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Antimafia, Genova istituisce una Commissione speciale: indagini, appalti e beni confiscati tra le priorità

Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità la nascita di un organismo dedicato a criminalità organizzata, corruzione e cultura della legalità. La delibera prevede il coinvolgimento di tutti i gruppi consiliari e il raccordo con le realtà già attive in città

Genova avrà una Commissione speciale antimafia. Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità la delibera che istituisce il nuovo organismo, con un mandato ampio: occuparsi di prevenzione e contrasto alla criminalità organizzata e alla corruzione, promuovere la trasparenza e l’educazione alla legalità e favorire il riutilizzo sociale dei beni confiscati. Il testo è stato emendato con il contributo dei gruppi della Lega e di Forza Italia prima di essere sottoposto al voto.

La proposta, presentata da Filippo Bruzzone e maturata attraverso un confronto tra gruppi consiliari, punta a creare uno spazio di analisi e coordinamento a disposizione del Consiglio. Non avrà compiti investigativi, ma potrà raccogliere informazioni, elaborare proposte e collaborare con gli uffici e gli organismi competenti. La delibera le affida, tra gli interlocutori, anche il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza del Comune.

La composizione dovrà essere definita in Conferenza dei capigruppo, così da garantire la rappresentanza delle diverse forze presenti in aula. I gruppi con più di otto consiglieri potranno indicare fino a cinque componenti; quelli che ne hanno da due a otto potranno averne fino a tre. I gruppi più piccoli potranno essere rappresentati da un consigliere.

Tra gli incarichi previsti c’è la collaborazione con gli organi comunali per individuare iniziative di prevenzione dei fenomeni mafiosi e corruttivi. La Commissione potrà inoltre svolgere indagini conoscitive, anche sulla corruzione elettorale, e confrontarsi con le autorità regionali e nazionali per proporre indirizzi e buone pratiche. Un’attenzione particolare è riservata agli appalti e alle opere pubbliche, ambiti nei quali l’organismo potrà contribuire a individuare strumenti utili a impedire infiltrazioni e condizionamenti.

La delibera prevede anche il lavoro sui beni confiscati e la collaborazione con la Consulta comunale sul gioco d’azzardo e la ludopatia. Al termine del proprio percorso, la Commissione dovrà riferire al Consiglio comunale con una relazione sulle attività svolte. L’obiettivo dichiarato dai promotori è mettere in relazione realtà e strumenti già esistenti, evitando che le iniziative sulla legalità procedano in modo isolato.

Filippo Bruzzone, primo proponente dell’atto, ha spiegato che la nuova sede consiliare dovrà favorire il confronto e tradurre dati e analisi in proposte d’indirizzo per la Giunta. Ha richiamato l’esistenza dell’Osservatorio sui beni confiscati e della Consulta permanente sul gioco d’azzardo, indicando nella Commissione un possibile punto di raccordo tra questi organismi e il Consiglio comunale. Bruzzone ha ringraziato le consigliere e i consiglieri che hanno contribuito alla stesura e l’assessore Davide Patrone per la collaborazione.

«La presenza mafiosa nella nostra città non è un’ipotesi», ha dichiarato Bruzzone, richiamando le sentenze che documentano l’inserimento delle organizzazioni criminali anche nel tessuto produttivo. Secondo il proponente, rafforzare prevenzione e trasparenza significa anche contrastare la corruzione, compresa quella di natura elettorale, sostenere il riutilizzo sociale dei beni confiscati e promuovere la cultura della legalità. La Commissione, ha aggiunto, potrà contribuire a rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e il rapporto tra comunità e politica.

Nel Partito Democratico, il consigliere Edoardo Marangoni ha definito l’approvazione un risultato politico rilevante, sottolineando il sostegno unitario della maggioranza e il percorso collegiale che ha accompagnato la proposta. «Se la criminalità organizzata è organizzata, dobbiamo esserlo anche noi», ha detto in aula, indicando nella rete sociale, culturale ed economica il principale terreno su cui costruire il lavoro dell’organismo. Per Marangoni, la Commissione potrà diventare un luogo stabile di ascolto e confronto con associazioni antimafia, sindacati e rappresentanze delle imprese.

Tra le realtà che il consigliere ha proposto di coinvolgere nelle audizioni figurano Libera, Wikimafia e le Agende Rosse. Marangoni ha inoltre indicato l’adesione ad Avviso Pubblico, la rete nazionale degli amministratori locali impegnati nella promozione della legalità democratica. Si tratta di priorità illustrate nel dibattito politico sulla nuova Commissione: la delibera ne definisce le competenze generali, mentre il programma concreto dovrà essere sviluppato dall’organismo una volta costituito.

Nel suo intervento Marangoni ha richiamato alcuni ambiti in cui, a suo giudizio, la Commissione dovrà approfondire le possibili ricadute della criminalità organizzata sulla città: il traffico di stupefacenti, i fenomeni di sfruttamento e tratta, il gioco d’azzardo, i reati ambientali e la gestione degli appalti. Ha citato, a sostegno della necessità di mantenere alta l’attenzione, i dati da lui richiamati sul gioco d’azzardo in Liguria e quelli attribuiti al rapporto Ecomafie 2026 di Legambiente: secondo quanto riferito in aula, la Liguria sarebbe la prima regione del Nord per numero di reati ambientali, con Genova al primo posto tra le province settentrionali. Il consigliere ha indicato in particolare il ciclo dei rifiuti e le grandi opere tra i settori da osservare.

Un altro tema riguarda la cosiddetta «zona grigia» in cui interessi criminali possono incontrarsi con parti dell’economia legale. Marangoni ha parlato del rischio di condizionamenti nelle catene dei subappalti e nelle esternalizzazioni industriali, proponendo di approfondire modelli di controllo più efficaci, come filiere più corte e verifiche sugli accessi ai cantieri. La Commissione, nelle intenzioni illustrate dal consigliere, potrà favorire un’azione preventiva del Comune, complementare a quella della magistratura e delle forze dell’ordine, senza sostituirsi alle loro funzioni.

Il nuovo organismo dovrà inoltre dialogare con l’Osservatorio comunale sui beni confiscati e con la Commissione antimafia del Consiglio regionale della Liguria. Quest’ultima è stata istituita nel 2020 su proposta di Luca Garibaldi, allora consigliere del Partito Democratico, e oggi è presieduta da Andrea Orlando. Il confronto tra i diversi livelli istituzionali, secondo i promotori, potrà aiutare a condividere analisi e buone pratiche e a rendere più efficace il lavoro sul territorio.

L’unanimità raggiunta in Consiglio, dopo gli emendamenti, segna l’avvio formale della Commissione; la fase successiva sarà la nomina dei componenti e la definizione delle attività. Audizioni, raccolta di dati, confronto con le realtà civiche e una relazione periodica al Consiglio sono tra gli strumenti previsti o annunciati nel dibattito. La sfida sarà trasformare il mandato in un lavoro continuativo, capace di rendere più leggibili i rischi e di tradurre la prevenzione in proposte concrete per l’amministrazione cittadina.


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