Ambiente regione 

Aria in Liguria, passa il nuovo piano: in Consiglio regionale è scontro su controlli e trasporti

La maggioranza approva l’aggiornamento con 16 voti favorevoli e 9 contrari. Le opposizioni contestano obiettivi superati e poche misure concrete. L’assessore Paolo Ripamonti annuncia un impegno per rendere più capillari i controlli

Il Consiglio regionale ha approvato l’aggiornamento del Piano regionale di risanamento e tutela della qualità dell’aria. La proposta ha ottenuto 16 voti favorevoli e 9 contrari, questi ultimi espressi dai gruppi di centrosinistra. Il confronto in aula si è concentrato sull’efficacia delle misure, sull’età del documento, sui controlli delle emissioni e sul rapporto tra inquinamento e salute.

A illustrare la posizione della maggioranza è stata Chiara Cerri di Forza Italia. Il piano, articolato in cinque parti, completa secondo la relatrice l’adeguamento alle norme nazionali ed europee. Cerri ha ricordato che l’aggiornamento ha ricevuto parere favorevole nell’ambito della Valutazione di impatto ambientale e dal Consiglio delle autonomie locali.

Di segno opposto la relazione di minoranza di Davide Natale del Partito Democratico, che ha definito il documento «nato vecchio» e troppo debole nelle proposte. Secondo il consigliere, il testo conserva obiettivi fissati per il 2025 senza aggiornarne le scadenze, anche se alcuni di quei traguardi non sarebbero stati raggiunti. Natale ha inoltre contestato il riferimento a misure finanziate dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, ormai scaduto, e ha chiesto una pianificazione più orientata agli anni futuri.

Tra le critiche, quella alla mancanza di interventi strutturali per rendere più competitivo il trasporto pubblico. Natale ha indicato corsie riservate, parcheggi di interscambio e collegamenti più efficaci tra treni e autobus come strumenti che, a suo giudizio, avrebbero dovuto trovare spazio nel piano. Anche l’elettrificazione delle banchine portuali, prevista per ridurre le emissioni delle navi in porto, richiederebbe secondo il consigliere misure più incisive e vincolanti, da concordare con le autorità interessate.

Per Natale il documento dovrebbe considerare in modo più esplicito anche le conseguenze sanitarie dell’inquinamento, oltre agli aspetti ambientali. Da qui la richiesta che la Liguria proceda con una Valutazione di impatto sanitario.

Stefano Giordano del Movimento 5 Stelle ha ricordato che il precedente piano risale a circa vent’anni fa e che l’aggiornamento era quindi necessario. La questione, ha osservato, è capire se gli strumenti previsti siano sufficienti a risolvere le criticità. Nel suo intervento ha ripercorso la genesi del documento e il superamento dei valori di attenzione per la qualità dell’aria in diverse aree della regione. La situazione complessiva sarebbe migliorata, ma restano problemi in particolare in Val Bormida, dove occorre ridurre la concentrazione di sostanze nocive. Giordano ha richiamato anche la fragilità della popolazione ligure e gli effetti dei cambiamenti climatici, che possono aggravare le conseguenze dell’inquinamento.

Giovanni Battista Pastorino, della lista Andrea Orlando Presidente, ha contestato la debolezza del piano e ha collegato la qualità dell’aria alla diffusione delle malattie respiratorie. Nel suo intervento ha affermato che il 5% della popolazione ligure sarebbe affetto da broncopneumopatia cronica ostruttiva, una patologia grave sulla cui incidenza e sul cui aggravamento può influire l’inquinamento. Pastorino ha inoltre sollevato dubbi sulla capacità dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ligure di garantire monitoraggi sufficientemente puntuali, anche in considerazione della presenza di due importanti porti.

«Il piano per la qualità dell’aria dovrebbe essere uno dei provvedimenti più rigorosi, invece somiglia a una raccolta di buone intenzioni», ha sostenuto Pastorino, accusando la Regione di rinviare le decisioni più difficili. Secondo il consigliere, gli obiettivi e le regole attese per il 2030 richiederanno misure più restrittive e il provvedimento appena approvato non preparerebbe abbastanza il territorio. Pastorino ha richiamato anche la situazione della Val Bormida, riferendo che, a suo giudizio, i dati sull’incidenza dei tumori sarebbero più elevati rispetto al resto della Liguria.

Jan Casella di Alleanza Verdi e Sinistra ha descritto il piano come privo di una strategia sufficientemente definita. Si è concentrato soprattutto sul trasporto pubblico, che nelle aree interne sarebbe ancora considerato una scelta residuale, e sulla Val Bormida. A suo giudizio, l’attenzione della Giunta per quel territorio sarebbe legata soprattutto alla possibilità di realizzare un inceneritore.

Anche Katia Piccardo del Partito Democratico ha criticato l’impostazione del documento, giudicandola poco ambiziosa e non adeguata alle esigenze della popolazione. Secondo la consigliera, la Liguria avrebbe potuto programmare interventi più consistenti, anche attraverso risorse a bilancio, per rafforzare il trasporto pubblico, ridurre l’inquinamento e affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici. Il rischio, nella sua valutazione, è che l’aggiornamento si limiti a un adempimento formale per evitare sanzioni.

A rispondere alle opposizioni è stato l’assessore regionale all’ambiente Paolo Ripamonti. Ha ricordato che il piano è stato aggiornato dopo due decenni per adeguarlo al quadro normativo nazionale ed europeo e che contiene un capitolo dedicato agli obiettivi del 2030. La Regione, ha aggiunto, sta dialogando con il ministero per definire gli adempimenti attesi.

Ripamonti ha sostenuto che il percorso è stato condiviso e ha riconosciuto la possibilità di migliorare la capillarità dei controlli: «È un impegno che mi assumo». L’assessore ha affermato che la qualità dell’aria ligure è complessivamente buona, pur ammettendo che restano criticità da affrontare. La Regione, ha concluso, ha messo in campo le azioni puntuali ritenute possibili per mitigarle e sta incontrando i Comuni per supportarli nella definizione dei piani del traffico.


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