Vivo a Genova perché…/9 Noi i pisani li trattiamo bene…

campopisano
Campopisano (cioè, il campo di concentramento dei Pisani dopo la battaglia della Meloria).

Da Wikipedia
“Al di là della tradizione legata alla presenza dei prigionieri pisani, sembrerebbe confermato che la zona di Campopisano, situata appena fuori della cinta muraria detta del Barbarossa, fosse utilizzata come luogo di sepoltura per i forestieri, e quindi probabilmente anche per i pisani morti durante la prigionia. Un decreto del 1403, emanato dal maresciallo Boucicault, governatore di Genova per conto del re Carlo VI di Francia, stabiliva l’inalienabilità e l’inedificabilità dell’area, divieti confermati varie volte nel corso del XV secolo, ma in parte venuti meno negli ultimi anni di quel secolo e decaduti definitivamente nel 1523, quando un decreto dei Padri del Comune consentì a chiunque di acquistare terreni e costruire edifici nella zona, che pochi anni dopo veniva inglobata nella nuova cerchia muraria cittadina. Il Giustiniani, nei suoi Annali ricorda come nello spazio sopra la fonte pubblica di Sarzano in breve tempo sorgessero ben 47 case.

In vico Campopisano, nelle immediate vicinanze della piazzetta, fino alla fine dell’Ottocento esisteva un popolare teatrino della marionette; quello stesso locale ospita oggi un ristorante.

In occasione delle celebrazioni colombiane del 1992 un gruppo di volontari ha ripristinato la pavimentazione a risseu della piazza, con al centro l’immagine di una galea con bandiera della Repubblica di Genova, a rievocare i fasti dell’antica repubblica marinara.”

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