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Ordigno bellico da 230 chili sul cassone C32: fermati i lavori della diga. Possibili stop anche in alcune aree del porto

Il manufatto, del peso di circa 500 libbre, è stato trovato sulla sommità del cassone e poggiato a secco. Nessuna persona è rimasta coinvolta. Prefettura e Capitaneria stanno definendo un’area di sicurezza di circa un chilometro, in mare e a terra

Un ordigno bellico di circa 230 chili è stato rinvenuto questa mattina sulla sommità del cassone C32 della nuova diga foranea di Genova. Secondo il comunicato diffuso ai media dalla struttura commissariale, l’oggetto era poggiato a secco. Il personale presente ha subito messo in sicurezza l’area, sospeso le lavorazioni nella zona interessata e avvisato le autorità. Non si registrano persone coinvolte.

Sono attesi sul posto gli specialisti dell’Esercito, che opereranno in coordinamento con il nucleo SDAI della Marina Militare per verificare l’ordigno e metterlo in sicurezza. Intanto, d’intesa con la Prefettura e la Capitaneria di Porto, è in corso di definizione un perimetro di sicurezza di circa mille metri, esteso sia sul mare sia a terra. Le eventuali limitazioni alla navigazione, agli accessi e alla viabilità saranno comunicate dalle autorità competenti. Gli operatori portuali sono stati invitati a seguire le indicazioni diffuse attraverso i canali istituzionali.

Il ritrovamento interessa un cantiere che lavora in mare aperto per ridisegnare l’accesso al porto. La nuova diga sorgerà circa 450 metri più al largo di quella esistente e, a progetto completato, si svilupperà per circa sei chilometri su fondali che arrivano a 50 metri. L’opera punta a migliorare la protezione dei bacini portuali dal moto ondoso, ampliare gli spazi di manovra e consentire l’accesso in sicurezza anche alle grandi navi portacontainer, lunghe oltre 400 metri. L’investimento complessivo è stimato in circa 1,3 miliardi di euro.

La storia del progetto comincia prima dell’apertura del cantiere. Una prima idea di sviluppo del porto con una diga rinnovata compariva già nel 2004; nel 2013 l’Autorità portuale avviò il percorso per una nuova infrastruttura. Dopo il crollo del ponte Morandi, nel 2018, l’intervento fu inserito nel Programma straordinario per la ripresa e il potenziamento del porto. Seguirono la progettazione, il dibattito pubblico nei primi mesi del 2021 e le approvazioni ambientali e tecniche del 2022. Nell’ottobre dello stesso anno l’appalto fu assegnato al consorzio PerGenova Breakwater, guidato da Webuild con Fincantieri, Fincosit e Sidra.

I lavori sono iniziati il 4 maggio 2023. La posa del primo cassone in mare è arrivata il 24 maggio 2024; da allora le strutture sono state installate progressivamente sul basamento predisposto sui fondali. I cassoni, realizzati in cemento armato e suddivisi in celle, vengono trasportati nella posizione prevista, affondati e riempiti. La loro collocazione è solo una parte di un intervento che comprende anche il consolidamento del fondale, la posa del materiale roccioso e la costruzione della sovrastruttura e del muro paraonde.

Nel 2025 il progetto è stato aggiornato con una variante di layout che ha consentito di programmare in parallelo le opere delle fasi A e B. Il cronoprogramma approvato indica la posa dell’ultimo cassone entro agosto 2027 e la conclusione dei lavori entro dicembre 2027.

A inizio ottobre il consorzio ha comunicato che la diga aveva raggiunto 1.630 metri di sviluppo. In mare proseguono le attività di consolidamento dei fondali e di realizzazione della sovrastruttura; a Vado Ligure viene portata avanti la produzione dei cassoni. L’intervento degli specialisti sull’ordigno e le disposizioni sul perimetro stabiliranno ora tempi e modalità per riprendere le lavorazioni nella zona coinvolta.


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