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Ex Ilva, Bucci incontra i sindacati all’aeroporto occupato: «Il piano per Cornigliano c’è»

Il presidente della Regione assicura che si lavora per mantenere attivo lo stabilimento genovese e annuncia un confronto con i commissari. All’assemblea anche le parlamentari del Partito Democratico Valentina Ghio e Alberto Pandolfo

Il confronto sulla crisi dell’ex Ilva si è spostato questa mattina all’aeroporto di Genova, occupato dai lavoratori. Qui il presidente della Regione Marco Bucci ha incontrato le rappresentanze sindacali di Cornigliano. All’assemblea hanno partecipato anche i parlamentari del Partito Democratico Valentina Ghio e Alberto Pandolfo.

Bucci ha spiegato che Genova intende continuare a produrre e che esiste un programma, già accettato da Acciaierie d’Italia, per lavorare materiale conto terzi nell’eventualità di una chiusura dello stabilimento di Taranto. L’intesa raggiunta mercoledì, ha aggiunto, è operativa; la Regione chiederà ai commissari straordinari di fare chiarezza sulla situazione.

A suscitare preoccupazione è stata la comunicazione arrivata venerdì dai commissari, con l’annuncio dell’aumento della cassa integrazione. Bucci ha riferito che la notizia ha sorpreso i presenti, ma l’ha collegata alle necessità economiche dell’azienda. Nella stessa giornata, ha ricordato, Acciaierie d’Italia ha scritto alla Regione e alla Città Metropolitana per chiedere l’autorizzazione a lavorare coils per conto terzi: secondo il presidente, il piano per tenere in funzione lo stabilimento fino all’arrivo del nuovo acquirente è pronto.

Dopo aver parlato con i commissari già sabato, Bucci ha invitato a evitare dichiarazioni che possano complicare la vertenza. Si è detto fiducioso, ribadendo che sarà fatto il possibile per trovare una soluzione e gestire la crisi con attenzione.

I deputati liguri del Partito Democratico Alberto Pandolfo e Valentina Ghio hanno partecipato alla mobilitazione dei lavoratori dell’ex Ilva, prima davanti ai cancelli dello stabilimento e poi nel corteo arrivato all’aeroporto. Hanno espresso preoccupazione per il futuro occupazionale e industriale del sito genovese e definito «inaccettabile» la lettera dei commissari sull’aumento della cassa integrazione, giudicandola in contraddizione con le rassicurazioni del governo. Secondo i due parlamentari, ai lavoratori sono state fatte promesse che non si sono tradotte in fatti: per questo chiedono all’esecutivo di assumersi le proprie responsabilità e all’azienda di ritirare la comunicazione sulla cassa integrazione e fornire «garanzie reali».

Pandolfo e Ghio hanno annunciato che in Aula sosterranno gli emendamenti per assicurare la fornitura di coils e bramme necessarie a mantenere la continuità produttiva e per avviare un percorso di nazionalizzazione dell’azienda. L’obiettivo, hanno spiegato, è dare ai lavoratori risposte credibili sul futuro e tutelare il ruolo industriale dello stabilimento per Genova e per il Paese.


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