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Oltre 200 al presidio dei giornalisti per la libertà di stampa: la Prefettura apre al confronto

Cronisti, avvocati e sindacati chiedono accesso alle fonti e contestano la mancata diffusione di notizie di cronaca «per non destare allarme sociale». La prefetta Cinzia Torraco ha dato disponibilità a individuare una soluzione e a favorire nuovi accessi alla Questura e ai carabinieri. Anche dal Comune, gli arresti della polizia locale arrivano col contagocce

La protesta davanti alla Prefettura

Oltre duecento persone si sono ritrovate questa mattina davanti alla Prefettura di Genova per il presidio promosso dall’Ordine dei giornalisti della Liguria, dall’Associazione ligure giornalisti e dal Gruppo cronisti liguri. La manifestazione ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà segnalate dai cronisti nel raccogliere notizie dalle forze dell’ordine e sul diritto dei cittadini a essere informati.

In piazza erano presenti giornalisti, rappresentanti dell’avvocatura e delegazioni sindacali. Hanno partecipato Alessandra Costante, segretaria generale della Federazione nazionale della stampa italiana, e Stefano Savi, presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Genova. Per Cgil, Cisl e Uil erano presenti Alessandro Pagano, segretario generale della Cgil di Genova, Luca Maestripieri, segretario generale della Cisl Liguria, e Giuseppe Gulli, segretario organizzativo della Uil Liguria. Ai passanti è stata distribuita una locandina con una vignetta del giornalista Lorenzo Calza.

Le notizie che, secondo i cronisti, non vengono diffuse

Gli organizzatori sostengono che da alcuni mesi in Liguria le comunicazioni delle forze dell’ordine escludano con regolarità diverse notizie di cronaca: furti, rapine, truffe, aggressioni e fatti di sangue. La motivazione riferita ai giornalisti sarebbe che la pubblicazione di questi episodi può generare «allarme sociale». La contestazione riguarda anche il mancato accesso dei cronisti a caserme, questure e distretti di polizia e l’omissione dei nomi dei legali che assistono persone arrestate o indagate.

La protesta richiama l’articolo 21 della Costituzione, che tutela la libertà di stampa. Tommaso Fregatti, presidente dell’Ordine dei giornalisti della Liguria, ha affermato che la situazione interessa il territorio da La Spezia a Ventimiglia. «Nelle note delle forze dell’ordine non vengono più date notizie su truffe, rapine, furti e fatti di sangue», ha dichiarato, aggiungendo che le limitazioni, a suo giudizio, si estenderebbero anche ad altri ambiti, dallo sport alla politica. «C’è una professione come la nostra che è sotto attacco», ha detto, chiedendo di fermare quella che definisce una censura preventiva.

La presidente del Gruppo cronisti liguri Katia Bonchi ha concentrato il suo intervento sulla mancata comunicazione del nome dell’avvocato difensore. «Le forze dell’ordine in Liguria negano sistematicamente di fornire ai giornalisti il nominativo del legale», ha sostenuto, collegando questa prassi al diritto alla presunzione d’innocenza.

Per Matteo Dell’Antico, segretario dell’Associazione ligure giornalisti, la mobilitazione riguarda l’intera comunità: «Questa non è una battaglia di categoria. I cittadini hanno il sacrosanto diritto di essere informati e sapere cosa succede nelle loro città». Il presidente dell’Ordine degli avvocati Stefano Savi ha espresso solidarietà ai cronisti e ha contestato l’idea che le notizie debbano essere filtrate. «Non comunicare il nome degli avvocati di chi viene trattenuto ha solo uno scopo: rallentare la difesa», ha dichiarato.

Gli interventi e la solidarietà delle categorie

Durante il presidio hanno preso la parola anche Milena Arnaldi, presidente dell’Associazione ligure giornalisti, Andrea Leoni, vicepresidente dell’Ordine dei giornalisti della Liguria, Andrea Ferro, in rappresentanza del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, e Marcello Zinola, che si occupa della formazione per l’Ordine.

La presenza dei rappresentanti sindacali ha affiancato quella del mondo dell’avvocatura. La protesta ha denunciato gli ostacoli che, secondo i promotori, rendono più difficile il lavoro quotidiano dei cronisti e ha chiesto un rapporto più trasparente tra istituzioni e informazione.

Il confronto con la prefetta e i vertici delle forze dell’ordine

Una delegazione composta da Tommaso Fregatti, dal consigliere dell’Ordine Marco Lignana, da Katia Bonchi e dai segretari aggiunti dell’Associazione ligure giornalisti Antonio Zagarese e Marco Toracca ha incontrato la prefetta Cinzia Torraco, il questore Raffaele Gargiulo, il generale dei carabinieri Alessandro Magro e il generale della guardia di Finanza Luigi Macchia. Nel colloquio i rappresentanti dei giornalisti hanno illustrato le difficoltà segnalate dalla categoria e le richieste di accesso alle informazioni.

Al termine dell’incontro, Torraco ha manifestato disponibilità a individuare una soluzione condivisa per garantire il rispetto dell’articolo 21. Secondo quanto riferito dai promotori, la prefetta ha aperto alla possibilità di consentire nuovamente ai giornalisti l’accesso alla Questura e ai carabinieri. Saranno inoltre comunicati, come richiesto dall’Ordine degli avvocati, i nomi dei legali che assistono le persone sottoposte a indagine. La disponibilità dovrà ora tradursi in modalità operative.

Non solo polizia e carabinieri: quegli arresti della PL non comunicati dal Comune

GenovaQuotidiana è a conoscenza di almeno cinque recenti arresti per spaccio nel centro storico, effettuati dalla polizia locale e mai comunicati dal Comune. Inoltre, anche gli esiti delle operazioni del Nucleo reati predatori vengono diffusi con discontinuità.

Una comunicazione puntuale di queste attività potrebbe informare i cittadini sulla presenza delle pattuglie e sul contrasto ai reati, e non certo alimentare allarme, eppure i risultati non vengono diffusi che in parte.

L’intervento di Alessandra Costante su Matteo Salvini

Al presidio Alessandra Costante ha criticato anche le parole del vicepremier Matteo Salvini, che durante il congresso della Lega avrebbe definito «servi» i giornalisti. La segretaria generale della Federazione nazionale della stampa italiana ha ricordato che Salvini è iscritto all’Ordine nazionale dei giornalisti e lo ha invitato a restituire la tessera se non si riconosce nella categoria.

«Le parole hanno un peso», ha detto Costante, sottolineando che quelle pronunciate da un vicepremier hanno un rilievo particolare. La dirigente sindacale ha concluso rivolgendosi direttamente a Salvini: «Restituisci la tessera se non ti piacciamo».

L’adesione di Alleanza Verdi e Sinistra

Alla mobilitazione hanno partecipato Selena Candia, capogruppo regionale di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), e Francesca Ghio, capogruppo della stessa formazione in Consiglio comunale a Genova. In una nota il gruppo ha definito la libertà di stampa «un pilastro della nostra democrazia» e ha sostenuto che ai giornalisti vengano nascoste notizie su violenze, furti, rapine e aggressioni.

Il comunicato di Alleanza Verdi e Sinistra attribuisce la mancata diffusione delle notizie a una scelta politica e la collega alle politiche del governo sulla sicurezza. Candia ha affermato che «i cittadini hanno diritto di conoscere i fatti che succedono nei territori dove vivono» e ha chiesto che i giornalisti possano lavorare senza censure. Ha inoltre sostenuto la necessità di contrastare le querele temerarie, che, secondo la consigliera, possono essere utilizzate per intimidire i cronisti.


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