Marvin Menini, il chirurgo genovese che vorrebbe fare (anche) il cuoco, ma intanto spopola come scrittore

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(Marvin Menini, autore di “Nel cuore del centro storico – Un’indagine di Matteo De Foresta”)

<Aspirante Sciamano, Eterno Apprendista, Instancabile Ricercatore, Chef Improbabile, Padre Apprensivo, Avido Sognatore, Scrittore Dilettante, Guerriero Indomito, Chirurgo Convinto, Pokerista Illuso>. Così Marvin Menini, chirurgo in uno dei più grandi ospedali genovesi, un passato da pallanuotista, si racconta così sul sito “ilmiolibro.it“, dove ha pubblicato il suo secondo romanzo, “Nel cuore del centro storico – Un’indagine di Matteo De Foresta” che risulta tra i libri più letti della casa editrice online. Per la precisione, in questo momento è terzo in un catalogo di migliaia di pubblicazioni. Il libro è acquistabile anche in formato e-book su Amazon. QUESTO IL LINK
Menini ha 44 anni, è specializzato in chirurgia della mano e, dopo una “carriera” da goliarda (è stato anche Sublime Kaliffo del Kaliffato di Al-Baroh, uno dei due ordini goliardici di Genova, quello del facoltà scientifiche) si è laureato in Medicina col massimo dei voti.
“Nel cuore del centro storico – Un’indagine di Matteo De Foresta” è un giallo, ma non solo. Parla della nostra città, ma non solo. Quello che più piace di questo libro è la capacità di Menini di tratteggiare i personaggi, di raccontare vite, abitudini, piccole manie di uomini e donne “di tutti i giorni” senza lasciarsi andare alla banalità. Nei personaggi, ci sono le persone che frequenta o ha conosciuto, ma non sono trasposti tal quali nella narrazione. Menini osserva, appunta mentalmente, poi distilla e regala ai suoi personaggi un po’ della personalità di ognuno. Il protagonista, Matteo de Foresta, ha il secondo nome dello scrittore il cognome della madre, ma non è completamente Marvin. È lo scrittore (<Disilluso, ironico, un po’ cinico>, si definisce), e un po’ altro da lui. <Matteo è un “farfallone” e io da giovane ho preso un sacco di “botte di buliccio” perché non ho approfittato delle occasioni> scherza Menini. Poi si fa serio <Non lo ho fatto perché per me la prima relazione con una donna è mentale>. Lui è così, come il suo libro: un alternarsi di leggera ironia e schiacciante “responsabilità”. Un po’ come mettere insieme ghiaccio e fuoco e scoprire che stanno perfettamente assieme. L’effetto del libro è questo.
È tutto questo che fa di “Nel cuore del centro storico – Un’indagine di Matteo De Foresta” un libro da leggere, nel panorama un po’ scontato del filone dei libri gialli che hanno come protagonista la città di Genova.
Ufficialmente, “Matteo è un giornalista quarantenne, divorziato ed eterno Peter Pan. In pochi giorni, si troverà costretto a fare un viaggio dentro al cuore cuore. Nel suo, ma anche in quello del centro storico di Genova: quando una donna bellissima ed uno strano suicidio cambieranno per sempre la sua vita” recita la quarta di copertina. Di più, non è il caso di raccontare, per non spoilerare la trama rubando il piacere ai lettori.

Nel resto della sua vita, oltre alla chirurgia e alla scrittura (come se non fossero abbastanza per riempirne almeno due, di vite), Menini si dedica alla cucina. La mamma (sì, quella che ha imprestato il suo nome al protagonista del libro) ama quella tradizionale, lui opta per quella gourmet. Ce n’è abbastanza per uno scontro generazionale ai fornelli. Lei eccelle nel più tradizionale raviolo, lui risponde con <il gambero di Santa Margherita crudo con una granatina al kamati o al rabarbaro>.
<Non mi spiace il lavoro che faccio, anzi – dice -. Ma quello dello scrittore è il lavoro più bello del mondo. Poi, certo, vorrei fare anche lo chef. In fondo, la chirurgia e la cucina sono cose incredibilmente simili. Serve la teoria e bisogna avere una precisa idea dei tempi e dell’ordine delle cose da fare. Come accade in un intervento, mentre soffriggi le cipolle, devi avere chiara l’idea di cosa bisogna fare dopo. Servono ordine mentale e fisico e pulizia. Serve manualità, che, però, paradossalmente, è l’ultima cosa. Infine, serve creatività, anche in sala operatoria. A volte, di fronte a un imprevisto, un intervento diventa improvvisazione. Serve sangue freddo. Non devi andare in panico, sia ai fornelli sia in sala operatoria>.
Un po’ di tutto questo serve anche nel mestiere dello scrittore, nella “maiuetica della storia”, durante la quale i personaggi e le situazioni si delineano. Sopra a tutto questo, nel mestiere dello scrittore c’è l’emozione. <Quando ho concluso questo mio secondo libro – conferma Menini – ho pianto, lo confesso>.

Il libro in formato cartaceo
Marvin Menini

L’e-book su Amazon
Marvin Menini

Il primo libro di Menini, “Otto lampi nel buio”
Marvin Menini

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