È una bomba della Seconda guerra mondiale quella ritrovata in un cassone della diga. Resta da capire come ci sia finita

L’ordigno, del peso stimato di circa 230 chili, è stato trovato sul cassone C32. La Capitaneria ha disposto un’area di interdizione di 400 metri. Le attività sono sospese al suo interno mentre si prepara la bonifica

È una bomba risalente alla Seconda guerra mondiale l’ordigno trovato venerdì 23 ottobre sul cassone C32 della nuova diga foranea di Genova. Il manufatto, del peso stimato di circa 230 chili, era posato sulla sommità della struttura. Non risultano persone ferite.

Accertata la natura bellica, rimane da chiarire un aspetto decisivo: come sia arrivato fin lì. Al momento non sono state rese note ricostruzioni definitive sulla sua provenienza o sul momento in cui è stato portato nel cantiere.


La Capitaneria di porto ha disposto l’interdizione di tutte le attività in mare e sulle strutture entro un raggio di 400 metri dal punto del ritrovamento, individuato sul cassone C32. Il divieto resterà in vigore fino alla conclusione delle operazioni di bonifica. Nell’area possono accedere soltanto il personale autorizzato per la messa in sicurezza e gli interventi di polizia e soccorso.
La distanza è stata indicata in via provvisoria dal 32° Reggimento Genio Guastatori. Nelle prime fasi era stata prospettata una zona di sicurezza più ampia, fino a mille metri; l’ordinanza della Capitaneria fissa ora il perimetro ufficiale a 400 metri. Le lavorazioni interessate dalla misura sono sospese, mentre gli specialisti valuteranno come procedere alla rimozione dell’ordigno.
Il ritrovamento riporta l’attenzione sulla complessità del cantiere della diga, una delle maggiori opere infrastrutturali in corso nel porto. Il progetto, discusso da anni e inserito nel programma straordinario per la ricostruzione dopo il crollo del ponte Morandi, ha avuto una lunga fase di progettazione e autorizzazione prima dell’avvio dei lavori nel 2023. Il primo cassone è stato posato nel maggio 2024.
La nuova diga si svilupperà per circa sei chilometri, più al largo rispetto a quella esistente. È progettata per migliorare la protezione del porto e consentire l’accesso in sicurezza a navi di maggiori dimensioni. Per costruirla si impiegano grandi cassoni cellulari in cemento armato, trasportati in mare, posizionati sul fondale e poi riempiti.
Il cantiere procede per fasi: al 5 ottobre risultavano installati circa 1.630 metri di cassoni, mentre proseguivano anche i lavori di dragaggio e consolidamento dei fondali. Il cronoprogramma aggiornato prevede la posa dell’ultimo cassone nell’agosto 2027 e la conclusione delle opere entro dicembre dello stesso anno.
Ora la priorità è la bonifica dell’ordigno e la ricostruzione di come sia finito sulla struttura. La durata dell’intervento e le eventuali conseguenze sul programma complessivo dei lavori dipenderanno dalle verifiche degli specialisti e dalle condizioni di sicurezza stabilite per il cantiere.
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