Bimbi tra le due guerre alla Wolfsoniana (Musei di Nervi)

uURicE9zY32MGGpSi6v4iXmumOmLn1aw7MzyQJjPKNHtctLPzdgPPE_2sO8mwUndLm-zPaxxfpUW8zQz2iEtf5wvcW5xVfQzBxAFgED_RlNLWD17mWxt7Rb44P7tYiYGMvZs9A3dqU2t-QzucuwL0GFus2PMMYy68A45grnY1FGm2p7azRKbxi1eV6zKxd5Gqk3k9tpCCGxNumTq

“LE STANZE DELLA FANTASIA – Antonio Rubino e il mondo dell’infanzia”

Essere bambini tra le due guerre.  Gli spazi dell’infanzia tra arte, gioco e fantasia

Fino al 10 gennaio 2016 presso la Wolfsoniana di Nervi è possibile visitare la mostra Le stanze della fantasia. Antonio Rubino e il mondo dell’infanzia, dedicata ai visitatori under 14. È “a misura di bambino” nel senso che intende fare capire all’odierno pubblico infantile cosa significò essere bambini nei due decenni centrali della prima metà del Novecento, per quelle generazioni che nacquero all’indomani della fine del primo conflitto mondiale e che entrarono nell’età adulta allo scoppio del secondo e vissero in prima persona i tragici eventi ad esso correlati.

Le opere in mostra (libri, riviste, giochi, pupazzi, tessuti) rappresentano una selezione di ciò che accompagnò l’infanzia e la crescita dei bambini tra le due guerre mondiali, privilegiando quei materiali artistici intesi a stimolare la fantasia e la creatività, i sogni e le paure del pubblico infantile, con in più alcuni riferimenti alla propaganda del regime che era ben consapevole di quanto l’educazione fosse importante nel forgiare il perfetto cittadino fascista.

Due camerette da letto per bambini costituiscono la principale attrattiva della mostra. La prima, proveniente dalla residenza veneta della famiglia Lapadula e da poco donata alla Wolfsoniana, venne realizzata dall’“Industria veneziana mobili laccati” e riproduce nei mobili dalle dimensioni montessoriane le celebri illustrazioni di Attilio Mussino per il Pinocchio di Collodi pubblicato nel 1911 dall’editore Bemporad. La seconda venne decorata intorno al 1924 da Antonio Rubino e ne conferma l’inesauribile fantasia e la straordinaria ricchezza espressiva. I vari elementi d’arredo, tra cui spiccano le due seggioline per cui l’artista creò una geniale forma antropomorfa, sono accompagnati da tre pannelli dipinti che li inquadrano.

La mostra, curata da Matteo Fochessati e Gianni Franzone, si avvale anche di alcuni prestiti provenienti dalla Galleria L’Image-Manifesti originali del XX secolo di Alassio e dall’Archivio Storico della Pubblicità di Genova.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: