Genova, corteo di 15mila persone tra città e porto: protesta contro guerra e carovita

La manifestazione, partita in mattinata e conclusa nel pomeriggio in piazza De Ferrari, ha riunito lavoratori portuali, studenti e cittadini. Gli organizzatori rivendicano anche l’adesione di 118 porti in 18 Paesi e iniziative in diverse città italiane

È durato quasi otto ore il corteo che venerdì 30 ottobre ha attraversato Genova, dalle strade cittadine fino al porto, per dire no al traffico di armi, al riarmo e al carovita. Nel momento di maggiore partecipazione, secondo la stima raccolta sul posto, erano presenti circa 15mila persone. La manifestazione si è svolta senza incidenti, pur causando inevitabili rallentamenti alla circolazione.

A promuovere la mobilitazione sono stati il Calp (Collettivo autonomo lavoratori portuali) e l’Usb, con il coinvolgimento di studenti, lavoratori e cittadini. I cortei partiti da diversi punti della città si sono riuniti e hanno attraversato il varco portuale Albertazzi, per poi proseguire verso Ponte dei Mille e raggiungere piazza De Ferrari, davanti a Palazzo Ducale. In testa al corteo degli studenti c’era lo striscione: “Dalle scuole, alle università, ai quartieri, contro guerra e carovita strappiamogli il futuro”. In piazza è stato esposto anche lo striscione di Usb Liguria: “Stop caro vita, no alla guerra, no al riarmo, non produciamo ricchezza per i ladri di futuro, sciopero generale”.
Nel corso della manifestazione, una studentessa ha collegato la protesta alle lotte operaie e antifasciste della storia genovese, ricordando la deportazione di oltre 1.300 lavoratori nel 1944 e le proteste del 30 giugno 1960. Gli organizzatori hanno inoltre rivendicato la partecipazione di lavoratori dei trasporti, nonostante la precettazione dello sciopero.
Al termine del corteo José Nivoi, del Calp, ha definito Genova il punto di coordinamento di una mobilitazione internazionale: secondo quanto riferito dagli organizzatori, si sarebbero fermati 118 porti in 18 Paesi e cinque continenti. Nivoi ha criticato le risorse destinate agli armamenti a fronte delle difficoltà di finanziamento di servizi essenziali come sanità e istruzione, richiamando anche il tema del costo della vita e degli investimenti pubblici nella nuova diga foranea.
La protesta si è svolta anche in altre città italiane. Gli organizzatori hanno indicato circa 100mila partecipanti a Bologna, 150mila a Roma, 100mila a Milano e 80mila a Torino, oltre a 40mila a Genova, e hanno parlato di due milioni di persone in piazza a livello nazionale. Si tratta di cifre diffuse dai promotori, più alte della stima di circa 15mila presenze raccolta a Genova nel momento di massima partecipazione, ma che possono comprendere tutte le persone che hanno partecipato ad almeno un tratto della manifestazione-maratona di oggi. All’arrivo a De Ferrari, i più resistenti erano qualche migliaio.
In copertina: foto di Ludovica Schiaroli
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