Artigianato Economia 

Assumere un giovane può costare oltre 180 euro per ogni 100 netti: l’allarme della CNA

La simulazione della Confederazione nazionale dell’artigianato stima per le piccole imprese italiane un costo annuo superiore a 43mila euro per garantire 24mila euro netti. In Liguria, Gianluca Gattini e Barbara Banchero chiedono incentivi stabili per assumere e trattenere i giovani

Per ogni 100 euro netti in busta paga, una piccola impresa italiana può arrivare a spenderne oltre 180. È il risultato della simulazione della CNA sul costo del lavoro giovanile in sei Paesi europei. Nel caso preso in esame, garantire a un giovane 24mila euro netti all’anno può costare all’azienda circa 43.500 euro, considerando retribuzione, imposte, contributi previdenziali e trattamento di fine rapporto.

L’analisi ipotizza una piccola impresa con cinque dipendenti che assume a tempo indeterminato una persona di 25 anni, single e senza figli, e calcola il costo ordinario dopo la fine degli incentivi all’assunzione. Per ottenere lo stesso reddito netto, la stima è di 42.800 euro in Germania, 41.100 in Portogallo, 40.700 in Spagna, 39.900 in Francia e circa 30.400 in Irlanda. In rapporto a 100 euro netti, il costo d’impresa varia dai 178 euro tedeschi ai 127 irlandesi; l’Italia supera quota 180.

Secondo la CNA, a pesare è anche il salto di spesa quando gli sgravi terminano. Ipotizzando un esonero contributivo da 6mila euro all’anno per i primi due anni, il costo italiano passa da circa 37.500 a oltre 43.500 euro, pur senza un aumento della retribuzione netta. Nell’arco di cinque anni, mantenendo costante il reddito del lavoratore e considerando il bonus biennale, la spesa complessiva dell’impresa supera i 200mila euro, mentre il giovane riceve 120mila euro netti.

Il confronto mette in luce modelli diversi di sostegno all’occupazione. In Francia la riduzione dei contributi a carico delle imprese è strutturale e decrescente per le retribuzioni inferiori a tre volte il salario minimo. In Portogallo, il programma fiscale per i giovani fino a 35 anni può distribuire i benefici su un periodo che arriva a dieci anni. In Irlanda, invece, la previdenza integrativa MyFutureFund viene introdotta gradualmente, con aliquote destinate a crescere nel tempo.

Per il presidente della CNA Liguria Gianluca Gattini, la discontinuità degli incentivi rende più difficile per le imprese programmare le assunzioni e investire nella formazione. In una regione che deve contrastare la partenza dei giovani verso altri territori o l’estero, sostiene, servono regole contributive stabili per permettere alle aziende di inserirli e trattenerli con contratti duraturi.

La segretaria della CNA Liguria Barbara Banchero sottolinea che non basta sostenere l’ingresso in azienda: occorre rendere sostenibile anche la permanenza e accompagnarla con formazione continua. Se il costo del lavoro aumenta mentre la retribuzione resta ferma, avverte, ne risentono le prospettive economiche dei giovani e, più in generale, la stabilità necessaria per costruire progetti di vita e di famiglia.


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