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Manifestazione di domani, vetrine protette e controlli rafforzati: Genova si prepara e si blinda

Il corteo promosso online dal “Movimento 17 ottobre” è atteso in partenza alle 15 in piazza De Ferrari. Alcuni commercianti stanno proteggendo i negozi o valutando la vigilanza privata. Le autorità, però, non hanno disposto chiusure né limitazioni alla circolazione

Vetrine coperte con pannelli, merce di valore tolta dagli espositori e richieste di preventivi per la vigilanza privata. In centro c’è chi si sta organizzando in vista della manifestazione annunciata per domani, sabato 24 ottobre, alle 15 in piazza De Ferrari. La preoccupazione tra alcuni commercianti è cresciuta dopo i disordini avvenuti a Milano e in altre città lo scorso fine settimana e per i messaggi, i video e gli appelli che circolano sui social e nelle chat.

Un’immagine della vigilia arriva da piazza Portello, dove la profumeria Naima ha già coperto le vetrine con pannelli di legno. Altri negozi, soprattutto quelli che espongono capi e articoli di marca, hanno scelto di ritirare parte della merce o stanno valutando contromisure. C’è chi ha replicato le protezioni usate durante il G8 e chi cerca personale di sicurezza per il pomeriggio.

Il clima che si respira tra gli esercenti, però, non equivale a una previsione di disordini. Il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica riunito in Prefettura ha coinvolto anche commercianti e rappresentanti della magistratura minorile. Secondo quanto riportato dalla stampa locale, al momento dell’incontro non erano attesi numeri ingestibili per la piazza genovese e lo scenario di una degenerazione veniva considerato poco probabile, pur con un livello di attenzione elevato.

Le disposizioni ufficiali vanno nella direzione della normalità: non sono previste chiusure stradali o limitazioni al traffico e i negozi possono restare aperti. Sono stati annunciati controlli rafforzati in centro, monitoraggio degli accessi alla città e rimozione temporanea di cestini e cassonetti. Confcommercio ha invitato gli associati a seguire le indicazioni delle autorità, mantenendo l’attività regolarmente aperta e alta l’attenzione, ma niente d più.

La manifestazione è stata lanciata sui canali social del “Movimento 17 ottobre”, che ha annunciato una mobilitazione contro il carovita, i salari bassi e le difficoltà di accesso ai servizi pubblici, con appuntamenti in diverse città. A Genova il ritrovo indicato è piazza De Ferrari alle 15. La comunicazione passa soprattutto da Instagram, Telegram e gruppi di messaggistica; la composizione dei partecipanti e i numeri previsti restano incerti.

A rendere più teso il quadro sono anche i contenuti che circolano online. Accanto agli appelli alla protesta sono stati segnalati messaggi che evocano scontri e danneggiamenti. La loro diffusione ha alimentato timori tra i negozianti, ma non ogni post o messaggio inoltrato costituisce una minaccia attendibile né descrive ciò che accadrà in piazza. Proprio per verificare i contenuti e ricostruire chi li diffonde, la Digos e la polizia postale stanno monitorando la rete e le chat.

Nell’ambito di queste indagini, la Digos ha perquisito l’abitazione di un genovese di 29 anni, denunciato con l’accusa di istigazione a delinquere. Secondo quanto riferito dagli investigatori, l’uomo avrebbe invitato altri giovani, in una chat collegata al Movimento 17 ottobre, a compiere azioni violente contro le forze dell’ordine e danneggiamenti. Gli sono stati sequestrati un telefono e un computer. L’uomo, che secondo le informazioni disponibili non avrebbe legami con ambienti politici né precedenti penali, è indagato.

Le verifiche genovesi si inseriscono in un’attività più ampia partita dopo i disordini del 17 e 18 ottobre in varie città. A livello nazionale sono state eseguite perquisizioni nei confronti di circa un centinaio di persone, tra cui 51 minorenni. Nei giorni scorsi, inoltre, alla Spezia due ragazzi sono stati denunciati dopo la scoperta di una chat che, secondo l’accusa, invitava a furti e danneggiamenti in alcuni negozi. Episodi distinti dalla manifestazione genovese, ma che hanno contribuito ad accrescere l’apprensione alla vigilia del corteo.

La piazza di domani resta dunque un appuntamento di protesta convocato online, mentre istituzioni e forze dell’ordine preparano un presidio rafforzato e molti commercianti decidono autonomamente come tutelare le proprie attività. La libertà di manifestare e il diritto dei negozianti a lavorare in sicurezza saranno entrambi al centro di una giornata seguita con particolare attenzione.


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