Patti d’area di via Pre’ e via XX approvati dalla giunta comunale

Dopo il sì della giunta regionale, oggi anche quella comunale ha approvato i patti d’area.
L’assessore alle Attività produttive di Tursi, Emanuele Piazza, spiega che <I Civ (centri integrati di via n.d.r.) avranno anche un ruolo importante nei due patti d’Area che stanno per partire, quello di via XX Settembre e quello di Pre’. In quello del centro storico, sarà coinvolto anche il Prefetto perché mentre su via XX si tratta di mantenere le funzioni proprie del centro (migliorando la fruibilità n.d. r.), per Pre’ serve una presenza forte delle forze di polizia».

Cosa sono i patti d’area? Un accordo tra istituzioni, proprietari dei negozi e commercianti dei Civ
per rilanciare uno specifico territorio.
Ce li spiega il dirigente del Settore Politiche di sviluppo del commercio della
Regione, Serenella Milia.
«Si tratta di uno strumento innovativo – dice Milia  -. Solo la Liguria lo ha. Il primo patto d’Area è partito a Chiavari e funziona molto bene. Si tratta di uno strumento di riqualificazione a costo zero di aree da restituire città. Tutti i soggetti in causa, istituzioni e privati, partecipano consapevoli che
ognuno deve rinunciare a qualcosa per il bene della collettività. Il Comune, ad esempio, agli introiti delle tasse locali, ad esempio, percependo cifre inferiori per l’Imu, i proprietari dei locali
percependo un canone ridotto. Così, si rimette in moto il mercato e se ne avvantaggia la zona, sotto tutti gli aspetti economici e locali, dal turismo all’occupazione.Lo strumento permette di riaprire i locali chiusi da tempo e, nello stesso tempo, dà la possibilità, magari a giovani, di poter accedere ad affitti calmierati aprendo attività nuove, magari ristrutturando un po’».
Una delle grandi opportunità del Patto d’Area è quella di poter vietare alcune attività «ottenendo nell’immediato aspetti positivi per la zona», spiega Milia.
«Gli effetti, in realtà, si riverberano su tutto il tessuto commerciale e sociale dell’area – prosegue la dirigente – Possono partecipare tutti i soggetti che hanno competenza. I Civ, ad esempio, contribuiscono alla buona riuscita del progetto attraverso un’attività di animazione».
La Regione, spiega ancora Milia, ha il compito di propulsore iniziativa e raduna attorno a un tavolo tutti soggetti. «La cosa bella di questa iniziativa è lo spirito – aggiunge la dirigente -. Si chiama patto perchè tutti partecipano volontariamente accettando specifiche condizioni con un’ottica diversa dal mero fine economico. L’obiettivo è che un ambito territoriale possa davvero essere ri acquisito alla città attraverso l’apertura di attività nuove. Proprio per evitare problemi legati all’ordine pubblico, si impedisce che alcuni tipi di attività aprano.
Ogni provvedimento va nella direzione di riqualificare il territorio».
Oltre a Chiavari e Genova, i Patti d’area già varati o in cantiere riguardano anche Sestri Levante e Celle Ligure.
Soddisfatta Ilaria Mussini, presidente della Consulta Civ di Ascom Confcommercio: «Quello dei patti d’area – commenta – è uno strumento importante per lo sviluppo e la sicurezza di due aree così diverse ma ugualmente importanti per lo sviluppo del commercio in città».

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