Economia Porto 

Nuovi spazi per le riparazioni navali: Genova valuta un superbacino da 360 metri

Con l’avanzamento della nuova diga foranea si apre la possibilità di ripensare una parte del porto. Tra le ipotesi, un secondo grande bacino di carenaggio e 75 mila metri quadrati di aree operative

Un altro grande bacino per le navi, nuove banchine e una diversa organizzazione degli specchi acquei. Sono alcune delle trasformazioni considerate per il porto di Genova mentre proseguono i lavori della nuova diga foranea, arrivata a 1.670 metri di estensione dopo la posa del secondo cassone in otto giorni.

Nell’area delle riparazioni navali si valuta la realizzazione di un secondo superbacino: le dimensioni ipotizzate sono circa 360 metri di lunghezza per 60 di larghezza. Si affiancherebbe a quello che Fincantieri sta predisponendo a Sestri Ponente. Il progetto non è stato definito: è emerso nell’ambito degli incontri sul nuovo Piano regolatore portuale tra l’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale, Ente Bacini, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, l’Ente nazionale di assistenza al volo e l’Aeroporto di Genova.

La prospettiva è ridisegnare le aree di lavoro sfruttando anche gli spazi a mare che potranno essere recuperati con la demolizione di un tratto della vecchia diga e la costruzione della nuova barriera. Le ipotesi comprendono circa 75 mila metri quadrati di nuove superfici banchinate e operative, insieme alla revisione degli accosti e degli spazi riservati alla nautica.

Anche a Sampierdarena Ponente il piano immagina cambiamenti: alcune calate potrebbero essere tombate e il filo della banchina rettificato per ricavare accosti lineari, adatti alle grandi navi portacontainer. Ogni intervento dovrà essere coordinato con le necessità dell’aeroporto e con le procedure che regolano le operazioni di volo. Tra le possibilità esaminate, in via preliminare, c’è un prolungamento di circa 50 metri della pista verso ponente.

La diga foranea è realizzata dal consorzio PerGenova Breakwater, guidato da Webuild. Il suo completamento è considerato un passaggio decisivo per riorganizzare gli spazi portuali e migliorare la protezione dello scalo e della città; gli scenari discussi dovranno ora essere approfonditi nel percorso di pianificazione.


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