Sciopero generale, venerdì (anche) Genova si ferma: portuali in mobilitazione contro la guerra e il carovita

Per il 30 ottobre è stato proclamato uno sciopero di tutte le categorie pubbliche e private. In città sono annunciati un presidio al Varco Albertazzi, un raduno a Principe e un corteo. La protesta dei lavoratori portuali genovesi si inserisce nella seconda giornata internazionale di azione, con iniziative in oltre cento porti di quattro continenti. Probabile stop anche per trasporti, uffici pubblici e privati, scuola

Venerdì 30 ottobre lo sciopero generale coinvolgerà per l’intera giornata il lavoro pubblico e privato. Lo hanno proclamato Confederazione USB, SIAL COBAS, CLAP, ADL COBAS, COBAS e CIB UNICOBAS. Hanno aderito USB Pubblico Impiego, COBAS PT, USB Settore Poste, SSB, SUD COBAS e FI-SI. L’astensione può interessare servizi e attività con modalità diverse, nel rispetto delle prestazioni essenziali previste dalla legge.

A Genova la mobilitazione avrà un rilievo particolare per la partecipazione dei portuali. La giornata è legata alla seconda Giornata internazionale di azione dei lavoratori portuali: secondo il comunicato USB, le adesioni hanno superato quota cento porti in 17 Paesi e quattro continenti. Tra gli scali coinvolti figurano Genova, Gioia Tauro, Marsiglia, Tangeri, il Pireo e Mersin, oltre a porti del Nord Europa, del Messico e dell’India. L’organizzazione indica che i sindacati aderenti sin dall’inizio rappresentano circa il 40% del traffico container nel Mediterraneo e stima che l’azione possa fermare 40 mila container per un giorno. Sono dati forniti dai promotori della mobilitazione.


In Italia, oltre a Genova, le iniziative portuali sono annunciate a Livorno, Trieste, Civitavecchia, Ancona, Ravenna e Gioia Tauro. La giornata è stata promossa da CGT Ports and Docks in Francia, ENEDEP in Grecia, LAB nei Paesi Baschi, Liman-İş in Turchia, ODT in Marocco, USB e Orsa Porti in Italia. Il messaggio scelto dai sindacati è «i lavoratori portuali non lavorano per la guerra»: la richiesta è che banchine e infrastrutture logistiche non diventino strumenti dei conflitti e del traffico di armi. Nel comunicato si contestano inoltre la militarizzazione dei porti e l’automazione quando comporta tagli all’occupazione.
Nel capoluogo ligure il primo appuntamento è previsto alle 9.30 al Varco Albertazzi, con la mobilitazione dei lavoratori portuali. Alle 10 il raduno delle altre categorie è annunciato a Principe; intorno all’ora di pranzo è atteso un corteo che potrebbe avere ripercussioni sul traffico. Il programma diffuso da USB indica iniziative anche a Imperia, alle 9.30 in piazza Ulisse Calvi, e alla Spezia, davanti alla Prefettura.
La protesta intreccia le rivendicazioni internazionali con le vertenze locali. A Genova restano aperti i nodi dell’ex Ilva di Cornigliano e dei servizi pubblici, segnati da difficoltà finanziarie e conflitti sindacali; si aggiunge la mobilitazione degli studenti, dopo le recenti occupazioni di alcuni istituti. José Nivoi, rappresentante USB ed esponente del Calp, ha spiegato che lo sciopero generale nasce anche dalla giornata internazionale dei porti, alla quale, secondo le stime dei promotori, parteciperanno più di 103 scali. Il coordinatore regionale USB Maurizio Rimassa indica tra i temi centrali il caro vita, le spese militari, i tagli alla spesa sociale e la perdita di potere d’acquisto di salari e pensioni.
La mobilitazione riguarda anche il trasporto pubblico locale. L’Amt (Azienda Mobilità e Trasporti) ha comunicato le fasce in cui il servizio urbano di Genova sarà garantito: dalle 6 alle 9 e dalle 17.30 alle 20.30. Per le linee provinciali le fasce sono dalle 6 alle 9 e dalle 17 alle 20; per la Ferrovia Genova-Casella, svolta con autobus sostitutivi, dalle 6.30 alle 9.30 e dalle 17.30 alle 20.30. L’azienda segnala che saranno garantiti i servizi convenzionati per le persone con disabilità.
Su questo fronte il quadro resta controverso. La Commissione di garanzia sugli scioperi ha giudicato illegittima l’astensione nei settori che ricadono nei divieti previsti per la giornata, compreso il trasporto pubblico locale, e ha chiesto l’intervento del Governo. USB ha dichiarato di voler confermare la mobilitazione anche nei trasporti; AMT ha quindi pubblicato le modalità di sciopero e le relative fasce di garanzia sulla base della proclamazione ricevuta. Eventuali provvedimenti successivi potrebbero modificare le indicazioni.
Per il personale ferroviario USB ha proclamato l’astensione dalle 21 di giovedì 29 ottobre alle 20.59 di venerdì 30; il comparto aereo è indicato per l’intera giornata. La circolazione potrà subire cancellazioni o variazioni. Per i treni regionali in Liguria sono previste le fasce feriali di garanzia dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21: le corse effettivamente assicurate vanno verificate sui canali di Trenitalia.
Possibili disagi sono attesi anche nella raccolta dei rifiuti: Amiu avverte che i servizi potrebbero subire interruzioni durante i diversi turni, mentre saranno garantite le prestazioni indispensabili previste dalla normativa. In sanità resteranno assicurati il pronto soccorso e i servizi di emergenza; visite e attività programmate potrebbero invece essere sospese o rinviate. Anche tutti gli uffici comunali potrebbero fermarsi.
Anche nelle scuole l’adesione del personale può comportare lezioni irregolari, orari modificati o servizi ridotti: le famiglie dovranno fare riferimento alle comunicazioni dei singoli istituti.
La partecipazione allo sciopero è individuale e non richiede l’iscrizione a una delle sigle proclamanti. Per chi deve spostarsi o ha appuntamenti sanitari e scolastici, le indicazioni delle aziende e degli enti interessati restano il riferimento più aggiornato, soprattutto per il trasporto pubblico, sul quale è ancora aperto il confronto.
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