il figlio Emilio, uomo di grande cultura, ma anche privo di spirito imprenditoriale e di carattere cupo e instabile. Nel 1918, pur continuando a prestarvi la sua opera, cedette la proprietà della libreria al nipote della moglie, Salomone Lattes, e morì suicida nel 1924.

La libreria perse, purtroppo, il suo nome centenario per assumere quello del nuovo proprietario che mantenne anche quando, nel 1927, fu da lui ceduta al genero Alberto Colombo, padre della prima moglie di Mario Bozzi, padre di Tonino Bozzi.

<Mio padre ne acquisì la proprietà nel 1930 e, forse a causa delle incipienti persecuzioni razziali, la libreria cambiò ancora ragione sociale in quella che attualmente porta il nostro nome – scrive Bozzi. Nel 1942 la libreria fu parzialmente incendiata e distrutta dai bombardamenti e la perdita più dolorosa fu quella dell’archivio. Le fatture, la corrispondenza, gli appunti che testimoniavano il passaggio dei molti illustrissimi visitatori e i contatti coi clienti fuori Genova; tutto ciò è andato perduto nell’incendio e ormai solo la memoria trasmessa di generazione in generazione può evocare nei dettagli il ricordo dei primi 130 anni di vita della libreria. Eh sì, e questa è una delle cose che più stupiscono tutti coloro ai quali capita di rifletterci: nella nostra libreria molti capolavori della letteratura sono entrati all’indomani della pubblicazione e sono stati esposti sul banco delle novità. Qualche anno fa ci è capitato di scoprire dietro un vecchio scaffale una copia intonsa e impolverata dell’edizione originale di Dell’origine e dell’ufficio della letteratura del Foscolo. Comunque, a prescindere dal fatto che all’epoca della sua nascita il confine tra libreria antiquaria e moderna era assai labile, la libreria ha sempre avuto un reparto di antiquariato. Per molto tempo, fino al 1955, abbiamo pubblicato sistematicamente cataloghi, curati da Luigi Marchini, che mi piace ricordare qui come grande bibliofilo, gentiluomo e amico. Con la sua scomparsa se ne interruppe la pubblicazione e l’attività antiquaria rallentò concentrandosi soprattutto sulla letteratura locale>.

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